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Tiziana Cantone: il mistero delle accuse ritrattate

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C’è ancora un mistero nella storia di Tiziana Cantone. Ieri sono i nomi degli indagati nel procedimento per diffamazione – che sono sono due fratelli emiliani, Antonio ed Enrico Iacuzio, un brindisino che si chiama Christian Rollo, un altro che si chiama Antonio Villano; la donna non parla di altri, nessun riferimento a Sergio Di Palo, che era il suo fidanzato quando ha girato i video – ma oggi, come spiega Conchita Sannino su Repubblica, si comprende che tutto probabilmente finirà in un’archiviazione, visto che la Cantone ha ritrattato le accuse:

Ecco cosa scrive Tiziana nella querela presentata in Procura il 20 maggio 2015. «Quello che sta accadendo assume i connotati di una totale devastazione nei confronti della mia persona, che già di per sé ha profili di psicolabilità». E aggiunge: «È vero che sono stata una stolta sprovveduta a fare giochetti stupidi con persone a me sconosciute, ma è anche vero, che quanto adesso sta accadendo mi avvicina in maniera veloce a istinti di suicidio». Non solo: «Questa gogna provoca danni incalcolabili in me, pregiudica in maniera assoluta e irreparabile il mio futuro di ragazza di 30 anni».
Parole che, a rileggerle il giorno dopo i suoi funerali, consegnano l’immagine di una inesorabile solitudine. Quelle pagine stanno ora per essere acquisite dalla Procura di Napoli nord-Aversa, dopo che il procuratore capo Francesco Greco ha avuto contatti con l’aggiunto Fausto Zuccarelli e il pm Alessandro Milita (il magistrato dell’antimafia, che fu già nel mirino dei killer di Gomorra) che procedono, a Napoli, con l’accusa di diffamazione.

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Ma la ragazza non ha consegnato in procura un solo esposto, ma ben tre. Non solo: nell’ultima fase, nell’ottobre 2015, aveva ritrattato proprio il racconto, dettagliatissimo, in cui faceva i nomi dei cinque uomini ai quali aveva inviato, inizialmente, il materiale hot, perché intratteneva con loro «un gioco virtuale a sfondo sessuale».

Tre tappe. Tiziana chiede aiuto la prima volta il 29 aprile 2015. Si nasconde dietro una piccola bugia. «Ho smarrito il mio iPhone, e purtroppo stanno circolando delle scene intime, dei video e delle foto», è la denuncia. Passa un mese e il 20 maggio la storia cambia. Tiziana consegna 8 pagine durissime in cui punta il dito contro cinque uomini, ai quali ha inviato il mate
riale. Sono loro, per Tiziana, ad aver diffuso in Rete, presso altri utenti o siti quelle foto e scene di sesso. Lei fa i nomi di: Christian, Antonio, Enrico, Luca, e un altro Antonio. Ribadisce che loro le chiesero successivamente di incontrarla «per passare dal gioco virtuale all’incontro reale» e lei si rifiutò. Il sospetto è che, per sfregio e per punirla, li abbiano poi fatti circolare.
Tiziana accusa: «Poiché questo video è stato inviato da me solo ai signori Christian, Antonio, Enrico, Luca e Antonio, i predetti lo hanno diffuso in Internet senza la mia autorizzazione. Tutto questo mi devasta, la gente mi riconosce, non ho più futuro». Quattro di loro sono ora indagati per diffamazione. È verosimile, tuttavia, che tutto finisca con un’archivazione. Il motivo? Da ieri è noto. Passano quattro mesi e il 23 ottobre 2015 Tiziana va in Procura, viene sentita e ritratta il senso delle accuse. «Non era mia intenzione addita re le responsabilità delle diffusione su quegli uomini, loro possono solo essere a conoscenza e offrire elementi».

Perché Tiziana Cantone ha ritrattato?

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