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Terremoto, gli ospedali a rischio sismico e quei controlli pagati e mai fatti

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L’inchiesta sui crolli del terremoto ad Accumoli, Amatrice e Arquata concentra l’attenzione sulla prevenzione mai effettuata e sulle lacune strutturale degli edifici pubblici come gli ospedali mai sanate. Come il  “Francesco Grifoni”, l’ospedale alle porte di Amatrice che da sette anni è un pericolo pubblico per i cittadini. Mentre la Regione Marche “scopre” che la valutazione del rischio sismico dei suoi ospedali non è mai stata effettuata.

Francesco Grifoni: l’ospedale di Amatrice nel mirino dei PM

L’ospedale Grifoni dal 2009 aspetta l’adeguamento sismico ritenuto, dopo il terremoto dell’Aquila, «urgentissimo e indifferibile». L’edificio ha subito danneggiamenti e, su spinta della Protezione Civile, la Regione Lazio nel 2010 finanzia l’adeguamento sismico dell’ospedale con 2,1 milioni di euro. La Asl di Rieti decide di accorpare l’intervento «urgente» a quello per le misure antincendio, e ne viene fuori un lavoro di ristrutturazione globale da 7,1 milioni. Ma poi la Regione definanzia i lavori perché l’ospedale potrebbe essere chiuso a breve. Spiega Repubblica:

Qui la storia si complica ancora di più. Perché a gestire tutta la pratica dei lavori per l’ospedale di Amatrice è l’ingegnere Marcello Fiorenza, il direttore dell’ufficio tecnico patrimoniale della Asl reatina. Da un anno è indagato per abuso di ufficio in un’indagine della procura di Rieti condotta dal Nucleo Tributario, con l’accusa di aver favorito tre aziende amiche in alcune commesse pubbliche nel settore della sanità. Una delle ditte sotto inchiesta ha lavorato anche al Grifoni nella manutenzione degli impianti elettrici. Naturalmente i guai giudiziari di Fiorenza non facilitano il ripristino dei 2,1 milioni. L’adeguamento antisismico dell’ospedale, dunque, non si è mai fatto. Però il sindaco Pirozzi vince la sua battaglia e dalla Asl di Rieti — è storia di un anno fa — nella struttura che era urgentissimo mettere in sicurezza si inaugura la nuova unità di “Osservazione breve intensiva” del pronto soccorso. Due posti letto in più per i pazienti che non hanno bisogno di un ricovero immediato. Due posti letto, come gli altri, ora inservibili.

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L’ospedale Grifoni di Amatrice danneggiato dal sisma

Stanislao Acciarri: il fratello dell’esponente PD e il rischio sismico degli ospedali

La valutazione del rischio sismico degli ospedali delle Marche è invece già finita sotto inchiesta alla Corte dei Conti. Il Corriere della Sera, in un articolo a firma di Ilaria Sacchettoni e Fiorenza Sarzanini, racconta della vicenda che coinvolge Stanislao Acciarri, che doveva effettuare nel 2009 la valutazione del rischio sismico di otto ospedali ma nei due primi anni di contratto, dopo la chiamata diretta, non ha svolto alcuna attività e ciò nonostante il contratto gli è stato rinnovato.

È la Corte dei Conti a indagare sui soldi, oltre 100 mila euro, spesi dalla Regione Marche nel 2009 per effettuare la «valutazione del rischio sismico di otto ospedali» e affidati a Stanislao Acciarri, un centralinista dei Vigili del fuoco che invece non ha mai svolto alcuna attività nei primi due anni di contratto, e nonostante ciò ha ottenuto il rinnovo per un altro biennio. Per questo motivo l’uomo è sotto processo insieme a tre funzionari della Regione che gli affidarono l’incarico senza alcuna selezione e rispondendo a una chiamata diretta. In realtà si tratta del fratello di una esponente del Pd, segretaria dell’assessore regionale alla Sanità, e proprio questi legami — dice l’accusa — potrebbero averlo favorito.
Il progetto era stato finanziato dal ministero della Salute e doveva servire a valutare la stabilità delle strutture ospedaliere indicando tutti gli interventi necessari a evitare crolli o comunque danni provocati da un terremoto, visto che si tratta di una zona ad alto rischio. Un controllo che non è mai stato effettuato e dunque i giudici contabili — dopo aver ricevuto gli atti del pubblico ministero Umberto Monti che ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio — adesso presenteranno il conto all’uomo e ai funzionari.

La storia è raccontata per filo e per segno in questa risposta dell’assessorato delle Marche a un’interrogazione del consigliere Bugaro:

Corrisponde invece al vero che l’ASUR ha attribuito un incarico ex art.15 octies del decreto legislativo 502/92 per l’attuazione del progetto “Valutazione del rischio sismico” al geom. Stanislao Acciarri, fratello della sig.ra Monica Acciarri componente della segreteria dell’Assessore. Tale incarico è stato attribuito con determina del Direttore generale dell’ASUR n. 485 del 30agosto 2007 e reiterato con successiva determinan. 861 del 18 settembre 2009.Al momento dell’attribuzione del primo incarico il titolo di studio posseduto era quello di geometra e che alla data della reiterazione dell’incarico il titolo di studio posseduto era laurea in scienze dell’architettura ed ingegneria edile. Il compenso è stato pari ad € 24.000,00 annui per il primo incarico ed € 26.000,00 per il secondo.
Come già accennato gli incarichi sono stati conferiti ai sensi dell’articolo 15 octies del decreto legislativo 502/92, vale a dire con contratto su progetto per il quale, non trattandosi consulenza, l’Azienda non ha ritenuto,a suo tempo, di avviare specifica selezione, bensì seguire la prassi seguita dalla nostra regione per il conferimento di incarico tipo articolo 15 septies del 502/92 (incarichi dirigenziali a tempo determinato).
Il suddetto progetto richiedeva una specifica professionalità ed il dr. Stanislao Acciarri, che aveva manifestato la disponibilità ad assumere un incarico presso l’ASUR, possedeva specifiche conoscenze formative e professionali riguardanti attività inerenti la vulnerabilità sismica delle strutture ospedaliere c/o strategiche dell’ASUR. Il dr. Stanislao Acciarri risultava già dipendente del Comando provinciale dei vigile del fuoco di Ascoli Piceno al quale lo stesso ha dovuto richiedere espressa autorizzazione a svolgere un incarico presso un Ente pubblico e quest’ultimo ha dovuto concordare nello specifico tempi e modi al “fine di consentire l’espletamento dell’incarico in regime di aspettativa non retribuita.

Nella risposta all’interrogazione si spiega anche perché l’incarico è stato conferito ad Acciarri: perché il compenso era talmente basso che un ingegnere professionista non lo avrebbe mai accettato:

L’ASUR aveva individuato un ingegnere professionista cui assegnare un incarico finalizzato al controllo degli adempimenti necessari ad assicurare la messa a norma di tutti gli ospedali del territorio, ma l’impossibilità di corrispondere un trattamento economico superiore rispetto a quello che il professionista percepiva presso l’ente di appartenenza hanno impedito la definizione del contratto.

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