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Chi è la mamma dietro la storia del varicella party

Secondo il partito fondato dal medico radiato Dario Miedico il post della mamma informata sulla festicciola per contrarre allegramente la varicella era "ironico" e si tratta di una macchinazione organizzata dal mainstream per screditare i free-vax. A ben guardare il profilo della signora in questione però si scopre che le cose stanno diversamente

Ha scatenato numerose polemiche il post di una mamma, di nome Luana, che a Milano invitava i suoi contatti a portare i propri bambini a casa sua per partecipare al “Varicella Party”. La signora in questione, oltre ad essere una delle più classiche mamme informate nonché sostenitrice della libertà di scelta, si occupa anche di signoraggio e monete alternative, collabora con quello che sembra essere un nido parentale (per evitare la legge Lorenzin) ed è un’attivista di SìAmo, il partito fondato dal medico radiato Dario Miedico che alle elezioni del 4 marzo è riuscito a presentarsi solo in Friuli Venezia Giulia ottenendo la bellezza di 1.428 voti (pari a meno dello 0,01% nazionale e allo 0,2% a livello regionale).

Il varicella party spiegato dai free-vax

Non è quindi una sorpresa che SìAmo abbia dedicato questa notte un post alla vicenda della festicciola con annesso contagio. Mentre infatti sulla pagina della signora Luana tutto tace (ma il post sul varicella party è ancora lì) il partito di Dario Miedico spiega che non c’era alcuna intenzione di cagionare un’epidemia ma che si trattava unicamente di un post ironico. Il post ironico della signora Luana è così diventato un raduno di persone che la criticano, che invocano l’intervento della Polizia Postale o che semplicemente fanno a loro volta del sarcasmo.

Per SìAmo la questione è un’altra. E non è il fatto che una madre abbia parlato di varicella party quanto piuttosto il fatto che il post sia stato sommerso da migliaia di commenti (oltre tremila, ma lo stillicidio continua). Secondo SìAmo si tratta di un’operazione coordinata dal main stream. Insomma i commentatori non sono arrivati sul profilo della signora perché del post “ironico” ne hanno parlato tutti i giornali. Ma perché qualcuno ha orchestrato la gogna mediatica.

In poche parole la signora Luana, mamma informata e free-vax, sarebbe “un capro espiatorio” che mostra come dopo la legge Lorenzin i “pro-vax” stiano continuando a perdere terreno nei confronti dei sostenitori della libertà di scelta in campo vaccinale.

Perché SìAmo difende mamma Luana

Certo è solo una coincidenza che SìAmo difenda quello che definisce un “profilo anonimo” che poi tanto anonimo non è visto che la signora Luana si è molto impegnata per la raccolta firme per la presentazione delle liste del partito di Miedico e ha in passato organizzato eventi per SìAmo.

L’ultimo è quello del 25 marzo sulle vaccinazioni pediatriche alla luce dei risultati della Commissione Uranio impoverito e vaccini. Risultati che non tengono conto minimamente delle conclusioni del rapporto Signum e che sono stati molto sponsorizzati dall’onorevole ex M5S Ivan Catalano. Ed è solo un’altra coincidenza che l’assistente parlamentare di Catalano – che partecipava al convegno organizzato dalla signora Luana – fosse proprio il compagno della signora Luana.

Se fossimo dei complottisti, di quelli che vedono in ogni legge un favore dalle lobby, allora avremmo già denunciato il presunto “conflitto d’interessi” della famigliola. Il compagno della signora Luana infatti oltre ad essere collaboratore di Catalano è anche presidente (dal giugno 2016) di una rete di imprese (tra cui una da lui fondata) attiva nel mercato del Retrofit Elettrico dei Veicoli. Ora è certamente solo una coincidenza che Catalano – di cui il compagno della signora è stato collaboratore parlamentare – fosse Vice Presidente proprio della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni e che durante la scorsa legislatura sia stato varato un decreto ministeriale che permette di trasformare veicoli endotermici in veicoli elettrici. Così come è una coincidenza che tra i team member che amministrano la pagina di Mobility r-Evolution ci sia Ivan Catalano.

Quando la mamma del Varicella Party spiegava la strategia per evitare le vaccinazioni

La signora Luana sembra molto impegnata a fare propaganda a favore della libertà di scelta contro la legge sull’obbligo vaccinale. A settembre dello scorso anno ha condiviso nel gruppo “Uniti per la libertà di scelta” un post dell’onorevole Catalano dove veniva spiegata la trafila da seguire per ottenere la prescrizione a titolo gratuito degli esami pre-vaccinali.

La signora spiegava che la procedura consigliata aveva anche un secondo fine. Lei e il compagno infatti hanno deciso di non mandare la bambina all’asilo. L’obiettivo – spiega ad un’altra mamma – “è di metterli uno contro l’altro per uscirne puliti noi genitori”. Insomma un’altra delle brillanti strategie free-vax per intasare i centri vaccinali e far perdere tempo ai medici.

Metti caso, spiegava la signora in maniera ben poco ironica, “che il pediatra ci dica ok per gli esami, li faremo e se esce per esempio che mia figlia ha già fatto il morbillo chiederemo i vaccini singoli, che non ci sono”. Ma anche se ci fossero nessun problema perché a quel punto spiegherebbero  che “non essendo sicuri non rischieremo sulla salute di nostra figlia, visto che la responsabilità su di lei è nostra e non loro”.

Qualche giorno dopo la signora cercava, a Genova, un pediatra che prescriveva “senza troppi problemi” gli esami pre vaccinali. Il 30 aprile scorso, in un altro gruppo (Vaccini Puliti. Rimozione dal commercio dei prodotti vaccinali contaminati) la mamma Luana cercava nominativi di pediatri ASL che sono per la libertà di scelta in zona Milano.

Ieri invece, mentre sul suo profilo infuriavano le polemiche coordinate dal main stream, la signora cercava nel Gruppo Nazionale libera scelta vaccini un pediatra ASL “che sappia riconoscere una esantematica” (la varicella è una malattia esantematica) e che fosse di larghe vedute ovvero che “utilizzi anche rimedi naturali e non solo medicina tradizionale“. C’è il dubbio che fino a ieri quindi la signora non si era ancora rivolta alla ASL per paura magari di cadere nelle mani di un “medico vaccinatore” sobillato dal main stream.

Chissà se anche questo consiglio è richiesto in maniera “ironica” oppure se la signora davvero vuole curare la varicella esclusivamente con rimedi naturali (quando nella maggior parte dei casi basta del paracetamolo). Certo il fatto che la bambina (o il bambino) abbia finalmente contratto una malattia esantematica fa pensare che il medico serva più per certificarne l’esistenza in modo, magari, da poter richiedere nuovamente i vaccini singoli (il vaccino per la varicella è compreso nel tetravalente MPRV) e così, proprio come spiegava a settembre, poter bloccare il sistema. Peccato che oltre al vaccino MPRV ci sia ancora il vaccino MPR.

Chi invece ritiene che tutto questo baccano sui vaccini sia colpa della legge Lorenzin può rileggere un post della stessa signora Luana datato 10 novembre 2014 nel quale chiedeva quale prassi seguire “per non vaccinare una bambina che ha ora due mesi”. All’epoca non c’era la legge 119/2017 ma c’erano ugualmente quattro vaccinazioni obbligatorie e tre “raccomandate”. Curiosamente in pochi parlavano di dittatura sanitaria, perché sapevano che l’obbligo poteva essere facilmente aggirato e l’argomento forte non era il presunto fascismo dei medici e del Ministero della Sanità quanto piuttosto il rischio che per colpa dei vaccini i bambini diventassero autistici.