Attualità

Chi ha fatto i lavori alla scuola Capranica di Amatrice?

scuola romolo capranica amatrice

La scuola elementare Romolo Capranica di Amatrice è crollata per il terremoto, nonostante nel 2012 fossero stati spesi circa 700 mila euro per metterla in sicurezza. I lavori erano costati 511 mila euro, quando l’accordo di programma ne prevedeva 200 mila, realizzati dall’azienda Consorzio Stabile Valori di Roma.

I lavori nella scuola elementare Capranica di Amatrice

E oggi i giornali ritornano su quella ristrutturazione e su chi l’ha materialmente effettuata, ripercorrendone l’iter che parte nel 2010 quando il comune di Amatrice riceve un primo finanziamento di 500mila euro dal fondo per l’edilizia scolastica: soldi che sono stati comunque anticipati dal Comune perché la Provincia non li ha ancora erogati. L’istituto viene comunque ristrutturato e inaugurato in tempi record: il 13 settembre 2012, alla vigilia dell’inizio dell’anno scolastico. Ma sull’esecuzione dei lavori, la storia si ingarbuglia. Ne parla oggi Repubblica in un articolo a firma di Fabio Tonacci:

L’appalto lo vince il Consorzio Stabile Valori, controllato dalla Dionigi srl, di cui è socio l’avvocato amministrativista Francesco Mollica, 39 anni. Un suo zio, l’imprenditore di Patti Pietro Tindaro Mollica, si è ritrovato più volte coinvolto in vicende giudiziarie, senza però aver mai riportato condanne e ottenendo da Tar e Consiglio di stato l’annullamento di alcune interdittive antimafia. Oggi Pietro Tindaro Mollica è ancora imputato per bancarotta a Roma. Attraverso l’avvocato Filippo Dinacci, il Consorzio stabile Valori, rappresentato da Valentino Di Virgilio, spiega: «Eseguiamo i lavori attraverso circa 80 consorziate. Nel caso di Amatrice sono stati assegnati ed eseguiti totalmente dalla Edil Qualità di Roma. Siamo certi della correttezza dell’operato dell’impresa costruttrice».

scuola romolo capranica amatrice

Altro nodo da sciogliere riguarda un ulteriore appalto “per la prevenzione e riduzione del rischio connesso alla vulnerabilità degli elementi anche non strutturali della Capranica”. La gara, per un valore di 172.000, si apre il 22 dicembre scorso e se la aggiudica la Dema Srl con un ribasso del 27,5 per cento. Solo pochi giorni prima del terremoto, alla preside della scuola viene comunicato che si sarebbe fatto un intervento al tetto. Le prime foto degli interni, scattate dalle squadre dei vigili del fuoco dopo il disastro, sembrano però suggerire problemi strutturali ai pilastri più che al soffitto. E alcune immagini televisive mostrano polistirolo e retine nelle strutture portanti. Ma Sergio Pirozzi, il primo cittadino di Amatrice, non ci sta a finire sulla graticola: «Abbiamo già notificato ai carabinieri la delibera con la quale ci costituiremo parte civile. Evitiamo qualsiasi sciacallaggio. Ho dei figli, sono il primo ad essere sconvolto».

Il Fatto e l’ombra dei legami con i boss

Il Fatto parla in prima pagina di collegamenti con i clan di Cosa Nostra, e parla del sito della Valori Scarl, dove si parla della ristrutturazione del polo scolastico di Amatrice. Parte del denaro speso (200 mila euro) è stato prelevato dal fondo messo a disposizione dal governo dopo il terremoto de L’Aquila.

A SVELARE i sospetti di collusione sono, però, gli intrecci societari. La Valori scarl, infatti, fa parte del gruppo Mollica il cui principale socio è Francesco Mollica nato a Patti in provincia di Messinanel1977. LaValori,poi,è detenuta per l’88% dalla Dionigi Soc. Coop la cui sede si trova a Roma in via Dionigi 43, un indirizzo che risulterà decisivo. Qui, infatti, si trova un’altra società: la Sed srl che si occupa di elaborazione da ti. L’amministratore è un cittadino russo, il quale controlla anche la Ricos, una società immobiliare che faparte del gruppo che detiene le quote della Valori scarl. Al netto di questo risiko societario, ciò che solleva sospetti di mafiosità è uno degli azionisti della Sed. Si tratta di Domenico Mollica che ne detiene il 90% e che nato a Piraino(Messina) nel 1955. Ecco il legame.
Il signor Mollica è stato socio della Siaf (società di costruzioni fallita) assieme ai fratelli Pietro e Antonino. Ai tre è riconducibile il consorzio Aedars che nel 2013 riceverà un’interdittiva antimafia firmata dalla Prefettura di Roma. Di più: Francesco Mollica, che controlla la Valori Scarl, è figlio di Domenico. Nella giornata di ieri abbiamo tentato di raggiungere i diretti interessati e i loro legali,senza esito. L’interdittiva raccoglie un lungo elenco di annotazioni di diverse polizie giudiziarie su collegamenti con i clan di Cosa Nostra radicati a Barcellona Pozzo di Gotto. Il caso diventa pubblico perché in quel periodo il consorzio sta lavorando a Milano. La chiave, in questo caso, è rappresentata dalla Fracla srl che detiene il 72% dell’intero gruppo ed è riconducibile a un parente degli imprenditori.

L’interdittiva antimafia viene però sospesa dal Tar del Lazio nel 2014. Il giudizio ribalta l’impianto accusatorio. Si legge: “Da quanto illustrato si svilisce il quadro indiziario circa la contiguità con le organizzazioni mafiose del Consorzio ricorrente”. In sostanza il collegio afferma “che mancano gli elementi di collegamento con la criminalità organizzata”.

Leggi sull’argomento: Romolo Capranica di Amatrice: la scuola antisismica che si è sbriciolata

EDIT: L’avvocato Mollica ha mandato una lettera di precisazioni al Fatto QUotidiano riguardo la storia. Pubblichiamo la lettera:

I recenti articoli di stampa, apparsi alle pagine n.l e 2 dei giorni 27 e 28 agosto u.s., sul crollo della scuola “Romolo Capranica”di Amatrice costringono alle seguenti precisazioni per correggere le false notizie divulgate sulla mia persona. Nessuno dei miei familiari ha riportato condanne per reati di mafia piuttosto risultando parte lesa o offesa in alcuni dei processi celebrati. Inoltre, non risulta che costoro, oppure il sottoscritto, siano indagati per fattispecie riconducibili a tale infamante categoria di reati. Sotto altro profilo,non esiste alcun “gruppo Mollica” poiché la comune esperienza imprenditoriale dei fratelli Domenico, Tindaro Pietro ed Antonino Mollica è cessata nell’a nno 1994, con il fallimento della società S.I.A.F. S.p.A., per il quale mio padre Domenico è stato assolto da ogni reato lui contestato. Inoltre, le sentenze n. 3048/2014 e 3049/2014 del Tar Lazio, nonché le n. 6326/2014 e n. 200/2015 del Consiglio di Stato hanno riaffermato l’inesistenza del c.d. “gruppo imprenditoriale Mollica’”, definendo ogni illazione al riguardo “un centone di sospetti e dicerie”. In effetti, l’attività imprenditoriale del mio nucleo familiare, strettamente inteso, si è sostanziata nella partecipazione alla fondazione ed alla gestione di Valori s.c. a r.l., che è un consorzio stabile attualmente composto da n. 80 imprese e del quale sono socio di maggioranza per il tramite della società Dionigi S.r.l. Ebbene, sia Valori s.c. a r.1. , sia le imprese riconducibili alla mia persona, oppure a quella di mio padre Domenico, non hanno alcun rapporto societario o imprenditoriale con il Consorzio Stabile AEDARS s.c. a r.1., FRA.CLA S.r.l. o Pietro Tindaro Mollica, come erroneamente scritto. Le riferite vicende giudiziarie di tali menzionati soggetti, ivi inclusa la revocata interdittiva antimafia, non hanno interessato il sottoscritto e le aziende riconducibili alla mia famiglia sicché le stesse sonostate evocate ed accostate al mio nome senza motivazione alcuna così confermando lo scarso pregio delle fonti cui si è sinora attinto e la colpevole assenza di qualsivoglia minimo controllo sulla loro attendibilità, riservata ogni azione al riguardo. AVV. FRANCESCO MOLLICA

La replica del Fatto:

L’avvocato Francesco Mollica ha ragione: nessuna condanna per mafia è stata inflitta ai fratelli Pietro, Antonino e Domenico Mollica. Ed è quello che abbiamo scritto, mettendo in risalto anche i passaggi più significativi con cui il Tar del Lazio nel 2014 ha annullato l’interdittiva antimafia del 2013. Il collegamento tra la Valori scarl di Francesco Mollica e i tre parenti, come abbiamo scritto, non è affatto diretto. Solo ci siamo limitati a mettere in evidenza come Domenico Mollica partecipi per il 90% alla Sed srl il cui amministratore unico, lui sì, è legato a Francesco Mollica, per tramite della società Ricos. E dunque non è mai stato fatto emergere un collegamento diretto tra Francesco Mollica e il consorzio Aedras destinatario dell’Interdittiva e riconducibile, secondo la ricostruzione degli investigatori, al nucleo Mollica.