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Samuele Morcia e la retata nella Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme

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Mario Samuele Morcia, anni 47, nato a Parma, meglio conosciuto semplicemente come Samuele, è uno dei 18 indagati nell’operazione sull’attività della “Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme” con sede a Gallinaro, in provincia di Frosinone, e diffusa su tutto il territorio nazionale.

Samuele Morcia e la retata nella Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme

Il reato ipotizzato dalla procura di Cassino è quello di truffa. I provvedimenti sono stati disposti, si legge in una nota congiunta di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, nell’ambito di un’inchiesta nata dopo numerose segnalazioni di presunte condotte illecite di varia natura messe in atto dai promotori e dai seguaci del gruppo religioso. Le perquisizioni e i sequestri sono stati eseguiti dai carabinieri del comando provinciale di Frosinone, dagli agenti della Squadra mobile della città laziale e dai finanzieri del Gruppo di Cassino delle Fiamme gialle nelle province di Frosinone, Napoli, Aosta e Parma, presso abitazioni, società e luoghi di culto riconducibili alla “Nuova Gerusalemme”.

Nel 2016 la Chiesa scomunicò per “delitto di scisma” i seguaci del culto del “Bambinello” di Gallinaro, paese di un migliaio di abitanti della Valcomino. I fedeli hanno quindi dato vita alla Chiesa Cristiana della Nuova Gerusalemme, il cui punto di riferimento resta Maria Giuseppina Norcia, conosciuta come la “veggente”, nata a Gallinaro nel 1940 e morta nel 2008. La donna, dicono i seguaci della “Chiesa”, ebbe plurime apparizioni di Gesù Bambino (a partire dall’età di sette anni, alla vigilia della prima Comunione), della Madonna e dei santi che, “oltre a guarirla da una gravissima malattia, le assegnarono una missione salvifica per l’umanità”. Fu lei a far costruire nel 1975 la cappella del Bambinello (la “piccola culla del Bambino Gesù”), da allora meta di pellegrinaggi, con migliaia di persone provenienti da tutta Italia.

Samuele Morcia e Maria Norcia

La ‘missione’ di Maria Norcia viene portata avanti a partire dal 2000 e tutt’oggi da Samuele Morcia, che nel 2002 sposò Anna, la figlia della “veggente” e che nel 2015 verrà eletto dai fedeli ‘pontefice’ della Nuova Gerusalemme. Centro della “missione salvifica” della Chiesa Universale, che si definisce “cristocentrica”, sono la famiglia “formata dall’unione, in Dio indissolubile, tra un uomo e una donna” e la “sacralità della vita, che deve essere difesa e preservata dal concepimento fino alla fine della sua naturale conclusione”. Ma il Mattino racconta anche qualcos’altro:

Donazioni per centinaia di migliaia di euro, gente che non possiede più nulla, che avrebbe intestato all’associazione ogni cosa posseduta. E c’è chi ne è felice «lasciatemi in pace, ho fatto la cosa giusta: ho donato tutto a Dio», afferma un uomo il cui figlio è via da anni stufo del «fanatismo», spiega il ragazzo. Sono molti che, nelle virate dell’Arca, hanno visto travolte le proprie famiglie.

«Quando mi sono rifiutato di aderire alla setta, la mia ex compagna non mi ha più permesso di vedere mio figlio. Funziona così: loro pretendono che l’intero nucleo familiare aderisca al culto, chi ne è fuori non viene cacciato di casa, ma ignorato dagli altri membri della famiglia finché non va via di sua spontanea volontà, come ho fattoio».

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Quella di Mirko è una delle storie più drammatiche legate a Gallinaro. «Quando ho cercato di far valere i miei diritti di padre, uno del gruppo mi ha minacciato di morte. Mi hanno perseguitato, alla mia ex hanno messo gli avvocati della loro chiesa: ho denunciato tutto in Procura, non voglio che mio figlio cresca tra fanatici». Mirko ha paura. «La mia ex compagna è annientata, vive in funzione della Nuova Gerusalemme, i nostri problemi iniziarono quando scoprii che aveva fatto voto di castità su ordine del sacerdote dell’Arca: quell’uomo manovra lei e la sorella, i genitori».  Ma non sono i soli. Uno dei «veggenti» è di Capua, l’altro di Gallipoli. «Si sono imparentati tra loro attraverso matrimoni», dice Anna.

Nel 2016 un’indagine per riciclaggio era finita con un’archiviazione. Ora si apre un’altra fase.

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