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La fantastica svolta di Matteo Salvini: da sostenitore della Catalogna indipendente a fan di VOX

Matteo Salvini ha rottamato la storia della Lega federalista e indipendentista schierandosi a fianco di VOX, il partito neofranchista spagnolo (ma non dite che sono fascisti mi raccomando!) che ritiene che il referendum catalano sia stato un colpo di stato e si batte contro le autonomie. E chissà che ne pensa ora Luca Zaia che in Veneto non è riuscito ad ottenere l’autonomia dal governo a trazione leghista

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«Grande avanzata di Santiago Abascal e degli amici di VOX España alle elezioni spagnole, scommetto che sono già pronti i titoli di tiggì e giornali italiani sulla “vittoria dell’estrema destra… razzisti… sovranisti… fascisti…” Macché razzismo e fascismo, in Italia come in Spagna vogliamo solo vivere tranquilli in casa nostra».  Matteo Salvini è davvero contento per il successo di Vox, il partito di estrema destra spagnolo guidato da Santiago Abascal che ha ottenuto il 15,1% dei voti e 52 seggi alle elezioni politiche di ieri.

Salvini esulta per VOX, che però è alleato di Giorgia Meloni

In verità come abbiamo già imparato c’è poco da gioire quando un partito sovranista di  un altro paese conquista consensi. Perché per definizione i sovranisti fanno gli interessi (o quelli supposti tali) del proprio Paese e se ne fregano delle richieste e delle necessità altrui. Lo si è visto quando i paesi di Visegrad hanno rifiutato di compartecipare alla redistribuzione dei migranti che arrivano in Italia oppure quando gli austraci dell’amico Kurz (quello che era al governo con il FPÖ di Strache) hanno fatto sapere di non avere alcuna intenzione di accollarsi i problemi italiani quando il governo Lega-M5S si batteva per poter fare più deficit nella Manovra del Popolo.

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L’internazionale sovranista è una pia illusione e non esiste nemmeno nei fatti, perché alle elezioni europee i sovranisti hanno perso dappertutto (tranne in Spagna e in Italia).  E Salvini lo sa bene, perché al Parlamento Europeo Vox non fa parte del Identità e Democrazia dove ci sono la Lega, gli austriaci del FPÖ, il Rassemblement National di Marine Le Pen e gli xenofobi con simpatie neonaziste tedeschi di Alternative für Deutschland.

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Perché all’Europarlamento Vox fa parte del gruppo euroscettico dei Conservatori e Riformisti Europei quello di cui fanno parte gli eurodeputati di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. E si dirà che alla fin fine Salvini e la Meloni sono la stessa cosa, perché sono di destra, ma non è esattamente così.

Quando Salvini e la Lega sostenevano l’indipendenza della Catalogna

Soprattutto su un punto: l’indipendenza della Catalogna. Perché la Lega è da sempre a favore delle rivendicazioni dei “popoli” europei che chiedono maggiore indipendenza tramite i referendum. E in Spagna la Lega Nord prima e la Lega di Salvini poi hanno sostenuto la causa catalana, vedendo molte similitudini (più nel merito che nel metodo) con la causa autonomista della Padania prima e delle regioni del Nord come il Veneto.

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Per la Lega, il partito federalista per eccellenza, la Catalogna indipendente (con il referendum) era la dimostrazione che anche il Veneto e la Lombardia avrebbero potuto ottenere l’autonomia con un referendum. Una «lezione di Libertà e di Democrazia al mondo» definiva nel 2014 la farsa del referendum catalano Matteo Salvini. E negli anni precedenti c’erano state numerose dichiarazioni in tal senso, con i deputati leghisti che sventolavano la bandiera catalana in Aula alla Camera o che indossavano magliette con il vessillo della Catalogna indipendente.

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«Oggi siamo tutti catalani», diceva Salvini nel settembre del 2013. «È l’Europa dei Popoli che conta, non quella dell’euro» faceva eco il Carroccio che vedeva nella causa indipendentista una battaglia contro i soliti poteri forti. E i poteri forti erano quelli che a Madrid lottavano per mantenere lo status quo, il centralismo che impediva alla Catalogna di diventare indipendente.

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Nel 2014 Salvini abbracciava i patrioti veneti che sostenevano la causa dell’Indipendenza (all’epoca non la chiamavano ancora autonomia differenziata) come i compagni che si battevano in Crimea, Caralogna e in Scozia. Perché «quando i popoli decidono, è sempre una buona notizia», chiosava Salvini amplificato dal fedele Morisi.

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E non è certo una caso che Claudio D’Amico, ex deputato della Lega e vice di Gianluca Savoini nell’associazione LombardiaRussia, approdato nello staff di Matteo Salvini alla presidenza del Consiglio dei ministri come «Consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale del VicePresidenteSen. Salvini» nel 2014 sostenesse la causa dell’indipendenza della Catalogna e del Veneto. «Come ha fatto la Crimea!» che staccatasi dall’Ucraina con un referendum considerato illegale ha manifestato tutta la sua voglia di indipendenza facendosi annettere alla Russia.

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Vi chiederete: cosa c’entra tutto questo con VOX? C’entra eccome perché VOX è un partito che si batte esattamente contro l’autonomia della Catalogna al punto di essere arrivati a denunciare i cosiddetti secessionisti catalani, quelli che la Lega e Salvini tanto ammiravano e sostenevano. Per Abascal il referendum catalano, quello tanto apprezzato dai leghisti non è una lezione di democrazia quando il suo contrario: «un colpo di stato». Perché a differenza della Lega e di Salvini, che è un partito federalista, Vox e Abascal sono centralisti e contro le autonomie per la difesa dell’unità nazionale. Che sia per questo che in Veneto Zaia non ha ancora ottenuto la tanto agognata autonomia? Certo, quelli di VOX sono anche contro l’aborto, l’immigrazione dai paesi islamici e tanti altri temi cari ai conservatori. Ma non tutti i conservatori sono uguali.

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E riguardo alle lamentele di Salvini che teme che i giornaloni se ne vengano fuori con la storia che quelli di VOX sono di destra e addirittura fascisti basti dire che il partito spagnolo si oppone alla «legge sulle memoria storica» che mira a cancellare la memoria del Franchismo. Una dittatura durata quarant’anni cui Abascal riconosce invece il merito di aver salvato la Spagna dal Comunismo grazie ad una guerra civile vinta con il sostegno della Germania nazista e di Mussolini. Ma non chiamateli fascisti che poi Salvini si offende, sono solo persone che vogliono vivere tranquille a casa loro.

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