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Enrico Stefàno e gli stipendi di Roma TPL

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Il consigliere comunale capitolino Cinque Stelle e Presidente della commissione trasporti Enrico Stefàno sta scoprendo in queste ore che la trasparenza ad ogni costo forse non si accompagna bene alla capacità di amministrare la cosa pubblica in modo agevole, soprattutto quando si tratta di questioni delicate che non possono essere affrontate in chat. La vicenda è quella che riguarda gli stipendi degli autisti di Roma TPL, la società privata che gestisce oltre il 20% delle linee degli autobus e tram della Capitale, che ancora devono ricevere il pagamento degli stipendi di ottobre (che nel loro caso avrebbero dovuto essere versati l’ultimo giovedì del mese). Pagamento che il Comune avrebbe dovuto fare alla Roma TPL ma che è stato “temporaneamente” bloccato a causa di alcuni impedimenti.

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Lo screen di una chat con Enrico Stefàno che sta circolando su Facebook

Il Comune non ha ancora capito come risolvere la questione dei pagamenti di Roma TPL

Dal momento che il ritardo sembra essere dovuto, ha spiegato a inizio novembre il presidente della commissione mobilità Enrico Stefàno, al fatto che Roma Tpl, stipendi in ritardo il Comune sta rinviando il pagamento perché gli uffici capitolini stanno effettuando “ulteriori verifiche prima di liquidare il pagamento a Roma TPL”. Questo è quanto accadeva il 3 novembre, da allora però le cose non sembrano essersi risolte e i lavoratori hanno iniziato a pressare il consigliere Stefàno per chiedere ulteriori chiarimenti sul ritardo. Così, mentre l’assessora alla mobilità della Capitale Linda Meleo tace sulla questione qualcuno, non si sa chi, si è rivolto via Facebook a Stefàno per cercare di capire se e quando gli stipendi verranno pagati e dove stiano i problemi. La lentezza del Dipartimento infatti da sola non convince i lavoratori di TPL che temono ci siano altri problemi. Una di queste chat tra Stefàno e – presumibilmente – un dipendente di Roma TPL leggiamo una risposta (totalmente decontestualizzata) dove Stefàno alla domanda sul chi paga i più di 1000 autisti di TPL il consigliere risponde: «Non so, ma trattandosi di soldi pubblici il Dipartimento non può pagare così su due piedi». Lo screen e la risposta hanno fatto subito il giro delle pagine e dei gruppi Facebook dei lavoratori della TPL che si sono indignati perché Stefàno avrebbe ammesso di non sapere se i loro stipendi verranno mai accreditati; «è veramente assurdo – commenta ad esempio qualcuno su Facebook – che il presidente della commissione dei trasporti di Roma capitale ….dia risposte di questo genere!». Stefàno da parte sua non ci sta a farsi strumentalizzare così, soprattutto visto che la conversazione è volutamente tagliata (sopra infatti si legge un “(non) possiamo firmare e liquidare come se nulla fosse” che fa pensare che i problemi riscontrati dal Dipartimento dipendano da alcune irregolarità della società Roma TPL. E così in un post su Facebook il Presidente della commissione trasporti annuncia che siccome sono state pubblicati estratti di sue conversazioni private non risponderà più a domande sulla questione.

Purtroppo ci si sta approfittando della disponibilità di un consigliere capitolino e della trasparenza e comunicazione con i cittadini di cui da sempre ha fatto la propria “stella polare”. E per la quale dedica diverse ore al giorno anche nei fine settimana.
Purtroppo da ieri circolano in gruppi e chat diversi screenshot di mie conversazioni private (private!) con dipendenti della Roma TPL, spesso tra l’altro mistificate o esasperate nei contenuti.
Per quanto mi riguarda quindi, avendo abusato della mia dedizione, non risponderó più privatamente a domande su questa questione.
Entrando nel merito della stessa, questo mese il Dipartimento sta impiegando più tempo del solito per la liquidazione poiché sta facendo alcune verifiche sulla regolarità aziendale. Purtroppo (o per fortuna) è cosi, trattandosi di soldi pubblici non può erogarli se non ci sono le dovute garanzie e adempimenti.
Invito i dipendenti a impiegare la stessa energia con la quale pretendono (giustamente, ci mancherebbe) puntualità e rispetto delle regole a Roma Capitale a fare altrettanto per le aziende per cui lavorano.
Le soluzioni per uscire da questa situazione assurda (che nasce nel 2010 con un appalto scellerato, con un solo partecipante e vinto con un ribasso minimo) inevitabilmente richiedono tempo. Altrimenti se in tre mesi risolvevamo anni (decenni) di problemi di questa città avremmo avuto poteri magici.
Revoca dell’appalto, pagamento diretto degli stipendi, internalizzazione ecc, tutte opzioni di difficile applicazione e che richiedono approfonditi studi giuridici e tecnici, che ovviamente stiamo portando avanti.
In conclusione, posso solo immaginare il vostro stato d’animo, e comprendo la vostra rabbia, ma noi stiamo facendo di tutto per risolvere (o quanto meno migliorare) la situazione nel più breve tempo possibile.

Nel merito della questione invece Stefàno precisa che la colpa dei ritardi non dipende dal Comune ma da alcune irregolarità aziendale, a quanto pare riguardante il Durc, ovvero il documento unico di regolarità contributiva che attesta il pagamento da parte di Roma TPL degli oneri previdenziali e pensionistici a proposito del quale a questo punto pare ci siano dei problemi. Cosa che verrebbe confermata anche da alcuni dipendenti che denunciano il mancato versamento del TFR e false dichiarazioni nei CUD. La soluzione, dicono, sarebbe la revoca dell’appalto per irregolarità ma anche su questo Stefàno non sa dire molto, perché si tratta di un’opzione “di difficile applicazione che richiede approfonditi studi giuridici e tecnici”, studi che l’Amministrazione capitolina sta portando avanti ma che richiedono del tempo. Certo, si tratta di un problema complesso che viene da lontano (era già stato sollevato durante le precedenti Amministrazione) ma come qualcuno fa notare il MoVimento in campagna elettorale aveva promesso di risolvere il problema “in tempi brevi” mentre ora i lavoratori di TPL si stanno accorgendo che non solo in vento non sta cambiando ma che i Cinque Stelle – così come tutti gli altri partiti – non hanno la bacchetta magica. Ed è questa la principale critica che viene mossa in queste ore a Stefàno, ovvero il continuare a ragionare e a parlare come se il M5S fosse all’opposizione senza prendersi la responsabilità di dire una parola chiara ai lavoratori e farsi carico della questione. Scrive ad esempio una dipendente su uno dei numerosi gruppi Facebook:

Non riuscite a risolvere un problema (tra l’altro a conoscenza da anni) a mio avviso così elementare ” il diritto allo stipendio per lavoratori di una società che svolge un servizio pubblico” ? avete bisogno di tempo X risolvere definitivamente ? Ok ci può stare che avete bisogno di tempo ,ma intanto una soluzione “provvisoria” per pagare regolarmente i lavoratori siete in grado di prenderla ? Se la risposta è no allora per quanto mi riguarda non siete in grado come non lo sono stati i precedenti. È un mio pensiero. Ultima osservazione : Linda Meleo non ha mai speso una parola su questa vergognosa situazione.

Ci sarebbe poi quel discorsetto riguardo l’essere vicini ai cittadini e rispondere di persona (non come gli altri politici!1): a quanto pare va bene solo quando si tratta di ricevere complimenti e incoraggiamenti, per affrontare i problemi veri invece ci vuole troppo coRaggio.