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Politica e 'ndrangheta, l'indagine sull'ex IDV Vincenzo Maruccio

vincenzo maruccio

La Guardia di Finanza del Comando Provinciale e del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria di Roma stanno eseguendo sei ordinanze di custodia cautelare tra Roma e Bergamo ed effettuando il sequestro di immobili, società e conti correnti per un valore complessivo di oltre 5 milioni di euro, contestando a 17 indagati, tra cui anche Vincenzo Maruccio, ex capogruppo dell’Italia dei valori alla Regione Lazio, i reati di usura, abusiva attività finanziaria, intestazione fittizia di beni e riciclaggio di denaro di provenienza illecita, aggravati dalle modalità mafiose, in quanto legati alla cosca Mancuso di Limbadi (VV). Oltre 20 le perquisizioni in corso a Roma e nelle province di Bergamo, Catanzaro e Vibo Valentia. Sequestri anche in Svizzera e negli Stati Uniti. L’operazione si chiama “Hydra”.

Chi è Vincenzo Maruccio

L’ex capogruppo dell’Idv alla Pisana, Vincenzo Maruccio, è stato arrestato il 13 novembre 2012 con l’accusa di peculato per l’illecita appropriazione di fondi destinati al partito:

Quando la Banca d’Italia segnala ai magistrati una serie di movimenti sospetti sul conto corrente dell’Idv della Regione Lazio. Dopo una prima verifica scatta per Maruccio l’iscrizione nel registro degli indagati, con l’accusa di peculato. «Per ora lavoriamo su questo fatto preciso, poi vedremo», commentano i pm, assicurando, però, che gli investigatori stanno ricostruendo passo dopo passo la fulminante ascesa dell’avvocato calabrese. Dietro le bocche cucite dei magistrati si intuisce che l’asse Calabria-Lazio potrebbe risultare estremamente interessante, anche perché non è chiaro che fine abbiano fatto i soldi entrati nei conti di Maruccio. Gli estratti bancari mostrano un vorticoso giro di entrate e uscite, che l’ex capogruppo Idv giustifica con la “normale” attività politica. Acquisto dei condom per il Gay Pride compreso.

Maruccio, accusato di peculato per aver sottratto dalle casse del partito circa un milione di euro in due anni, secondo gli inquirenti, era «malato» di videopoker e slot machine. Un’ossessione tale da essere definito un «bombardiere», nel gergo dei giocatori uno che «non si limita mai», scrisse la procura all’epoca dell’arresto nel provvedimento restrittivo. Dove andava a giocare l’ex capogruppo dell’Idv? Proprio a pochi metri dal benzianio dove «viveva» Carminati. In una delle intercettazioni di Mafia Capitale Salvatore Buzzi dice che Maruccio riciclava attraverso i gestori delle slot machines.