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Ostia, Orfini, il M5S e la domanda a Travaglio

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«Una domanda vorrei rivolgerla anche a Marco Travaglio. Oggi un giornalista del Fatto Quotidiano, Luca Teolato, qui su facebook difende dalle nostre critiche le finte associazioni antimafia ricevendo nei commenti il loro apprezzamento (e anche una benevola chiosa di Roberto Spada). Caro Marco, è la linea del giornale? Vanno bene anche quelli che diffamano i giornalisti minacciati dalla mafia e che criticano Libera purchè attacchino il Pd? Così, giusto per capire»: così Matteo Orfini su Facebook oggi apre l’ennesimo fronte della rissa infinita tra MoVimento 5 Stelle e Partito Democratico, stavolta accusando anche un giornalista del Fatto Quotidiano. La storia si fa sempre più complicata, quindi serve un riassunto delle puntate deficienti.

Ostia, Orfini, il M5S e la domanda a Travaglio

Un riassunto che non può che partire da un fatto: un paio di giorni fa sulla sua pagina Facebook Federica Angeli dava notizia di un provvedimento della magistratura nei confronti di sei indagati per diffamazione a mezzo stampa, ovvero Andrea Schiavone, Paula Filipe Dejesus, Roberto Fraschetti, Piero Fierro, Ondina Fava e Giulio Mancini, giornalista del Messaggero. Secondo l’accusa per oltre un anno e mezzo gli indagati avrebbero condotto una campagna denigratoria nei confronti della giornalista, offendendola, insultandola e cercando di screditare la sua reputazione e immagine professionale.

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Il comunicato della Questura pubblicato su Fb da Federica Angeli

Della storia ci eravamo occupati qui qualche settimana fa, quando Davide Barillari condivise sulla sua pagina Facebook un presunto “dossier desecretato” – che non era mai stato secretato dalle autorità, come voleva far credere il lancio del contenuto, né era della Commissione Antimafia ma era semplicemente stata inviata alla Commissione. Nel racconto della relazione si parla dei legami di Andrea Tassone, ex presidente del X Municipio dimissionato troppo tardi dal PD e di presunti, discutibili e in qualche caso chiaramente inventati rapporti complottistici nei confronti dei due autori da parte di Stefano Esposito, senatore PD ed ex assessore della Giunta Marino e Federica Angeli, giornalista di Repubblica con altri. La pagina Facebook che raccoglieva e rilanciava questi contenuti (Luna nuova) però non è stata oscurata ed è ancora visibile su Facebook, dove è tornata a linkare il “dossier” di cui abbiamo parlato prima.  La “relazione” sembra la precisa trasposizione del famigerato dossier contro Libera di cui abbiamo parlato qui e qui. Nel settembre scorso un articolo del Tempo parlava di un dossier del MoVimento 5 Stelle sulla mafia ad Ostia che chiamava in causa anche Libera, l’associazione di Don Ciotti.  Nell’articolo a firma di Ivan Cimmarusti e intitolato “I silenzi scomodi di Libera su Tassone”, si illustrano i contenuti della relazione “Mafia e Litorale Romano: il caso Ostia”, messa  a punto dal MoVimento 5 Stelle e, raccontava l’articolo anche se la circostanza verrà smentita, depositata alla Commissione Parlamentare Antimafia; in più si raccontava di Libera, dipinta però più come una società per azioni rispetto a un’associazione antimafia. Aveva infatti in gestione, secondo il dossier, stabilimenti balneari (SPQR) con assegnazione per affidamento diretto senza bando pubblico. Il dossier, secondo le accuse, era stato redatto da Gaetano Pascale ovvero, insieme a Piero Fierro, uno dei due ex poliziotti che dopo lo scoppio di Mafia Capitale asserì di avere indagato sulla criminalità organizzata a Ostia ma di essere stato bloccato dai poteri forti (yawn).
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Un articolo de L’Unità sulla vicenda postato sulla pagina Fb di Luna Nuova

La difesa di Luna Nuova

L’associazione Luna Nuova intanto ha precisato di non essere un’associazione antimafia (come l’ha ripetutamente definita Orfini) e ha ripubblicato sulla pagina le parole di Teolato: «Non è mia abitudine polemizzare su Fb anche perché spendo il mio tempo per fare inchieste ma, dopo una giornata di lavoro leggo che è stata oscurata la pagina Fb di Luna Nuova, perché diffamava una giornalista di Repubblica, con conseguente conferenza stampa del presidente del Pd Orfini che parla di finte associazioni antimafia e presunte affinità tra il M5S e il clan Spada di Ostia. Ricordo ad Orfini che l’unico politico arrestato ad Ostia per mafia capitale è il presidente del municipio Andrea Tassone membro del suo partito. Non entro nel merito dell’indagine che ha oscurato la pagina di Luna Nuova, ma ricordo anche che quelle che Orfini definisce finte associazioni antimafia hanno contribuito a realizzare questa inchiesta sulla mafia ad Ostia (fatta con il mio collega Lorenzo Galeazzi). Inchiesta che, mesi prima che arrestassero Tassone del Pd, raccontava anche delle malefatte proprio dello stesso Tassone, definito dalla giornalista di Repubblica in questione “il miglior presidente di sempre”», scrive il collaboratore del Fatto lnkando questo video. Anche Giulio Mancini del Messaggero, indagato nell’inchiesta per diffamazione, ha espresso solidarietà a Teolato (dopo aver comunicato che in caso di oscuramento del suo profilo si sarebbe fatto rappresentare dal profilo del suo avvocato su Facebook): «Solidarietà al collega Luca Teolato de “Il Fatto Quotidiano” vittima di squallidi attacchi da parte di un partito che gli dà della finta antimafia pur contando arrestati e condannati tra le sue fila, pur avendo lui pubblicato inchieste dalle quali sono scaturite indagini della magistratura. Il regime vuole silenziare le voci dissenzienti ed il metodo è questo». Stranamente, Orfini ha preso di punta un giornalista del Fatto Quotidiano ma non uno del Messaggero, anche se il secondo è indagato e il primo no. Intanto il presidente del PD è tornato ad attaccare sul punto il M5S:

Ieri abbiamo dettagliato tutto con carte ed esempi in una conferenza stampa, chiedendo ai grillini qualche chiarimento. Dopo gli avvisi di garanzia ci saremmo infatti aspettati:
1. Le scuse del m5s: quando in questi mesi gli abbiamo segnalato che frequentavano gente inquietante ci hanno sistematicamente risposto con insulti e minacce di querele.
2. Che l’on. Ruocco e l’on, Lombardi chiariscano la natura dei loro rapporti con questi soggetti e ne prendano le distanze
3. Che gli on. Di Battista, Di Maio e la candidata Raggi ci dicano una volta per tutte se queste relazioni sono o no accettabili e se Barillari e Ferrara sono a tutti gli effetti ancora oggi -dopo queste notizie- i loro rappresentanti sul territorio.
Sono passate 24 ore e siamo ancora di fronte a un silenzio omertoso, come inizialmente avvenne a Quarto. Io voglio credere davvero che il m5s sia finito a Ostia dalla parte sbagliata inconsapevolmente. Però se ora decide di restarci, lo fa con piena consapevolezza. Nel qual caso dovremmo prenderne atto con rammarico.

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