Ci sono 14 candidature, ma le più forti sono due. Tra queste c'è l'ex ragioniere dello Stato Mario Canzio

Alessandro D'Amato

Ieri Adriano Meloni, responsabile del commercio a Roma indicato alla sindaca dalla Casaleggio, ha fatto sapere che sono ben 14 i candidati per ricoprire il ruolo di assessore al bilancio della Giunta Raggi dopo il pasticcio su Raffaele De Dominicis. Oggi cominciano ad uscire alcuni dei papabili. Il Corriere della Sera oggi fa i nomi di Massimiliano Ciferri, Giancarlo Giudici, Marco Nicolai e Ugo Marchetti:

Tre i nomi che circolano con maggiore insistenza, tutti e tre milanesi o lombardi: Massimiliano Ciferri, direttore operativo di Banca Sistema; Giancarlo Giudici del Politecnico di Milano; Marco Nicolai, ex presidente di Finlombarda, professore di Finanza pubblica all’Università di Brescia, già contattato dal sindaco Emilio Del Bono per fare il direttore gene
rale del Comune di Brescia, e che in passato ha collaborato anche con la Regione Lombardia guidata da Roberto Formigoni.

La pista «milanese» in qualche modo, la conferma Adriano Meloni, assessore al Commercio indicato nella giunta del Campidoglio proprio dalla Casaleggio, uscendo da Palazzo Senatorio: «Stiamo analizzando 14 curricula per l’assessore al Bilancio. A breve ci saranno novità». E che parli lui, forse, non è casuale. Ne girano altri, di nomi. L’ex generale della Finanza Ugo Marchetti (più un’idea di M5S che un’ipotesi reale: Marchetti sarebbe stato, in caso di vittoria, il braccio destro di Alfio Marchini) e del professore dell’Università di Urbino Mario Pianta.

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Mario Canzio, ex ragioniere dello Stato fino al 2013

Luca De Carolis sul Fatto Quotidiano invece parla di due piste privilegiate e ribadisce il nome del marchiniano Marchetti ma tira fuori anche quello – ottimo – dell’ex ragioniere generale dello Stato Mario Canzio, in carica dal 2005 al 2013:

La prima porta a Ugo Marchetti, militare, già vicesindaco a Palermo con Leoluca Orlando. L’ex candidato sindaco Alfio Marchini l’avrebbe voluto come assessore alle Partecipate, circostanza che non aiuta il generale. Ma le sue quotazioni sono alte. Come quelle d el l’ex Ragioniere generale dello Stato Mario Canzio. Un uomo che determinava le manovre economiche. Sarebbe un colpo rumoroso. Ma anche un rischio, teme qualcuno in Comune. Perché sarebbe un uomo forte, autonomo.Come e forse di più del suo predecessore Marcello Minenna. Ma bisogna scegliere: e presto.

Canzio venne salutato dal governo Letta, il cui ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni preferì non confermarlo. Forse anche a causa degli epici scontri con il governo Berlusconi e con il governo Monti, quando l’allora ragioniere negò il bollo che attestasse la bontà (per i conti pubblici) a molte leggi di iniziativa parlamentare e governativa. Tra le sue vittime illustri si ricordano Elsa Fornero e Corrado Passera.  In queste ore torna in auge anche l’ipotesi Antonio Di Pietro, amico personale di Grillo e molto caro a un network grillino editoriale che proviene dall’antiberlusconismo, ma dal Campidoglio si affrettano a smentire. E siccome il nuovo assessore non avrà, molto probabilmente, le deleghe alle Partecipate che hanno causato più di un problema tra Marcello Minenna e il resto della Giunta, si cerca anche un altro nome per ricoprire quel ruolo.

Alessandro D’Amato

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