La macchina del funky

Nicola Morra dice sì alle Unioni Civili

Nicola Morra dice sì alle Unioni Civili. In un’intervista alla Repubblica a firma di Annalisa Cuzzocrea il senatore, dipinto ieri nell’articolo della Stampa come uno dei dubbiosi rispetto al tema per gli incontri avuti in Vaticano nel 2013, smentisce oggi di avere problemi a votare la stepchild adoption o l’intera legge:

«Mi sono perfezionato in bioetica a Bari e le dico che questi non sono quesiti semplici: serve una mentalità tomista, o aristotelica. Bisogna saper distinguere perché sono dilemmi destinati
ad aumentare davanti ai progressi della scienza».
È un sì?
«Non parlo tutto il giorno con i colleghi di questa cosa, ma la mia singolare percezione è che problemi non ce ne siano. Se noi abbiamo accettato di essere portavoce e c’è stata una discussione sul blog non possiamo che agire di conseguenza».
Lo dice come fosse ineluttabile.
«Niente affatto. Io voterò la stepchild adoption convintamente. E così tutto il disegno di legge. Se poi in fase emendativa dovesse succedere altro, dovessero cambiare delle cose, valuteremo caso per caso».

nicola morra

Quindi avrebbe più problemi se la stepchild fosse stralciata come chiedono i cattolici pd e l’Ncd?
«Mettetevi nei panni di quei ragazzini. Se non passa quella parte della legge, chi pensa ai loro diritti? Bene o male io qualche casa famiglia l’ho frequentata, ho visto cosa significa per un bambino passare da un affido a un altro e poi magari tornare in istituto. Francamente penso che sia questa la cosa da evitare a ogni costo».
Qualche cattolico tra voi potrebbe avanzare dei dubbi, non crede?
«I due che lo hanno fatto sono stati rassicurati da chi segue la legge fin dal primo giorno come Alberto Airola. Io cerco di essere cristano, cerco di essere cattolico, anche se il cattolicesimo è una variante del cristianesimo cui manca il fattore fondamentale della libertà di scelta. Comunque, cercare significa ricordarsi quel che è scritto nel Vangelo: non giudicare»