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I messaggi in codice di Luca Lotti

Luca Lotti ha evidentemente un diavolo per capello. Per questo ha deciso poco fa di togliersi qualche sassolino dalle scarpe su Facebook pubblicando un messaggio in codice in cui, senza fare nomi – tranne quello del ministro della Giustizia Andrea Orlando – se la prende con un buon numero di personaggi del Partito Democratico attualmente all’opposizione.

Ha ragione il ministro Orlando quando chiede un dibattito nel Pd, sul Pd. Almeno, così, avremo modo di parlare di chi ha perso nel collegio di residenza ma si è salvato col paracadute, di chi non ha proprio voluto correre e di chi invece ha vinto correndo senza paracadute. Avremo modo di parlare di come è andata in alcune regioni governate dal Pd in cui il risultato è stato inferiore alla media nazionale con i governatori che hanno fatto tante interviste ma hanno perso tutti i seggi della loro regione.

Se vogliamo aprire un dibattito interno facciamolo. Perché sentire pontificare di risultati elettorali persone che non hanno mai vinto un’elezione in vita propria sta diventando imbarazzante. Se invece vogliamo essere seri, siamo pronti come sempre ad ascoltare le parole del Presidente Mattarella e il suo appello alla responsabilità. E forse anziché parlare del Pd – che ha perso e starà all’opposizione – è arrivato il momento di vedere cosa vogliono fare i vincitori Salvini e Di Maio.

Quando parla di chi si è salvato con il paracadute Lotti potrebbe riferirsi a Minniti e Franceschini oltre che allo stesso Orlando (che è stato candidato solo al plurinominale), quando se la prende con chi non ha voluto correre forse ce l’ha con Cuperlo e con Calenda (che però si è iscritto solo di recente al PD), mentre lui stesso è uno di quelli che ha vinto (a Empoli) senza avere un paracadute. Riguardo le regioni governate da presidenti troppo loquaci nelle interviste sembra lampante il riferimento a Michele Emiliano (nella sua regione il M5S ha fatto en plein) ma forse il plurale suggerisce che ce l’abbia anche con Marcello Pittella (che però è renziano). Insomma, anche Lotti, come altri renziani di ferro, sembra piuttosto nervosetto e la direzione del Partito Democratico si preannuncia scoppiettante. Il messaggio in codice non è piaciuto a tutti: “Avrei evitato di tornare sull’argomento di come siano state composte le liste. In ogni caso, se dopo una sconfitta elettorale che non solo per le sue dimensioni ma per tutte le sue caratteristiche meriterebbe una seria riflessione siamo di nuovo alla prova muscolare, direi che non ci siamo proprio”, dice Anna Rossomando del PD. Fonti vicine a Orlando interpellate dall’ANSA invece fanno sapere che per il ministro “Lotti attacca me per mandare un messaggio ai renziani in fuga”.

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