Politica

L’attivista M5S nominato al ministero da Di Maio

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Repubblica racconta oggi in un pezzo a firma di Valentina Conte che il ministero del Lavoro e dello Sviluppo ha una new entry in pista: al posto di Paolo Onelli sta per arrivare Marco Rossi:

Il ministero del Lavoro era senza segretario generale da settembre 2018, allorquando Paolo Onelli — nominato dal governo Renzi il 4 dicembre 2015 — è stato messo alla porta, vittima dello spoils system grillino. Il ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha lasciato quella casella vuota fino a due giorni fa quando, su sua proposta, il Consiglio dei ministri ha nominato per quel ruolo Marco Rossi, attuale dirigente della presidenza del Consiglio dei ministri. Un nome che dice poco ai più. Ma noto ai frequentatori della piattaforma Rousseau, come “candidato”.

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Si scopre così che Rossi — romano, 54 anni, laureato in Giurisprudenza — è anche un attivista Cinque stelle, ha supportato candidati, partecipato ad eventi, fa parte delle chat stellate WhatsApp e dei gruppi Facebook. Eppure qualcosa non va. Nei giudizi degli iscritti, i demeriti sembrano superare i “meriti”. Si apprezza la militanza e la partecipazione, non il suo livello di inglese. E soprattutto l’assenza di «riconoscimenti pubblici rilevanti» ed «esperienze lavorative di alto livello». Rossi è dirigente di “seconda fascia”: un profilo debole per governare la macchina ministeriale e coordinare dirigenti di “prima fascia”. Ma di sicuro fedele.

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