Fact checking

Il sistema De Vito

Arrestato oggi con l’accusa di corruzione e traffico illecito di influenze “Mister Preferenze” da sempre si batteva contro la corruzione spiegando agli elettori che il Campidoglio aveva bisogno delle “mani libere” del MoVimento 5 Stelle

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Il Presidente dell’Assemblea Capitolina Marcello De Vito è stato arrestato oggi con l’accusa di corruzione nell’ambito dell’indagine “Congiunzione Astrale” sul progetto del nuovo Stadio della Roma a Tor di Valle. Secondo i magistrati De Vito avrebbe percepito elargizioni dal costruttore Luca Parnasi per favorire il progetto dello stadio. De Vito risulta indagato anche per traffico di influenze illecite nell’ambito delle procedure connesse alla costruzione di un albergo presso la ex stazione ferroviaria di Roma Trastevere e alla riqualificazione dell’area degli ex Mercati generali di Roma Ostiense.

Tutti i parenti di De Vito eletti e nominati nel MoVimento 5 Stelle

Marcello De Vito a Roma non è un 5 Stelle qualsiasi. Già candidato a sindaco per il MoVimento 5 Stelle nel 2013. In occasione delle elezioni del 2016 De Vito è arrivato secondo alle Comunarie grilline e ha ceduto il passo a Virginia Raggi che è successivamente sta eletta a Sindaco della Capitale. Alle amministrative del 2016 si è imposto come ‘Mister Preferenze’ con 6.451 voti conquistando la presidenza dell’assemblea capitolina. Avvocato, grillino della prima ora, fa parte dell’ala ortodossa del Movimento, da sempre vicino alle posizioni della ex deputata ora in consiglio regionale del Lazio Roberta Lombardi

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Giovanna Tadonio, moglie di De Vito, fu invece nominata assessora alle Politiche del Personale, Sicurezza e Polizia Locale nella giunta di Roberta Capoccioni, ex assistente parlamentare di Roberta Lombardi e anche lei considerata “lombardiana”. La Capoccioni è stata dal 2016 al febbraio 2018 Presidente del III Municipio ed è caduta dopo essere stata sfiduciata dal consiglio municipale dopo mesi di lotte interne al M5S. Durante la crisi del Municipio De Vito intervenne per spiegare che la giunta di cui faceva parte la consorte era «una Giunta straordinaria» stava facendo un ottimo lavoro.

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Francesca De Vito, sorella di Marcello, è invece stata eletta – sempre tra le fila del M5S –  al consiglio regionale del Lazio. Ma nonostante tutto il successo De Vito fu anche vittima di un dossieraggio interno da parte di alcuni esponenti pentastellati. La successiva inchiesta della magistratura venne però archiviata. Anche al momento della nomina della moglie più di qualcuno tra gli attivisti storse il naso, ma la Capoccioni  la blindò spiegando che la sua assessora «Può confrontarsi la sera con un rappresentante del Campidoglio e questo mi tranquillizza».

Quando De Vito predicava contro la corruzione in Campidoglio

Da sempre De Vito su Facebook combatte contro la corruzione, in un post del gennaio 2016, pochi mesi prima delle elezioni amministrative dava notizia che al Campidoglio c’è “corruzione in ogni settore” ed invocava la necessità delle “mani libere del M5S”.

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Qualche giorno prima – sempre su Facebook – aveva definito il M5S “la vera cura a questo cancro, al cancro della corruzione prodotto dalla politica italiana e romana“. Come è noto il tema dell’onestà e della trasparenza della classe politica è uno dei valori fondanti del partito di Grillo e Casaleggio.

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Il concetto di mani libere del M5S torna anche nel video girato in occasione dell’ultima campagna elettorale quando De Vito – facendo il punto dei due anni e mezzo di consiliatura – raccontava che le «mani libere del Movimento 5 Stelle rappresentano un valore importantissimo per Roma. Per la prima volta andremo a combattere gli sprechi, i privilegi, la corruzione con cui i partiti di destra e di sinistra indifferentemente hanno campato per anni sulle spalle dei cittadini romani».

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Durante un intervento in Aula nel 2015 – quando sedeva sui banchi dell’opposizione – De Vito motivò la scelta del MoVimento di dire no alle Olimpiadi nella Capitale: «Mafia capitale, corruzione, conti fuori controllo, disservizi… e vogliamo anche organizzare le Olimpiadi?». È curioso che l’arresto di De Vito arrivi nell’ambito dell’indagine su un’altra grande opera come lo Stadio di Tor Di Valle, che in un primo tempo i pentastellati avevano ferocemente avversato.

Chi sono gli altri indagati nell’inchiesta che ha travolto De Vito

Tra gli indagati per traffico di influenze illecite figurano anche Claudio Toti, attuale presidente della squadra di basket Virtus Roma e Pierluigi Toti. Secondo la procura De Vito sfruttando le relazioni che aveva in Campidoglio si era fatto promettere dai due imprenditori 110mila euro in cambio del suo interessamento con il pubblico ufficiale incaricato di approvare il progetto di riqualificazione degli ex mercati generali di Ostiense.

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Proprio riguardo alla riqualificazione degli ex mercati generali, avversata un tempo da una frangia del M5S rappresentata dall’ex assessore all’Urbanistica capitolino Paolo Berdini, si era espressa di recente la sindaca. In occasione della firma della delibera la Raggi aveva dichiarato in conferenza stampa: «Stiamo facendo una cosa nuova il Campidoglio riprende a dettare le regole. In questo modo facciamo capire che si può investire a Roma, tenendo conto dell’interesse dei cittadini».

Oltre a De Vito e all’avvocato Camillo Mezzacapo sono stati arrestati (in questo caso ai domiciliari) l’architetto Fortunato Pititto e Gianluca Bardelli, giornalista e storico attivista del M5S. In un’intercettazione del 4 febbraio l’avvocato Camillo Mezzacapo dice a De Vito: «Questa congiunzione astrale tra ….tipo l’allineamento della cometa di Halley …hai capito cioè…è difficile secondo me che si verifichi …noi Marcè dobbiamo sfruttarla sta cosa, secondo me guarda ci rimangono due anni». Parole che secondo il gip di Roma fanno riferimento allo sfruttare “il ruolo pubblico di De Vito per fini privatistici e ottener lauti guadagni”

Leggi sull’argomento: Quando Virginia Raggi si vantava per i Mercati Generali