La macchina del funky

Mara Mucci e la storia delle mail e di Casaleggio

La deputata bolognese Mara Mucci, ex 5 Stelle, fuoriuscita a gennaio 2015 e ora nel gruppo misto, torna sulla storia delle mail “spiate” dei parlamentari grillini di cui si è parlato ieri. La Mucci ricostruisce la questione del server di posta approntato all’epoca da Massimo Artini e della sua cancellazione, fornendo un elemento in più rispetto all’articolo di ieri: spiega infatti nell’intervista a Caterina Giusberti di Repubblica che la società esterna era stata incaricata dalla Casaleggio, anche se pagata dai deputati:

Mucci, cosa successe?
«Avevamo un sistema di posta elettronica interno, che di colpo smise di funzionare. Dallo staff ci spiegarono che avevano incaricato questa società di fare “una verifica sulla sicurezza della piattaforma”. Molti colleghi usavano quell’indirizzo di posta anche per messaggi privati, oltre che per discutere di politica».
Teme che qualcuno possa avere utilizzato le informazioni?
«A me non interessa cosa hanno fatto di quelle mail, mi interessa quello che potevano farci. Si potrebbe anche pensare le abbiano utilizzate: per capire chi tra i parlamentari pensava cosa. È una questione di metodo e di privacy. Nessuno ci aveva comunicato niente, non firmammo alcuna liberatoria. Molti di noi all’epoca volevano sporgere denuncia. Ma ci rendiamo conto? Tu sei tranquillo, stai utilizzando la posta elettronica normalmente, e scopri che qualcuno può leggere quello che scrivi».

mara mucci movimento 5 stelle

Dopo cosa successe?
«Non siamo più riusciti ad accedere a quella posta. Tutti i messaggi andarono perduti».

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