Attualità

Mafia Capitale: nel Mondo di Mezzo tra politica e crimine

mafia capitale massimo carminati

L’indagine Mondo di Mezzo comincia nel 2012. In quell’anno i Ros che stanno indagando sulle attività di Massimo Carminati scoprono la presenza di una struttura mafiosa ramificata e pervasiva, che attraversa tutti i gangli decisivi del potere politico oltre che coinvolgere tante vecchie conoscenze dei tribunali di Roma. Una Mafia Capitale, come la chiamerà Pietro Pignatone nella conferenza stampa in quella che gli inquirenti hanno definito una vera e propria associazione a delinquere di stampo mafioso. Avvalendosi dello storico legame con esponenti dell’estrema destra romana, alcuni dei quali divenuti esponenti politici o manager pubblici, il sodalizio si è gradualmente dimensionato in un’organizzazione di tipo evoluto, dedita alla sistematica infiltrazione del tessuto economico ed istituzionale, con una struttura tipicamente mafiosa ed un apparato in grado di gestire i diversificati interessi illeciti. E con tanti contatti, alleanze e complicità: ad esempio il clan camorrista facente capo a Michele Senese, radicato a Roma sin dagli anni ’80 e dedito al traffico internazionale di sostanze stupefacenti; il clan Casamonica, attivo nel quadrante sud-est della città e dedito ad una vasta gamma di attività delittuose, in particolare usura e riciclaggio; Ernesto Diotallevi, già appartenente alla Banda della Magliana con compiti di riciclaggio dei capitali illeciti, e Giovanni De Carlo, subentrato al primo nello scacchiere delinquenziale romano; proiezioni del clan mafioso catanese di Santapaola; un gruppo di rapinatori albanesi particolarmente agguerrito e pericoloso.


MAFIA CAPITALE: NEL MONDO DI MEZZO TRA POLITICA E CRIMINE
Qual è la particolarità? «Abbiamo individuato un’associazione che abbiamo chiamato mafia capitale. Si tratta di un’organizzazione romana originaria e originale: autoctona anche se collegata ad altre organizzazioni e con caratteri suoi proprie e originali rispetto alle altre organizzazioni mafiose‎», ha detto il procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone nel corso della conferenza stampa. Un’altra delle caratteristiche dell’organizzazione mafiosa è quella della trasversalità di appartenenza politica sia al suo interno che per i contatti esterni al fine di ottenere appalti e lavori. «Se Massimo Carminati, il capo dell’organizzazione – ha detto il procuratore Pignatone – viene dall’eversione dell’estrema destra romana, il suo braccio destro Salvatore Buzzi, ha un passato nell’estrema sinistra già condannato in maniera definitiva per un omicidio del 1980. Buzzi è oggi al comando di una serie di cooperative di lavoro composte da ex detenuti che operano nel sociale e gestiva per l’organizzazione criminali appalti nelle aziende municipalizzate e del comune di Roma». “La politica è una cosa – dice proprio Salvatore Buzzi nel corso di una intercettazione del Ros – gli affari so’ affari». Il nome più grosso che spunta fra gli indagati è quello dell’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, la cui posizione, dice il procuratore, è ancora da vagliare nel dettaglio. Il pm titolare dell’indagine Michele Prestipino è stato invece meno abbottonato: «Nel marzo 2013 nel Cda dell’Ama viene nominato con provvedimento del sindaco Alemanno un legale scelto da Carminati stesso. Lo stesso per il direttore generale di Ama e un altro dirigente operativo». Secondo Prestipino quella della Mafia Capitale era«un’incessante attività di lobbying» dell’organizzazione criminale individuata «per collocare con successo manager asserviti ai loro interessi». Prestipino ha citato anche la nomina del presidente della Commissione Trasparenza del Comune di Roma e la candidatura a sindaco di Sacrofano – dove risiede Massimo Carminati, considerato capo di Mafia Capitale – di un uomo fidato poi eletto. Ci sono approfondimenti anche su forze dell’ordine e qualcuno sarebbe già iscritto nel registro degli indagati per favoreggiamento. Il magistrato ha poi spiegato che «la remunerazione per gli imprenditori o altri referenti della pubblica amministrazione poteva andare dai 15mila euro mensili per diversi anni a centinaia di migliaia di euro a singole persone fisiche o giuridiche una tantum fino a versamenti di denaro a enti e fondazioni legate alla politica romana tra cui anche la fondazione creata da Alemanno».
mafia capitale michele senese
Nella foto: Michele Senese

GLI APPALTI PER IMMIGRATI E NOMADI NEL MIRINO
La parte più interessante dell’inchiesta dal punto di vista politico è però quella che coinvolge la gestione delle commesse, dei finanziamenti del Comune e di quelli delle municipalizzate nella gestione dei campi nomadi, delle strutture per richiedenti asilo e minori non accompagnate, dove la Mafia Capitale aveva messo le mani. In particolare, spiegano gli inquirenti, «attraverso la corruzione di esponenti politici ed amministrativi, le società controllate dall’organizzazione indagata hanno così ottenuto diversi appalti, condizionando le rispettive gare attraverso la conoscenza anticipata del contenuto dei bandi o, in alcuni casi, concorrendo addirittura alla stessa stesura». In questi settori imprenditoriali, proseguono, «l’interesse veniva rivolto anche ad altri Comuni della Provincia di Roma, quali Sant’Oreste, Morlupo e Castelnuovo di Porto, adottando le medesime metodologie corruttive, sino anche a modificare offerte già depositate e superare così aziende concorrenti. I fondi neri destinati alle tangenti per gli esponenti delle strutture politico-amministrative interessate e alla retribuzione dei membri del sodalizio venivano ricavati con l’emissione di fatture per operazioni inesistenti che, a seconda delle società emittenti, determinava diversificate modalità di remunerazione». In particolare: le società riconducibili a soggetti esterni al sodalizio, a fronte dei pagamenti ricevuti, restituivano all’organizzazione criminale denaro contante per la creazione di fondi extracontabili, utilizzati per i pagamenti illeciti; le società direttamente controllate dall’organizzazione criminale, gestite anche con l’utilizzo di prestanome, attraverso transazioni reciproche riuscivano a canalizzare ingenti somme di denaro agli stessi sodali e a soddisfare le esigenze di reimpiego dei proventi illeciti.
franco giuseppucci mafia capitale
Nella foto: Franco Giuseppucci

SEGUITE I PICCIOLI
L’associazione corrompeva funzionari per avere appalti pubblici. Tra le gare inquinate Prestipino ha citato quello del 2011 per la raccolta differenziata dei rifiuti del Comune di Roma e quello per la raccolta delle foglie. Su altri appalti dell’Ama – municipalizzata romana dei rifiuti – per altri 5 milioni di euro sono in corso approfondimenti d’indagine. Sono stati anche sequestrati 20 quadri trovati nell’abitazione di uno degli indagati e riconducibili a Carminati, tra cui opere di Andy Warhol a Jackson Pollock. Altri dipinti, circa 25, sarebbero stati trovati proprio a casa di Carminati. I quadri verranno ora analizzati dagli esperti per accertare se si tratta di dipinti autentici. Nell’abitazione di un altro indagato sono invece stati sequestrati 570mila euro in contanti. La Guardia di Finanza ha eseguito un decreto di sequestro di beni riconducibili agli indagati, emesso dal tribunale di Roma, per un valore di 200 milioni di euro. Ma  la migliore descrizione, viene scritto nell’ordinanza di custodia cautelare, dell’associazione, del suo funzionamento e del suo ruolo di cerniera tra il mondo della illegalità e quello della (apparente) legalità è offerta proprio dalle parole di Massimo Carminati che in una intercettazione del dicembre del 2012, al telefono con Riccardo Brugia,descrive con «una immagine estremamente illuminante le caratteristiche di Mafia Capitale: Il mondo di sopra e il «mondo di sotto». Da qui il nome all’intera inchiesta.

Carminati:…è la teoria del mondo di mezzo compa’. ….ci stanno… come si dice… i vivi sopra e i morti sotto e noi stiamo nel mezzo
Brugia: embhe’.. certo..
Carminati: e allora….e allora vuol dire che ci sta un mondo .. un mondo in mezzo in cui tutti si incontrano e dici cazzo come e’ possibile che quello…
Carminati: come e’ possibile che ne so che un domani io posso stare a cena con Berlusconi..
Brugia: certo… certo…
Carminati: cazzo e’ impossibile.. capito come idea?. . .e’ quella che il mondo di mezzo… e’ quello invece dove tutto si incontra. . cioe’.. hai capito?… allora le persone.. le persone di un certo tipo… di qualunque cosa… .si incontrano tutti la’. . .
Brugia: di qualunque ceto. .
Carminati: bravo…si incontrano tutti la’ no?.. tu stai li’…ma non per una questione di ceto… per una questione di merito, no? …allora nel mezzo, anche la persona che sta nel sovramondo ha interesse che qualcuno del sottomondo gli faccia delle cose che non le puo’ fare nessuno. .
Brugia: certo…
Carminati: questa è la cosa…e tutto si mischia
Brugia: e certo…

ernesto diotallevi mafia capitale
Nella foto: Ernesto Diotallevi

LA STRUTTURA DELLA CUPOLA
Per quanto riguarda la struttura della Cupola, ognuno nella Mafia Capitale aveva il suo ruolo ma tutti rispondevano al capo, ovvero Massimo Carminati, ex Nar e legami con la Banda della Magliana, che «sovrintende e coordina tutte le attività, impartisce direttive, fornisce loro schede per le comunicazioni riservate, individua e recluta imprenditori, mantiene i rapporti con gli esponenti delle altre organizzazioni criminali nonche’ con esponenti del mondo politico, istituzionale, finanziario con appartenenti alle forze dell’ordine e ai servizi segreti». Il suo braccio destro è Riccardo Brugia che «coordina il recupero crediti e l’estorsione e custodisce le armi del sodalizio». Fabrizio Franco Testa, ex presidente di Tecnosky, invece è «testa di ponte della organizzazione nel settore politico e istituzionale, coordina le attività corruttive dell’associazione, si occupa della nomina di persone gradite alla organizzazione in posti chiave della pubblica amministrazione». Salvatore Buzzi, uomo del mondo delle cooperative, «gestisce le attività economiche della associazione nei settori della raccolta e smaltimento dei rifiuti, della accoglienza dei profughi, della manutenzione del verde pubblico». Franco Panzironi, ex presidente Ama e Riccardo Mancini, ex ad Ente Eur, «a libro paga, partecipano all’associazione fornendo uno stabile contributo per l’aggiudicazione di appalti pubblici, per lo sblocco di pagamenti in favore delle imprese riconducibili all’associazione e sono garanti dei rapporti dell’associazione con l’amministrazione comunale negli anni 2008/2013». Carlo Pucci, dirigente di Eur Spa, «a libro paga, fornisce uno stabile contributo per l’aggiudicazione di appalti pubblici». Luca Odevaine, già vicecapo di gabinetto con la giunta Veltroni, accusato «di orientare le scelte del Tavolo di Coordinamento Nazionale sull’accoglienza per i richiedenti asilo», di cui fa parte, e di ricevere in cambio «una retribuzione di 5000 euro mensili». La base logistica del sodalizio era un benzinaio a Corso Francia gestito da Roberto Lacopo attivo nel settore «dell’estorsione e del recupero crediti per conto dell’associazione».
mafia capitale de pedis
L’omicidio di Enrico De Pedis

Leggi sull’argomento: Luca Gramazio, Mirko Coratti, Eugenio Patané: i politici indagati nel caso Carminati

 
I NOMI DEGLI INDAGATI ARRESTATI:
Questi i nomi degli indagati destinatari di ordinanza di custodia cautelare in carcere, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma per l’operazione “Mondo di mezzo”: 1. BRACCI Raffaele, nato Roma il 24.2.1975, per usura; 2.BRUGIA Riccardo, nato a Roma il 06.11.1961, per associazione di tipo mafioso ed estorsione aggravata; 3.BUGITTI Emanuela, nata ad Udine il 22.11.1953, per turbativa d’asta e corruzione aggravata; 4.BUZZI Salvatore, nato a Roma il 15.11.1955, per associazione di tipo mafioso, corruzione aggravata, turbativa d’asta, trasferimento fraudolento di valori e rivelazione di segreto d’ufficio; 5.CALDARELLI Claudio, nato a Roma il 22.01.1951, per associazione di tipo mafioso e corruzione aggravata; 6.CALVIO Matteo, nato a Roma il 01.09.1967, per associazione di tipo mafioso ed estorsione aggravata; 7.CARMINATI Massimo, nato a Milano il 31.5.1958, per associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata, trasferimento fraudolento di valori, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni; 8.CERRITO Nadia, nata a Roma l’11.09.1965, per associazione di tipo mafioso e corruzione aggravata; 9.CHIARAVALLE Pierina, nata ad Avezzano (AQ) il 21.10.1984, per corruzione aggravata; 10.COLTELLACCI Sandro, nato a Monterotondo (RM) il 09.07.1964, per corruzione aggravata; 11.DE CARLO Giovanni, nato a Roma il 17.3.197, per trasferimento fraudolento di valori e favoreggiamento; 12. DI NINNO Paolo, nato a Roma il 6.09.1962, per associazione di tipo mafioso, corruzione aggravata, turbativa d’asta e trasferimento fraudolento di valori; 13.FISCON Giovanni, nato a Roma il 29.1.1957, per corruzione aggravata e turbativa d’asta; 14.GAGLIANONE Agostino, nato a Sacrofano (RM) il 29.07.1958, per associazione di tipo mafioso, trasferimento fraudolento di valori e false fatturazioni; 15.GAMMUTO Emilio, nato ad Acri (CS) il 10.04.1954, per corruzione aggravata; 16.GARRONE Alessandra, nata a Roma il 22.07.1974, per associazione di tipo mafioso, corruzione aggravata, turbativa d’asta; 17.GAUDENZI Fabio, nato a Roma il 03.03.1972, per associazione di tipo mafioso, trasferimento fraudolento di valori e usura; 18.GUARANY Carlo Maria, nato a Cutro (KR) il 19.09.1959, per associazione di tipo mafioso e turbativa d’asta; 19.GUARNERA Cristiano, nato a Roma il 16.12.1973, per associazione di tipo mafioso e turbativa d’asta; 20.IETTO Giuseppe, nato a Roma il 29.03.1958, per associazione di tipo mafioso; 21.LACOPO Giovanni, nato a Gerace (RC) il 24.06.1940, per estorsione aggravata; 22.LACOPO Roberto, nato a Roma il 08.06.1965, per associazione di tipo mafioso e estorsione aggravata; 23.MANCINI Riccardo, nato a Roma il 16.11.1958, per associazione di tipo mafioso; 24.MOGLIANI Giuseppe, nato il 18.9.1952 a Campagnano di Roma (RM), per false fatturazioni e riciclaggio; 25.ODEVAINE Luca, nato a Roma il 25.10.1956 per corruzione aggravata; 26.PANZIRONI Franco, nato a Roma il 11.07.1948 per associazione di tipo mafioso, corruzione aggravata e turbativa d’asta; 27.PUCCI Carlo, nato a Roma il 24.07.1961 per associazione di tipo mafioso e corruzione aggravata; 28.TESTA Fabrizio Franco, nato a Roma il 27.12.1965, per associazione di tipo mafioso; 29.TURELLA Claudio, nato a Roma il 28.11.1951 per corruzione aggravata, turbativa d’asta e rivelazione segreto d’ufficio.
 
LA LISTA DEGLI INDAGATI CON CUSTODIA CAUTELARI:
Questi gli indagati destinatari di ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari: 1.CALISTRI Rossana nata a Montecatini (PT) il 10.8.1957, per turbativa d’asta e rivelazione di segreto d’ufficio; 2.CANCELLI Franco, nato a Roma il 13.03.1954, per turbativa d’asta; 3.CARACUZZI Patrizia, nata a Roma l’11.10.1962, per corruzione aggravata; 4.LUCCI Raniero, nato a Roma il 1.12.1967, per turbativa d’asta e corruzione aggravata; 5.MENICHELLI Sergio, nato a Sant’Oreste (RM) il 5.11.1948, per turbativa d’asta e corruzione aggravata; 6.PLACIDI Marco, nato a Sant’Oreste (RM) il 5.1.1955, per turbativa d’asta e corruzione aggravata; 7.SALVATORI Emanuela, nata a Roma il 18.7.1957, per corruzione aggravata; 8.SCHINA Mario, nato a Roma il 30.06.1954, per corruzione aggravata. Questi gli indagati a piede libero destinatari di informazione di garanzia e sottoposti a perquisizione: 1.ALEMANNO Giovanni, nato a Bari il 3.3.1950, per associazione di tipo mafioso e corruzione aggravata; 2.ALIBRANDI Lorenzo, nato a Roma il 29.4.1965, per associazione di tipo mafioso; 3.ANDRINI Stefano, nato a Roma il 27.02.1970, per associazione di tipo mafioso; 4.ANELLI Giovanna, nata a Pavia il 23.10.1957, per corruzione aggravata e turbativa d’asta; 5.BARUCHELLO Gianmario, nato a Nocera Umbra (PG) il 15.02.1947, per corruzione aggravata, turbativa d’asta e illecito finanziamento; 6.BERTI Giuseppe, nato a Latina il 03.06.1965, per associazione di tipo mafioso; 7.BOTTI Angelo, nato a Roma il 02.10.1970, per corruzione aggravata, turbativa d’asta e illecito finanziamento; 8. BRAVO Stefano, nato a Roma il 26.12.1960, per ricettazione; 9. CACCIOTTI Alessandro, nato a Roma il 14.9.1968, per trasferimento fraudolento di valori; 10.CLEMENZI Marco, nato a Latina il 22.09.1968, per false fatturazioni; 11.COMMISSARI Marco, nato a Narni (TR) il 28.02.1964, per turbativa d’asta, corruzione aggravata e illecito finanziamento; 12.CORATTI Mirko, nato a Roma il 20.06.1973, per corruzione aggravata e illecito finanziamento; 13.CURTI Michelangelo, nato a Frosinone il 9.6.1973, per associazione di tipo mafioso; 14.DELL’ANNO Pierpaolo, nato a Roma il 22.7.1964, per associazione di tipo mafioso; 15.DE PASCALI Giampaolo Cosimo, nato a Muro Leccese (LE) il 13.02.1974 per corruzione aggravata; 16.DE VINCENTI Francesco, nato a Roma il 24.2.1974 per trasferimento fraudolento di valori; 17.DE VINCENTI Lorenzo, nato a Roma il 10.6.1982, per trasferimento fraudolento di valori; 18.DI CESARE Serena, nata a Roma il 12.9.1983, per trasferimento fraudolento di valori; 19.ESPOSITO Antonio, nato a Roma il 1°.02.1965, per frode fiscale; 20.FIGURELLI Franco, nato a Roma il 7.1.1956, per corruzione aggravata e illecito finanziamento; 21.FORLENZA Salvatore, nato a Potenza il 02.11.1954 per turbativa d’asta; 22.GRAMAZIO Luca, nato a Roma il 22.12.1980 per associazione di tipo mafioso, corruzione aggravata e illecito finanziamento; 23.IANNILLI Marco, nato a Roma il 21.9.1960, per trasferimento fraudolento di valori 24.LAUSI Luigi, nato a Roma il 18.05.1966, per associazione di tipo mafioso; 25.LETO Domenico, nato a Catanzaro il 13.8.1978, per associazione di tipo mafioso 26.LIMITI Emiliano, nato a Roma il 14.04.1976, per associazione di tipo mafioso; 27.LUCARELLI Antonio, nato a Roma il 04.05.1965, per associazione di tipo mafioso; 28.LUZZI Tommaso, nato a Roma il 1.1.1950, per associazione di tipo mafioso; 29.MASTROPAOLO Giancarlo, nato a Tivoli (RM) il 22.04.1956, per false fatturazioni; 30. MOKBEL Gennaro, nato a Roma il 13.09.1960, per estorsione; 31.OZZIMO Daniele, nato a Roma il 15.06.1972, per corruzione aggravata; 32.PATANE’ Eugenio, nato a Roma il 19.09.1972, per turbativa d’asta e illecito finanziamento; 33.POLITANO Italo Walter, nato a Conflenti (CZ) il 24.03.1953, per associazione di tipo mafioso; 34.QUARZO Giovanni, nato a Roma il 02.11.1971, per associazione di tipo mafioso; 35. RUSSO Fabio, nato a Roma il 29.4.1978, per trasferimento fraudolento di valori; 36.SCOZZAFAVA Angelo, nato a Roma il 10.06.1967, per associazione di tipo mafioso e corruzione aggravata; 37.STEFONI Fabio, nato a Roma il 31.08.1960, per corruzione aggravata e illecito finanziamento; 39.TANCREDI Fabio, nato a Roma il 2.12.1961 per associazione di tipo mafioso e corruzione aggravata; 40.TINOZZI Giovanni, nato a Rieti il 26.02.1959 per corruzione aggravata.
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