Cultura e scienze

Lo strano caso della lettera del fratello di Valeria Solesin a Maurizio Costanzo

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C’è uno strano caso intorno a una lettera letta da Maurizio Costanzo durante il suo Maurizio Costanzo Show su Rete4 e attribuita a Dario Solesin, fratello di Valeria Solesin, uccisa dai terroristi al Bataclan e già oggetto di sciacallaggi in Rete. La lettera di Dario Solesin è stata letta in un servizio andato in onda durante la trasmissione. Ma Piersante Paneghel, zio di Valeria Solesin (l’ha ricordata qui) dice che quella lettera è un falso ed è stata mandata in onda fraudolentemente, anche se, come ha spiegato il giornalista Gabriele Parpiglia, che ha curato il servizio per il Maurizio Costanzo Show, conferma l’autenticità della missiva e dice che è stata firmata in basso dallo stesso Dario.

Lo strano caso della lettera del fratello di Valeria Solesin a Maurizio Costanzo

Andiamo con ordine. Tutto comincia con la lettura della lettera da parte di Maurizio Costanzo Show durante la puntata dedicata ai fatti di Parigi con ospite il ministro Angelino Alfano. Il testo della lettera è questo:

Buonasera gentile Maurizio Costanzo,
le scrivo dalla nostra Venezia, le scrivo chi è Valeria.
Valeria è mia sorella, una persona speciale. Lei ha tre anni in più di me e siamo cresciuti insieme. Sa, in questo momento ho spento tv, giornali, radio e non ho voglia di sentire nulla che mi possa portare al ricordo di quella sera. Quella sera avevo appena finito l’allenamento di calcio. I miei amici mi hanno avvisato di quello che succedeva a Parigi. Io all’inizio ero tranquillo. Poi la mia ragazza e i miei amici hanno continuato a dirmi quello che succedeva. Allora ho chiamato Valeria ma niente, quel telefono squillava ma lei non rispondeva. Chiamavano anche i miei genitori ma niente. Poi abbiamo chiamato Andrea, fidanzato di Valeria, ma niente. Niente. Iniziamo a preoccuparci. Appena abbiamo letto la zona della città, dove si verificavano gli attentati, mi si è gelato il sangue. Valeria abitava lì vicino e abitava lì da poco. Non sapevo che fosse al Bataclan. Ma sapevo che in quei giorni stavano festeggiano la laurea della sorella di Andrea e tra i regali per la laurea che aveva ricevuto, c’era il viaggio a Parigi e i biglietti per il concerto. I biglietti per tutti. Valeria era lì per una casualità. Maurizio, sa, io ero stato a Parigi la settimana prima di tutto quello che è accaduto.

Avevo visto la sua nuova casa che ha preso da poco ed era orgogliosa. Frutto dei suoi sacrifici e del suo lavoro all’università. Io quando ero a Parigi sarei voluto andare a vedere una partita del Paris Saint Germain ma a mia sorella non piace il calcio. Ama la corsa. Poco tempo fa ha fatto anche la mezzamaratona a Barcellona. Venti chilometri con le sue amiche. E corre, eccome se corre Vale. Valeria è la persona che stimo di più al mondo. Lei che ha amato lo studio fin da bambina. E da piccoli noi siamo stati complici e qualche scappellotto l’ho preso. Lei è il mio orgoglio. E’ grazie anche al suo aiuto se mi sono laureato in economia. Parigi era la sua città. A Parigi stava bene. Aveva fatto il dottorato e quella città l’aveva adottata. Viveva lì da cinque o sei anni, non ricordo bene. E anche me piace come città. Andavo a trovare spesso mia sorella. E poi Valeria parla francese meglio dell’italiano e a volte la prendo in giro. E’ una ragazza che ama la vita e che si diverte in qualsiasi situazione. Andrea il suo fidanzato adora la musica e lei lo seguiva in giro per i concerti. Quella notte poi Andrea ci ha chiamato. era con valeria. Era disperato. Io e la mia famiglia non ci volevamo credere. Non ci vogliamo credere. Poi è successo tutto velocemente. Oggi ho silenziato tutto. Non ho più aperto nemmeno la mia pagina Facebook. Avrò ricevuto milioni di messaggi. Ma in questo momento non sento nulla. Ringrazio la città di Venezia e le autorità dello stato che ci sono state vicine. Il presidente della repubblica Sergio Mattarella, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e anche il Console Francese in Italia. Non voglio e non devo cadere nel banale. Mia sorella non lo accetterebbe. Sinceramente, non so come, ma insieme con la mia famiglia ripartiremo. Ripartiremo, sì. Grazie a tutti Dario Solesin

Subito dopo la sua pubblicazione, Piersante Paneghel, dal suo account su Twitter, rivolgendosi a Costanzo dice che Dario Solesin non ha scritto nessuna lettera, che questa è frutto di un collage o di un falso e che è stata inventata per fare share. «questa porcheria non sarà senza conseguenze. Avete fatto 1 collage prendendolo dalla rete e lo “vendete” come lettera», aggiunge. valeria solesin dario solesin piersante paneghel gabriele parpiglia maurizio costanzo 1

La lettera di Dario e lo zio di Valeria Solesin

Paneghel cita Gabriele Parpiglia, giornalista e speaker, come l’autore della missiva asseritamente spacciata per scritta da Dario Solesin, e spiega meglio in un’altra serie di tweet come sono andate le cose secondo lui: «Il caso @Parpiglia: perché è un mascalzone. Dario Solesin non ha scritto nessuna lettera a Costanzo. Parpiglia ha tampinato Dario x giorni. Insieme a tanti altri, ci ha certamente parlato. Alla fine gli ha sottoposto una sintesi scritta delle chiacchiere chiedendogli di firmarla. La firma serviva a convalidare la sintesi, a suo dire, per poi poterla gestire. In nessun caso Dario ha scritto lettere. Miracolo. Quella sintesi viene ricucita come una lettera personale di Dario a Maurizio Costanzo. Inoltre il Parpiglia si adonta e minaccia querele. Sia me che la cugina di Dario, che per prima in FB ha raccontato le cose come stavano. Nessuna lettera, firma ottenuta con sotterfugio. “Firma qui, sai, se no non mi pubblicano”, una cosa del genere. Ecco i fatti. La firma c’è, sottratta con astuzia degna di cause migliori. E’ per questo che Parpiglia ha isolato la firma quando l’ha allegata, altrimenti si sarebbe vista la sua calligrafia nella minuta»
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A questo punto Parpiglia interviene su Twitter e risponde a Piersante minacciando querele, ma confermando anche in parte la versione di Paneghel:
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La storia va avanti fino a oggi, quando lo zio di Valeria Solesin scrive che ha intenzione di farsi querelare per diffamazione, ribadendo che Dario non era consapevole che si trattasse di una lettera e che Parpiglia lo ha portato in un bar e gli ha chiesto di mettere una firma al foglio, cosa che in effetti è avvenuta.
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E quando un altro utente fa notare che difficilmente Parpiglia lo querelerà, lo stesso giornalista risponde così: