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L’emergenza buche a Roma e la brutta fine delle #stradenuove del M5S

Categorie: Economia, Fact checking

Il M5S Roma si vantava qualche tempo fa dei successi dell'implacabile piano per il manto stradale varato dall'amministrazione Raggi. Il risultato concreto è oggi sotto gli occhi di tutti

Oggi è stata una mattinata di disagi per gli automobilisti romani alle prese con l’emergenza buche, resa drammatica prima dalla neve e poi dalla pioggia degli ultimi giorni. Dopo la verifica effettuata dai vigili del fuoco nel pomeriggio di ieri, resta chiuso per “dissesto del manto stradale” Ponte Palatino, in direzione lungotevere Ripa.

Vi ricordate i 10 milioni di euro del M5S per le buche?

Per lo stesso motivo rimane interdetta alle auto via Chiana, nel tratto tra via Volsinio e via Sebino, con pesanti ripercussioni sulla mobilità del quartiere Trieste e della vicina Nomentana. Traffico off limits, sempre causa buche, anche in via di Porta Medaglia, fra via Ardeatina e via di Torre Sant’Anastasia. In diversi altri punti della città si procede più lentamente del solito per la presenza di buche meno profonde, ‘transennate’ dalla polizia municipale: problemi legati invece a incidenti sul Gra, allo svincolo 16, e sulla tangenziale Est tra via Salaria e viale Etiopia.

Sembra ieri però da quando Virginia Raggi elencava tra i suoi 43 successi anche i dieci milioni stanziati per i municipi proprio allo scopo di rattoppare le buche. I grillini ne erano talmente sicuri da vantarsene anche nel bilancio 2017 del Comune di Roma. Così come sembra che abbia perso efficacia la macchina tappa-buche che i grillini magnificavano come primo grande successo della Giunta Raggi.

E le #stradenuove ve le ricordate?

Il M5S Roma però non vende sogni, ma solide realtà. Come l’operazione #stradenuove, che prevedeva, diceva il consigliere Paolo Ferrara, “#Stradenuove e asfaltate secondo le prescrizioni del Regolamento scavi. Sono lavori a regola d’arte eseguiti dalle società di pubblici servizi. Ditemi se questa non è una rivoluzione. Roma ha detto basta alle toppe e quei fastidiosi solchi ricoperti e lasciati per anni sulle strade della città. Basterebbe un trafiletto di giornale tra le menzogne di certa stampa per rendere giustizia a chi lavora a testa bassa nel solco dell’unica strada possibile; quella del buonsenso”.

Foto di: Roma Today

La prima strada a essere investita (ops) dall’operazione era viale della Primavera, come ha ricordato RomaToday. Le condizioni della strada, a parte la parte rifatta all’epoca, sono quelle che vedete nella foto qui sopra.

Il piano Marshall di Margherita Gatta

Ma per fortuna che c’è l’assessora Margherita Gatta. La responsabile dei lavori pubblici che è anche naturopata e contraria all’abuso di vaccini ha già individuato il colpevole del proliferare delle buche (gli altri) e la soluzione: un piano Marshall per le buche a Roma. Il nome, suggestivo, è mutuato da uno dei piani politico-economici statunitensi per la ricostruzione dell’Europa dopo la seconda guerra mondiale ma con una differenza piuttosto sostanziale. Lì si stanziavano fondi, qui come primo atto si chiede ai municipi se per caso ne hanno.

A causa di una totale assenza di manutenzione da parte delle precedenti amministrazioni, neve, ghiaccio e piogge hanno messo a dura prova le nostre strade. Per questo la sindaca Virginia Raggi ha scritto a tutti i presidenti di Municipio chiedendo di comunicare, entro domani, l’ammontare dei fondi a loro disposizione per la manutenzione stradale, gli interventi già effettuati, quelli programmati e l’elenco dei lavori più urgenti. Sulla base di questo dettagliato report si valuteranno eventuali ulteriori stanziamenti di fondi da assegnare alle strutture territoriali.

Quindi il Comune sta chiedendo ai suoi municipi (solo due sono amministrati dal PD in città) di comunicare quanti soldi sono stati spesi entro 24 ore. In base al report valuterà quali altri fondi stanziare. E tutto questo ha il coraggio di chiamarlo Piano Marshall. Quelli che volevano la fantasia al potere sono dei dilettanti.

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