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«Le associazioni antimafia si comportano come famiglie malavitose»

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Stefano Esposito, senatore del Partito Democratico e commissario del PD ad Ostia, ha scritto una lunga lettera a Rosi Bindi per criticare le associazioni antimafia di zona, perché, a suo dire, «Alcune associazioni della legalità hanno modalità operative simili nei modi e nei comportamenti a famiglie malavitose». Esposito cita Schiavon e presunte intimazioni a Tassone e due ex poliziotti:

Andrea Schiavon, insospettabile ingegnere che non presenta dichiarazione dei redditi dal 2008, provò a entrare in politica nel X Municipio, attraverso la Lista Civica Marino che appoggiava il presidente (Pd) Andrea Tassone. Prese 132 voti e intimò al vincente Tassone, attraverso tre sms oggetto di una denuncia penale, di assegnargli l’assessorato Turismo e Cultura più due persone a sua scelta da piazzare al suo fianco, “altrimenti ti combino l’inferno”. Tassone rifiutò ed iniziò “l’inferno””.
C’è poi “l’associazione antimafia cittadini contro le mafie e la corruzione. Ne fanno parte – sempre a quanto scrive Esposito – Piero Fierro e Gaetano Pascale, ex poliziotti, uno in Polaria e uno alla mobile, allontanati con un’indagine che accertò come i due agenti prendessero soldi per missioni mai fatte. Pascale, che non può entrare negli Usa perché arrestato 5 anni fa per violenza sessuale, si spaccia per collaboratore dell’Fbi, è legato al M5S che in suo favore ha presentato un’interrogazione parlamentare (Barillari e Ferrara, consigliere di Ostia). A fronte di tutto questo”, conclude, “chiedo che venga fatta piena luce sul ruolo di queste sedicenti associazioni antimafia di Ostia e sul ruolo della stampa locale sul litorale che, spesso, è complice di atteggiamenti anormali e incivili di chi si professa paladino della legalità”

La curiosità è che Fierro e Pascale da molto tempo si fanno intervistare in tutte le tv nazionali dicendo di essere stati i primi a scoprire la mafia ad Ostia e che la loro inchiesta fu insabbiata e loro vennero licenziati.