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La storia dell'alterazione dei registri di viaggio sulla tratta Corato-Andria

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Un’alterazione “evidente”, sui registri di almeno una stazione, dell’orario di transito di uno dei tre treni in viaggio sulla tratta Corato-Andria il giorno del disastro ferroviario è stata riscontrata dagli investigatori che indagano sullo scontro dei due treni in Puglia che ha provocato 23 morti. Gli inquirenti tranesi hanno quindi avviato accertamenti per capire se si sia trattato di un tentativo di almeno un ferroviere di coprire l’errore compiuto che ha portato al disastro. L’alterazione dei registri non cambia – secondo gli inquirenti – la questione relativa all’incidente, ma è utile a far luce sulla ricostruzione della dinamica dei fatti. La vicenda della presunta alterazione sarà al centro degli interrogatori dei due capistazione fissati per lunedì prossimo nella Procura di Trani. Spiega oggi Repubblica:

Il capostazione di Corato alle 10.50 manda un solo fonogramma al suo collega di Andria, segnalandogli che sta per inviargli due treni: l’ET1642 che ha già accumulato 23 minuti di ritardo sull’orario normale; l’ET1016 subito dopo. Parte il primo, e arriva ad Andria tra le 10.59 e le 11 in punto. Ci vogliono almeno dieci minuti, infatti, per coprire la distanza di 11 chilometri. Alle 10.59 da Corato parte anche il secondo treno, l’ET1016, forse leggermente prima che l’ET1642 sia giunto ad Andria, infrangendo così la norma fondamentale della circolazione ferroviaria su binario unico: mai due convogli sulla tratta tra due stazioni, neanche se vanno entrambi nella stessa direzione. È, questa, una delle ipotesi in corso di accertamento. Ma il punto su cui occorre concentrarci è un altro. E riguarda ciò che risulta scritto nel registro di viaggio compilato allo scalo di Andria.

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La dinamica dell’incidente tra treni tra Andria e Corato (Corriere della Sera, 15 luglio 2016)

Il dispaccio, inserito come detto a incidente avvenuto, riporta le 10.58 come orario di partenza dell’ET1021 da Andria. Se fosse vero, però, si sarebbe scontrato con il primo dei due treni provenienti da Corato che, a quell’ora, stava avvicinandosi alla stazione. Non è andata così, ovviamente. L’ET1021 è partito da Andria dopo le 11, cioè dopo l’arrivo del primo treno. Eccolo, dunque, l’errore umano di Vito Piccarreta, il capostazione indagato (insieme ad altre cinque persone) per omicidio colposo e disastro ferroviario. Lui vede arrivare da Corato l’ET1642, lo scambia con l’ET1016 che invece è appena partito e accende il semaforo verde al “suo” ET1021. Cinque minuti più tardi, la collisione mortale. «Il mio cliente è assolutamente sereno», dice Massimo Chiusolo, l’avvocato di Alessio Porcelli, il capostazione di Corato che lunedì sarà interrogato dai magistrati, insieme con il collega di Andria (audizione che potrebbe però essere rimandata per le condizioni psicologiche in questi giorni dell’uomo). Sarà chiesto loro chi, e perché, ha alterato il registro di viaggio dell’ET1021.

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