Opinioni

«La penale da 150mila euro per sindaca e consiglieri M5S è incostituzionale»

Cesare Mirabelli, ex presidente della Corte Costituzionale, ha rilasciato oggi un’intervista al Messaggero per discutere della penale da 150mila euro inserita in caso di inadempienza di regole minuziosamente fissate in una decina di punti. C’è da ricordare che una penale simile, inserita dall’Italia dei Valori per i suoi eletti qualche tempo fa, ha fallito miseramente nei tribunali.

Professor Mirabelli, da un punto di vista giuridico che valore dà a questo Codice?
«Non può avere alcun effetto pratico. Non solo è all’evidenza incostituzionale, ma nessun tribunale civile si sognerebbe mai di obbligare chi ha firmato questo Codice a versare 150.000 euro al Movimento 5 Stelle o ai suoi garanti. Come vedremo non ce ne sono gli estremi giuridici».
Che succederebbe in pratica se il sindaco o gruppi di consiglieri M5S dovessero differenziare il loro comportamento da quello del Movimento? Quali conseguenze subirebbero in caso di un diktat pentastellato?
«Nessuna sul piano giuridico. Ripeto: non ci sono gli estremi giuridici per costringere un eletto a pagare qualcosa alla formazione con la quale si è presentato alle elezioni. Il Movimento 5 Stelle non ha alcun potere giuridico per costringere i firmatari del Codice a pagare o a comportarsi diversamente dalla loro propria volontà. Né tantomeno a restare per sempre nel gruppo. Diverso, ovvio, è il discorso politico. Lo si è visto anche con la sindacatura Marino: il Pd in quanto partito non potette costringere l’allora sindaco Ignazio Marino alle dimissioni. Furono i consiglieri comunali, in quanto eletti, a farlo cadere dimettendosi essi stessi e ponendo fine alla consiliatura. Ma quella fu una scelta politica attuata attraverso i canali previsti dalla legge».

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L’estratto del documento del M5S dove viene menzionato il pagamento della penale da 150mila euro

Quali sono le basi giuridiche che rendono nulla la multa da 150.000 euro prevista dal Codice M5S?
«Il Codice è un documento interno di una formazione politica. E fin qui è utile perché quando chiede a chi lo firma di dichiarare di non aver riportato condanne penali e di non essere affiliato a società criminali aiuta l’elettore a capire per chi vota. Ma gli eletti, come stabilisce la Costituzione, rappresentano tutto il corpo elettorale e le istituzioni in quanto tali. La Costituzione stabilisce che gli eletti “non hanno vincolo di mandato”. Dunque nessun partito può stabilire regole vincolanti che finiscono per disciplinare non la vita interna della formazione politica ma quella delle istituzioni. Da questo punto di vista le regole del Codice M5S non solo appaiono in alcuni punti bizzarre e criticabili ma sono semplicemente nulle».

 

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