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La Lega attacca Bianconi sulla ricostruzione ma si dimentica del sindaco leghista di Visso indagato per le donazioni per i terremotati

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Meno dieci: la Lega ha iniziato il countdown alle elezioni del 27 ottobre in Umbria. E lo fa tornando sul caso Bianconi. Dove Vincenzo Bianconi è il candidato del PD e del M5S che sfida la senatrice leghista Donatella Tesei per la poltrona di Presidente della Regione. Al centro della polemica politica, portata avanti con dei meme perché gli argomenti e i fatti scarseggiano, è di nuovo la vicenda dei fondi per la ricostruzione chiesti dal candidato giallorosso per poter mettere a posto i suoi alberghi danneggiati dal terremoto.

La storia dei contributi per la ricostruzione chiesti da Bianconi

La notizia che la pagina ufficiale della Lega dà oggi risale al 9 ottobre quando il Corriere dell’Umbria pubblicò lo scoop su Bianconi. Il quale chiarì in una conferenza stampa che i soldi per la ricostruzione non sono stati destinati solo alle sue strutture alberghiere. «Nell’area del cratere su 35 hanno fatto domanda in 19, e 11 hanno ottenuto il contributo, terminato i lavori e ottenuto l’agibilità. Quindi non sono solo le mie aziende ad averli ricevuti», aveva spiegato Vincenzo Bianconi. E visto che si parla di ricostruzione bisogna prendere in considerazione appunto tutto il cratere, e non solo una zona delimitata secondo convenienza, quindi è falso dire che solo gli alberghi della sua famiglia hanno partecipato al bando per la ricostruzione. A meno naturalmente di non voler distorcere l’informazione. E siamo sicuri che qualcuno troverà il modo di dire che le cose non stanno così, magari spiegando che Bianconi è l’unico della sua via ad aver ottenuto i contributi per ricostruire i suoi alberghi.

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C’è poi da tenere in considerazione un altro aspetto: non è sufficiente essere “pieno di alberghi” per poter accedere ai contributi per la ricostruzione. Quegli alberghi devono essere danneggiati dal sisma e il danno deve essere dimostrato e certificato. Se si vuole dire che Bianconi è un terremotato che non può aver diritto al sostegno economico per la ricostruzione allora bisognerebbe avere il coraggio di scriverlo in modo chiaro. Ci sono terremotati che non possono accedere ai fondi? E se sì perché? Perché “sono pieni di alberghi” o perché le strutture danneggiate? La prima obiezione naturalmente non rileva, la seconda curiosamente non viene sollevata.

Le indagini sul sindaco leghista e le donazioni per i terremotati

C’è un’altra vicenda che rimane sullo sfondo e che riguarda sempre i terremotati anche se non sono quelli dell’Umbria ma quelli delle Marche. È la vicenda del senatore leghista Giuliano Pazzaglini, già sindaco di Visso (Macerata). A differenza di Bianconi che non è sottoposto ad alcuna indagine Pazzaglini è indagato con l’accusa di peculato, abuso d’ufficio e truffa in merito alle somme donate per la ricostruzione post terremoto del 2016. La cifra totale ammonta a 120 mila euro, denari che secondo la Procura sarebbero finiti su conti correnti privati.

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Per il Pm Giovanni Giorgio, Pazzaglini avrebbe chiesto e ottenuto le donazioni su conti privati adducendo come giustificazione alcune non meglio precisate «difficoltà operative» per le donazioni fatte direttamente al Comune di Visso. Da parte sua Pazzaglini ha sempre sostenuto di aver agito in buona fede nell’interesse della popolazione danneggiata dal sisma perché dopo il terremoto non era rimasto quasi nessuno a lavorare negli uffici comunali e l’unica strada per far arrivare le donazioni direttamente ai terremotati era quella di usare i conti correnti di due società appositamente costituite. Non abbiamo naturalmente motivo di dubitare della buona fede di Pazzaglini, così come di quella di Bianconi. Sono due persone che si sono trovate in una situazione di estrema difficoltà e hanno cercato di aiutare i propri concittadini (solo uno però risulta indagato). Ma è evidente la sproporzione nella strumentalizzazione della notizia da parte della Lega.

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E proprio a Visso nel 2017 si era fatto vedere e fotografare davanti alle macerie con felpa d’ordinanza l’allora eurodeputato della Lega Matteo Salvini, giunto in visita assieme ad una delegazione di senatori leghisti. Giova a questo punto ricordare ai più distratti che quando era membro del Parlamento Europeo per ben due volte Salvini è risultato assente alla votazione per lo sblocco degli aiuti comunitari ai territori e alle popolazioni colpite dal terremoto. Ma evidentemente per la Lega questo è perfettamente normale, così come è perfettamente normale attaccare un terremotato che vuole ricostruire i propri alberghi e dimenticarsi delle indagini (quelle sì, della magistratura) nei confronti di un proprio amministratore locale.

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