Economia

Infermieri italiani, il lavoro è in Gran Bretagna

Repubblica racconta oggi in un articolo a firma di Michele Bocci che gli infermieri italiani sono molto ricercati nel Regno Unito. I giovani appena usciti dall’università ma anche i professionisti con più esperienza sono nel mirino delle agenzie private di reclutamento a Milano, Roma, Bologna e Firenze che cercano candidati disposti a trasferirsi per un lavoro altamente specializzato nel Regno Unito:
Solo nelle prossime due settimane sono previsti quattro appuntamenti. Gli italiani sono ambiti, e in questo periodo non è complicato convincerli: da noi è sempre più difficile trovare un buon lavoro, a causa delle assunzioni bloccate dalla crisi. Molti di quelli che restano devono accontentarsi di contratti a termine in cliniche private. Così centinaia di infermieri ogni anno lasciano l’Italia, ai primi posti nella classifica dei paesi europei che rimpolpano il servizio sanitario di Sua Maestà insieme a Portogallo, Spagna, Grecia, Polonia. Non è difficile immaginare perché francesi, tedeschi o olandesi non si sognerebbero mai di andare a lavorare nel Suffolk. «L’anno scorso abbiamo reclutato nel vostro Paese tra i 250 e 300 infermieri. La maggior parte giovani». Colette O’Neill è una manager dell’agenzia Kate Cowhig, una delle più attive all’estero, con sedi a Dublino e Londra. È questa l’azienda che tra pochi giorni manderà i suoi collaboratori a Palermo. Ci sono molte altre realtà del genere nel Regno Unito,ad esempio Cpl, che ha in programma colloquia Roma e Milano nelle prossime tre settimane per conto di un ospedale londinese e di uno del Devon.

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Infermieri, il confronto tra Italia e Gran Bretagna (La Repubblica, 25 aprile 2015)

Anche perché adesso i giovani sono maggiormente disposti a trasferirsi nel Regno Unito:

«Un tempo gli italiani disposti a spostarsi in UK per fare gli infermieri non erano molti — spiega sempre Colette O’Neill — Il fenomeno è cresciuto nell’ultimo anno,anno e mezzo. Facciamo prima colloqui telefonici con chi ci manda il curriculum, poi c’è l’intervista, dove vengono scartati, soprattutto per problemi con la lingua inglese, circa il 40% dei candidati». Lo stipendio di ingresso è 21.600 sterline l’anno, poi c’è possibilità di progredire. Cifre più alte di quelle pagate inItalia, che convincono molte persone a spostarsi. E a fare comunità. Fabrizio Benatti ha aperto una pagina Facebook dedicata agli infermieri in UK con migliaia di visitatori. «Quando pubblico i bandi delle agenzie ho un sacco di contatti — spiega — A ogni colloquio vedo iscriversi decine di colleghi. Da un anno e mezzo nel Regno Unito c’è un’invasione di italiani». Il sistema sanitario locale si regge da tempo sugli immigrati. Le stime parlano di un 40% di stranieri che lavorano in corsia.