Cultura e scienze

I falsi miti della dieta vegetariana

Se c’è qualcosa che non cambia mai sono le chilometriche discussioni su Facebook tra estremisti vegetariani/vegani e gli altri (onnivori, carnivori, chiamateli come vi pare). Il punto del contendere sembra sempre essere il tentativo di giustificare una scelta alimentare con prove “scientifiche” derivanti dalla comparazione della dieta e dell’anatomia “naturale” umana con quelle delle specie animali considerate più affini all’uomo: i primati non-umani. Il sito Beyond Vegetarianism ha pubblicato una raccolta di studi che mettono in luce come molti dei miti della dieta veg (vegana/vegetariana) siano fondati su credenze errate.

(via Facebook.com)
(via Facebook.com)

 
ARE WE HUMANS OR ARE WE MONKEYS?
A scanso di equivoci meglio dirlo subito Beyond Veg è un sito per chi segue una dieta vegana o vegetariana, quindi è gestito da persone che si occupano principalmente di questioni legate al vegetarianesimo e non da “carnivori” che vogliono affossare o screditare le idee dei vegetariani. Come spiegano direttamente gli autori del sito:

A sense of admirable idealism is often a motivating factor encouraging people to take responsibility for their own health and to explore different diets. However, the development of emotional attachments to philosophies underlying such diets can often end up becoming far more important for some individuals than the results they obtain–or fail to. One result has been widespread refusal in the alternative diet community to face health and behavioral problems that may arise on these diets. A common thread in what you’ll read here is that a kind of subjective, “blinded naturalism” has become more or less endemic in the vegetarian, raw-food, and alternative diet movements, which can lead to serious health troubles.

Il loro intento è quello di fare un po’ di ordine all’interno di alcuni concetti spesso usati per sostenere la superiorità della dieta vegetariana nel tentativo di abbandonare un atteggiamento dogmatico e intransigente che non ha nulla a che fare con l’alimentazione veg in senso stretto. Non dimentichiamo inoltre che, per quanto rumorosi sull’Internet i sostenitori delle strampalate teorie scientifiche legate al vegetarianesimo che si danno un gran da fare per “convertire” quelli che seguono altri stili di alimentazione non sono la maggioranza ma una agguerrita e intransigente minoranza. Per questo motivo Tom Billings ha pubblicato sul sito una corposa ricerca sulla letteratura scientifica nel tentativo di rispondere alla questione (che se frequentate per sbaglio qualche gruppo veg avrete letto in tutte le salse) sulla natura della dieta umana, in poche parole: Are Humans Natural Frugivores/Vegetarians, or Omnivores/Faunivores?.

If you are–or have ever been–involved in alternative diets or vegetarianism, you have probably heard or read claims that comparative anatomy and/or comparative physiology “proves” or (in more conservative language) “provides powerful evidence” that humans are “natural” fruitarians, vegetarians, or even omnivores. This paper will assess such claims and the evidence supporting them, but we first need to ask:
Whether comparative anatomy and physiology provide actual hard proof of the precise composition of the “natural” human diet, or if they merely provide general indications of possible diets.
Then, we want to go beyond the typical simplistic analyses presented in the vegetarian and alternative diet lore, and reexamine what information comparative anatomy and physiology actually provide regarding the natural diet of humans.
Further, a number of related claims are often made as part of such comparative “proofs.” Some of these claims addressed here are:
Does “instinct” (whatever that is) “prove” that we are natural vegetarians?
Does research that shows the typical Western meat-based diet is unhealthy prove that all omnivore diets are unhealthy?
And, since it is mentioned in the subtitle, just what is a faunivore, anyway?
If these questions interest you, I invite you along for the ride. But first, open your mind and fasten your seat belt–the ride may be bumpier than you expect!

dieta vegetariana - 1
LA QUESTIONE DELLA DIETA DEI PRIMATI. LE SCIMMIE NON SONO “VEGETARIANE”
L’argomento principale portato a sostegno di una particolare dieta veg (vegetariana, vegana o fruttariana) è il ricorso alla comparazione dell’anatomia e della fisiologia umane con quelle dei nostri “parenti prossimi” ovvero le grandi scimmie. Come fa notare Billings però gli studi comparativi che vengono citati come “prova definitiva” non sono conclusivi e non stabiliscono su prove certe. Gli autori di questi studi invece apertamente ammettono di aver stabilito un legame tra la dieta umana e quella dei primati solo ai fini di sostenere un particolare modello di alimentazione. Il punto fondamentale non è sostenere che gli studi comparativi non servono a nulla, ma che le conclusioni semplicistiche e le deduzioni capziose non hanno alcun fondamento scientifico. Insomma non esiste una prova scientifica che la dieta veg è la dieta “naturale” degli esseri umani. Almeno non su base comparativa con quella di altre specie animali. Anche per quanto riguarda l’alimentazione delle specie di scimmie portate come esempio di quello che dovrebbe essere il naturale comportamento umano (magari dimenticando che appunto, siamo umani) viene fatto notare che la riduzione entro categorie come “dieta frugivora” è arbritraria e semplicistica. Semplicemente in natura le scimmie (come molti altri animali) non adottano un rigido modello di alimentazione. Questa è una ricostruzione che viene fatta da coloro che vogliono sostenere che una particolare dieta è migliore di quella “onnivora”. Applicare ai primati categorie culturali umane come appunto quella di “dieta vegetariana” è un errore logico dal momento che ci sono studi che mostrano che la dieta delle scimmie è appunto di tipo onnivoro.

Another relevant aspect of dietary classifications: The terms vegan, fruitarian, and vegetarian are all human cultural terms, and are used, at least by most dietary advocates, with narrow definitions. One may hear an advocate claiming that “apes are vegans,” then later the same advocate might criticize others for using the same terminology–i.e., “apes are NOT vegans”; the specific criticism being that a biological term is more appropriate (e.g., folivore, frugivore, faunivore).

I problemi logici del ricorso alle prove fondate sulla comparazione tra l’alimentazione umana e quella dei primati sono diversi, in primo luogo vengono enfatizzate le similitudini tra le specie ma non vengono tenute in considerazione (o peggio, a volte sono volutamente taciute) le differenze che sono altrettanto importanti. In secondo luogo non c’è una “legge” o una “regola scientifica” che stabilisce che una volta individuati degli elementi comuni tramite uno studio comparativo tra specie differenti allora queste due specie devano comportarsi allo stesso modo per seguire quelli che variamente vengono chiamati come “i loro istinti” oppure “la loro vera natura”. Ma soprattutto le “prove comparative” eliminano volutamente le differenze che ci rendono essere umani (ad esempio la capacità di creare e usare utensili, un linguaggio complesso e più sviluppato e non ultima una maggiore intelligenze). Caratteristiche il cui sviluppo presuppone che ad un certo punto della storia dell’Uomo ci sia stato un cambiamento rispetto alla “dieta vegetariana” dei nostri progenitori non-umani. Insomma ricorrere ad argomentazioni del genere dimostra un’incapacità di cogliere la complessità del reale ed al tempo stesso nega a ciascuna specie presa in esame la sua specificità togliendole in qualche modo dal flusso della storia e dell’evoluzione per cristallizzarle in un’immagine artificiale (= non naturale) e culturalmente determinata dal nostro pregiudizio antropocentrico. Anche per quanto riguarda la comparazione con le caratteristiche dei carnivori per mostrare che l’uomo non lo è o non può seguire un’alimentazione onnivora ci si “dimentica” spesso la capacità di adattamento della specie umana, il ricorso a pratiche (la cottura) allo scopo di ovviare alle differenze anatomiche o fisiologiche. Se si accetta che l’utilizzo di strumenti e l’invenzione di tecniche sia parte del “naturale” comportamento umano allora non si può rigettare “con prove scientifiche” di questo tipo una dieta onnivora solo perché gli umani non hanno i canini o la dentatura adatta. Ciò che l’Uomo non ha l’Uomo ha trovato il modo di imitare e costruire a suo modo. In “natura” un essere umano moderno (indipendentemente dal fatto che segua una dieta vegetariana o meno) non sarebbe in grado di sopravvivere senza le protesi tecnologiche delle quali si è dotato nel corso della sua storia evolutiva, e la dieta ne è una conseguenza. Per seguire un’alimentazione veg non è necessario aver bisogno di queste pseudo-prove scientifiche. Queste sono necessarie solo quando si vuole diventare quella specie di vegetariano molto fastidiosa: quello che vuole convincere gli altri della propria superiorità etica e morale. Per concludere quindi non ci sono prove scientifiche che dimostrino che gli umani non siano onnivori, se volete sostenere la causa della dieta vegetariana allora forse sarebbe meglio ricorrere ad argomenti di tipo ecologico, etico o riguardanti la salute e il benessere degli individui e lasciare finalmente perdere la causa comparativista:

Humans are classic examples of omnivores in all relevant anatomical traits. There is no basis in anatomy or physiology for the assumption that humans are pre-adapted to the vegetarian diet. For that reason, the best arguments in support of a meat-free diet remain ecological, ethical, and health concerns.

(via Facebook.com)
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Foto copertina via Wikipedia.org