La macchina del funky

«Noi grillini non vi avremmo fatto costruire la Nuvola»

Ieri i fischi e le contestazioni a Virginia Raggi, oggi le indiscrezioni. Sergio Rizzo sul Corriere della Sera racconta i retroscena del discorso della sindaca all’inaugurazione della Nuvola dell’Eur partendo da un aneddoto con protagonisti Salvatore Romeo, il dipendente del comune di Roma e attivista grillino diventato braccio destro della Raggi (con stipendio contestato e poi tagliato) e il nuovo amministratore delegato dell’Eur spa Enrico Pazzali, che gestisce la stessa opera di Massimiliano Fuksas:

 «Siete fortunati che non siamo arrivati prima. Perché la Nuvola non ve l’avremmo fatta mai costruire». Con queste gentili parole Salvatore Romeo, il segretario particolare di Virginia Raggi, accoglie un mese fa nel suo ufficio il nuovo amministratore delegato dell’Eur spa Enrico Pazzali. Lasciandolo letteralmente di stucco. Poco importa che il Comune non sia nemmeno proprietario della società che ha realizzato il centro congressi progettato da Massimiliano Fuksas, controllata dallo Stato al 90 per cento. Il biglietto da visita della giunta a 5 Stelle è inequivocabile. E la spiegazione per quanto accaduto sabato all’inaugurazione della Nuvola, con le accuse della sindaca di Roma in diretta tivù e i fischi della platea, è tutta qui. Inutile affannarsi in dietrologie. Il messaggio è inequivocabile. Il nuovo centro congressi è considerato da chi oggi governa Roma il simbolo di un sistema che si regge su sprechi e malaffare.

La contestazione alla Raggi era partita sabato proprio da un ex responsabile Eur SPA, Pierluigi Borghini, che, passando ostentatamente sotto la pedana, ha urlato «ma falla finita». Poi, continuando la Raggi a ricordare il problematico cammino della Nuvola, si è alzata una aperta contestazione di tutta la platea, che ha fischiato, urlato «basta» interrompendo il discorso della sindaca. Sembrava che la festa finisse proprio male. Ma Raggi, dopo un momento di sbandamento, si è ripresa ed è andata avanti con una facile esca per i presenti: «Quando i soldi sono pubblici bisogna stare attenti». Poi ha lanciato un appello a Renzi (nella fila d’onore): «Chiediamo aiuto al governo per rilanciare la città. Chiediamo un patto per Roma».

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I costi della Nuova di Fucksas (Il Messaggero, 30 ottobre 2016)

Pierluigi Borghi, poi presidente di Eur SPA, è stato candidato a sindaco di Roma nel 1997 per il centrodestra, perdendo contro Rutelli. Oggi è responsabile delle politiche industriali di NCD. Da qui insomma sarebbe nato il clima che ha poi portato alla contestazione in diretta tv a Virginia Raggi. E alla fine Rizzo chiosa:

Se queste sono le premesse, che cosa ci si deve attendere quando il Campidoglio a trazione grillina si dovrà misurare con dossier giganteschi, alcuni dei quali già ammuffiti? Che ne sarà della Metro C, opera essenziale per la città eppure evidentemente sbagliata nella progettazione e nelle scelte realizzative, con la conseguenza che la spesa di 3,7 miliardi sostenuta finora risulta inutile? E della folle città dello Sport di Tor Vergata, insensata cattedrale nel deserto per il cui completamento sarebbero necessari ancora 400 milioni? O della vecchia Fiera che cade a pezzi, rappresentando una voragine finanziaria senza fondo? Oppure del previsto stadio della Roma e dell’immenso piano immobiliare che dovrebbe accompagnare l’operazione? Per non parlare dei tanti possibili progetti di riuso (quelli sì, davvero fondamentali) del patrimonio pubblico in stato di abbandono. Per ognuno di questi dossier servirebbero risposte urgenti, anziché la sospettosa indifferenza che trapela da certe dichiarazioni. Governare significa questo.

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