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Gregorio De Falco spiega a Salvini e al M5S che i naufraghi vanno salvati

Il senatore M5S: «Il naufrago ha diritto di essere salvato, senza che sia compiuta alcuna valutazione, non conta la provenienza, la etnia. Il naufragio è una situazione di fatto da cui discendono obblighi verso chiunque civile o militare, italiano o straniero, che sia in grado di portare soccorso»

Gregorio De Falco, senatore del MoVimento 5 Stelle, rilascia oggi un’intervista al Corriere della Sera nella quale, dall’alto della sua competenza, spiega a ministri e propagandisti di governo come funziona in mare e perché l’esecutivo sta sbagliando:

«Il naufrago ha diritto di essere salvato, senza che sia compiuta alcuna valutazione, non conta la provenienza, la etnia. Il naufragio è una situazione di fatto da cui discendono obblighi verso chiunque civile o militare, italiano o straniero, che sia in grado di portare soccorso».

Lei è d’accordo quando dicono che serve umanità?
«Guardi, il mio è un discorso tecnico. La persona salvata in mare quando scende dalla nave è un naufrago, solo dopo inizia l’immigrazione».

Le distinzioni tra navi?
«Non le faccio perché non le fa nessun regolamento».

Concorda su un ricollocamento come per Aquarius?
«Certo. Le frontiere sono europee e ci deve essere un necessario senso di solidarietà e responsabilità tra i Paesi Ue, anche se in questo momento si tratta di una situazione, quella dei naufraghi, che non ha una dimensione biblica».

È un caso strumentale?
«Sto dicendo che rispetto a qualche anno fa i numeri non sono esagerati».

Qualche giorno fa lo stesso De Falco aveva rilasciato un’intervista al Fatto in cui spiegava più o meno le stesse cose. Il capitano non sembra entusiasta della linea di M5S e Lega sul Mediterraneo. Servirà la sua opposizione di competenza o farà la fine di Fico?

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