Economia

Grandi Opere: una fetta a me, un pezzo a te. Ecco i lavori pubblici all'italiana

Archiviate le dimissioni di Lupi, il lato più interessante dell’operazione Sistema che rischia di essere travolto dal suo lato politico. E sarebbe un peccato, visto che svela molto del modo di lavorare in Italia, specialmente in taluni ambiti. I 4 arrestati sono Ercole Incalza (ex capo della struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture), gli imprenditori Stefano Perotti e Francesco Cavallo, e il collaboratore di Incalza, Sandro Pacella. Le carte svelano la rete di interessi che si muoveva per pilotare gli appalti e orientare le scelte sulle nomine tramite«un articolato sistema corruttivo», in particolare imponendo alle ditte Perotti come direttore dei lavori in cambio dei lavori sulle grandi opere. I pm indagano su«un valore di 25 miliardi di euro di appalti». Per l’accusa gli importi degli appalti importanti di alcune tratte dell’Alta velocità e di altre opere erano gonfiati fino al 40% del valore previsto.

grandi opere grandi truffe 1
Ordinanza del GIP Operazione Sistema, pagg. 9 e seguenti

GRANDI OPERE, GRANDI TRUFFE
E così nell’ordinanza del GIP è possibile ritrovare tante piccole grandi storie che ci aiutano a comprendere come ha funzionato la struttura che aveva come capo Ercole Incalza ai lavori pubblici e quale fosse la ratio del suo lavoro. Fa ribollire il sangue leggere che la direzione lavori per la realizzazione della tratta di alta velocità della ferrovia Firenze-Bologna «ha ricevuto 70 milioni di euro senza aver svolto alcuna prestazione», così come colpiscono le frasi sul patronage e sulla fee del 4%. Giulio Burchi, presidente di Italferr dal 2004 al 2007, ha parlato per 11 ore ieri con i magistrati per raccontare il Sistema:

Giulio Burchi,l’ex presidente di Italferr indagato nell’inchiesta di Firenze,collabora con i magistrati.Ammette l’esistenza del «sistema» guidato da Ercole Incalza,spiega che «in alcuni casi non c’era neanche bisogno di parlare, tutti sapevano come funzionava il ministero delle Infrastrutture, quali erano le persone che decidevano nomine e appalti». Circostanze che lui stesso aveva più volte lamentato tanto da annunciare «un dossier che porterò alla Serracchiani». [… ]
Sulle dichiarazioni di Burchi sono stati già avviati nuovi controlli affidati ai carabinieri del Ros. E riguardano anche le nomine e i favori che lui stesso avrebbe agevolato, anche per conto dei suoi amici come l’ex tesoriere dei Democratici di sinistra,il pd Ugo Sposetti. Gli inquirenti vogliono pure ricostruire il percorso dei soldi, scoprire dove sia finita quella contropartita dell’1 per cento ottenuta dalle aziende alle quali venivano assegnati i lavori delle grandi opere e che dovevano— questa secondo l’accusala regola principale imposta da Incalza — nominare il suo amico e socio Perotti direttore dei lavori.
Una cifra che, questa è l’ipotesi,si aggira sui 250 milioni dieuro. Per farlo hanno dispostoverifiche in Svizzera, lì dove lafamiglia Perotti aveva contiaperti e dove vive il padre diStefano Perotti. Nel corso delleperquisizioni effettuate lunedì scorso sarebbero state trovate alcune buste con decine di migliaia di euro in contanti. Traccia minima di un «tesoro» chesi stima essere ben più consistente. (Corriere della Sera, 20 marzo 2015)

Una ricostruzione confermata dalle carte del GIP.

grandi opere grandi truffe 2
Ordinanza del GIP Operazione Sistema, pagg. 9 e seguenti

LO SPRECO DI DENARO PUBBLICO
E che a questo punto non può che fare il paio con lo spreco di denaro pubblico in quella che sembra una pratica condivisa. “Quanti Incalza ci sono in Italia? Io credo ce ne siano tanti, sui quali bisogna intervenire a prescindere dal fatto che siano onesti o disonesti. Perché il rischio veroè che si creino meccanismi di incrostazione pericolosissimi”, ha detto Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, in un’intervista a Servizio Pubblico, andata in onda ieri su La7. “Non credo si possa pensare di cambiare l’Italia in sei mesi, in un anno e nemmeno in 5 anni”, aggiunge nell’intervista a Sandro Ruotolo. “Parliamoci chiaro: la corruzionein questo Paese ha caratteri endemici. Lei pensa che una malattia endemica si possa cambiare attraverso un’Autorità che opera con poteri amministrativi?. Una legge ben scritta sugli appalti serve alla lotta alla corruzione molto più di 2 milioni di intercettazioni perché, per esempio – continua Cantone – la legge Obiettivo che concedeva il potere al direttore dei lavori di essere nominato dall’impresa è una legge criminogena. Su quello bisogna intervenire”. Ce ne sarà di lavoro, soprattutto sugli stipendifici…
grandi opere grandi truffe 3
Ordinanza del GIP Operazione Sistema, pagg. 9 e seguenti

Abbiamo visto grazie alle intercettazioni in che modo questo tipo di compensi andava poi a riverberarsi su favori ad amici e parenti dei politici. Ma qui ciò che interessa è il ritratto di una realtà nella quale i soldi pubblici sembrano una mangiatoia dalla quale attingere in maniera strutturale e in caso di estrema necessità, al pari di altre inchieste sui lavori pubblici all’italiana. Una fetta a me, una fetta a te.
grandi opere grandi truffe 4
Ordinanza del GIP Operazione Sistema, pagg. 9 e seguenti