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Gramazio, Coratti, Tredicine: tutti i consiglieri arrestati per Mafia Capitale

Mirko Coratti, Luca, Gramazio, Giordano Tredicine, Daniele Ozzimo e Massimo Caprari più Andrea Tassone. La retata di 44 arresti per Mafia Capitale partita stamattina agli ordini di Giuseppe Pignatone riporta anche tanti nomi eccellenti: consiglieri regionali, ex assessori e il presidente del Municipio di Ostia, già chiacchierato da tempo.

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Luca Gramazio, consigliere regionale

 
L’ARRESTO DI LUCA GRAMAZIO
Tra i 44 arresti del Ros nel nuovo filone di Mafia Capitale c’è anche Luca Gramazio. Questi è accusato di partecipazione all’associazione mafiosa capeggiata da Carminati, che avrebbe favorito sfruttando la sua carica politica: prima di capogruppo Pdl al Consiglio di Roma Capitale ed in seguito quale capogruppo Pdl (poi FI) presso il Consiglio Regionale del Lazio. Gramazio, si ricorda, prima nella carica di capogruppo Pdl al Consiglio di Roma Capitale ed in seguito quale capogruppo Pdl (poi FI) al Consiglio regionale del Lazio, sfruttando la propria appartenenza agli organi amministrativi e la conseguente capacita’ di influenza nell’ambiente istituzionale, avrebbe posto in essere condotte strumentali al conseguimento degli scopi del sodalizio. E’ emersa, quindi, la diffusa attivita’ di condizionamento attuato dal sodalizio diretto da Carminati, determinata dalla rete di rapporti e dal ramificato sistema tangentizio intessuti dal gruppo mafioso e coinvolgenti pubblici amministratori e pubblici ufficiali. I provvedimenti di custodia cautelare, firmati dal gip su richiesta della Dda della procura di Roma, hanno riguardato, tra gli altri, Angelo Scozzafava, ex assessore comunale alle politiche sociali, il dirigente della Regione Lazio Daniele Magrini nella veste di responsabile del Dipartimento Politiche Sociali, e poi Mario Cola, dipendente del Dipartimento Patrimonio del Campidoglio, e Franco Figurelli che lavorava presso la segreteria di Coratti. Manette anche per Massimo Caprari, capogruppo di Centro Democratico e arresti domiciliari per il costruttore Daniele Pulcini.
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Giordano Tredicine, consigliere

 
TREDICINE, CORATTI, OZZIMO, CAPRARI E TASSONE
I militari del Ros hanno eseguito il provvedimento giudiziario nei confronti dell’ex presidente del consiglio comunale di Roma, Mirko Coratti; dell’ex assessore alla casa del Campidoglio, Daniele Ozzimo. Nei guai anche i consiglieri dell’aula Giulio Cesare, Massimo Caprari e Giordano Tredicine; e l’ex presidente del X municipio, quello di Ostia, Andrea Tassone. A causa dell’indagine dei pubblici ministeri sono stati arrestati anche diversi dirigenti del Comune e della Regione Lazio. Oltre al fondatore di una cooperativa sociale ed al sindaco di un comune dell’hiterland capitolino.  Massimo Caprari, eletto all’assemblea capitolina nella lista del Pd, e’ una delle persone oggetto dell’ordinanza di custodia cautelare eseguita oggi dai carabinieri del Ros nei confronti di soggetti che si ritengono gravitanti nell’orbita della cosiddetta ‘Mafia Capitale’. Gli accertamenti sono stati seguiti dai pm Luca Tescaroli, Giuseppe Cascini e Paolo Ielo. L’inchiesta nel suo complesso è stata sviluppata dalla Direzione distrettuale antimafia, con l’aggiunto Michiele Prestipino. Oltre ai diversi esponenti politici finiti in carcere sono stati arrestati anche alcuni imprenditori, degli operatori sociali ed alcuni dipendenti pubblici. L’ambito d’indagine – si spiega – e’ sempre quello delle attivita’ sociali, dalle pulizie all’alloggio dei migranti. Secondo i magistrati sarebbero stati garantiti consistenti benefici economici ad un “cartello d’imprese” interessate alla gestione dei centri di accoglienza. Ed in questo modo si sarebbe determinata l’esclusione di imprese concorrenti dall’aggiudicazione dei relativi appalti.
ANDREA TASSONE MAFIA CAPITALE
Andrea Tassone, ex presidente del municipio di Ostia (PD)

IL PROCESSO
Inizierà il 5 novembre prossimo davanti alla decima sezione collegiale il processo per gli imputati – Massimo Carminati e altre 33 persone – della prima tornata dell’inchiesta su ‘Mafia Capitale’. Lunedi’ il giudice per le indagini preliminari, Flavia Costantini, ha accolto favorevolmente la proposta avanzata dai pm del pool antimafia della Procura che avevano chiesto il giudizio immediato per gli arrestati. Il rito consente alla Procura di saltare la fase delle udienze preliminari. Il 2 giugno sarebbero scaduti i termini della custodia cautelare a sei mesi per gli imputati su cui non pende l’aggravante mafiosa. Con la decisione del giudice di andare a giudizio immediato pero’ la norma decade: restano dunque in vigore le misure cautelari. Oltre a Carminati, ritenuto a capo dell’organizzazione, tra i personaggi di spicco a processo anche Salvatore Buzzi, l’uomo delle cooperative; l’ex ad di Ama, Franco Panzironi, e Luca Odevaine. Il procuratore aggiunto Michele Prestipino e i sostituti Giuseppe Cascini, Paolo Ielo, Luca Tescaroli, titolari dell’inchiesta, contestano agli imputati reati che vanno, a seconda delle singole posizioni, dall’associazione per delinquere di tipo mafioso, all’estorsione, all’usura, alla corruzione, alla turbativa d’asta, alle false fatturazioni, al trasferimento fraudolento di valori, al riciclaggio.
 
 

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