Fact checking

Giuliano Pazzaglini e la storia delle donazioni per i terremotati usate per affittare una pista di pattinaggio

Il senatore della Lega ed ex sindaco di Visso non vuole portare le sue vicende giudiziarie sui social, ma ci tiene lo stesso a far sapere che le accuse nei suoi confronti sono infondate e si lamenta se qualcuno utilizza politicamente la sua vicenda. Proprio come ha fatto la Lega nei confronti del sindaco di Bibbiano

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«Emerge anche che, in un anno, il sindaco si è fatto rimborsare oltre 50 mila euro di spese. Pazzaglini non ha mai chiesto di essere interrogato limitandosi a consegnare una memoria difensiva», così la deputata del Partito Democratico Alessia Morani in un post del 4 gennaio in cui condivideva un articolo di neXt Quotidiano. Qualche giorno dopo è arrivata la replica – con video – del senatore della Lega ed ex sindaco di Visso Giugliano Pazzaglini.

Pazzaglini e la pista di pattinaggio con le donazioni per i terremotati

In breve la notizia è che Pazzaglini è al momento sotto indagine per le donazioni per aiutare i terremotati. Soldi che sarebbero stati raccolti per accelerare il lavoro di ricostruzione dopo il terremoto del 2016 ma dei quali secondo la Procura si sarebbe persa traccia che secondo i magistrati sarebbero finiti su conti correnti privati. Pazzaglini è indagato con l’accusa di peculato, abuso d’ufficio e truffa in merito alle somme donate per la ricostruzione post terremoto del 2016. Dal canto suo Pazzaglini si è sempre difeso dalle accuse spiegando che nel periodo del post-sisma le difficoltà operative della macchina comunale non consentivano di agire efficacemente in favore dei terremotati. Pazzaglini avrebbe quindi agito in buona fede nell’interesse della popolazione danneggiata dal sisma perché dopo il terremoto non era rimasto quasi nessuno a lavorare negli uffici comunali e l’unica strada per far arrivare le donazioni direttamente ai terremotati era quella di usare i conti correnti di due società appositamente costituite.

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Di recente la Procura ha disposto il sequestro di 38 mila euro dai conti correnti del senatore della Lega. Prima, scrive Cronache Maceratesi, «la procura aveva sequestrato 10mila euro sul conto del senatore leghista». Ma non è di questo che Pazzaglini parla nel suo video dove ribadisce che non è sua intenzione portare le sue vicende giudiziare sui social ma di voler affrontare la questione nelle sedi appropriate quando e se sarà rinviato a giudizio. Al momento infatti a Pazzaglini è stato notificato l’atto di chiusura delle indagini ma non è stato ancora disposto il rinvio a giudizio.

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Di tutte le accuse a suo carico, Pazzaglini riferisce che «sono sette i capi d’accusa», il senatore della Lega si sofferma però solo su uno quello che riguarda una donazione di 16 mila euro utilizzata per una pista di pattinaggio rispetto alla quale l’accusa è di aver procurato un indebito vantaggio patrimoniale di 742,00€ al «suo amico Giovanni Casoni» gestore della Sybil Srl. Vantaggio che secondo Pazzaglini non ci sarebbe stato perché non c’è stata alcuna compravendita ma un affitto e che quello che per la procura è il “vantaggio patrimoniale” è in realtà il costo per il montaggio della pista. Pazzaglini non chiarisce però se anche lui è socio della Sybil Project (come sostiene il Fatto Quotidiano) né racconta degli altri capi d’accusa. È un suo diritto certamente ma sembra quasi che tutta l’indagine riguardi unicamente le sorti di quei quasi ottocento euro. Rimane anche da chiarire, ma il senatore lo farà sicuramente nelle sedi opportune, come mai quei 16mila euro in donazioni per i terremotati siano stati utilizzati per l’affitto di una pista di pattinaggio. Ma non c’è motivo di dubitare sulla buonafede dell’operato dell’ex sindaco, che al momento non è nemmeno imputato. Una riflessione politica però va fatta, visto che in altri frangenti la Lega non si è fatta certo scrupolo ad utilizzare come una clava i guai giudiziari degli avversari. Ad esempio l’accusa per abuso d’ufficio nei confronti del sindaco di Bibbiano Carletti. Anche lui non è stato ancora rinviato a giudizio ma nel frattempo la Lega ha inventato il “sistema Bibbiano”. Due pesi e due misure?

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