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Il gioco furbo del M5S sul conto del Comune di Roma per Amatrice

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La sindaca di Roma Virginia Raggi ha deciso di aiutare le popolazioni terremotate, un’iniziativa meritoria che è consistita in un primo momento nella raccolta di generi alimentari di prima necessità e successivamente nell’avvio di una raccolta fondi su un conto corrente aperto dal Comune di Roma nell’ambito dell’iniziativa RomaAmaAmatrice. Tutti i cittadini italiani, i romani in particolare, potranno versare una donazione per sostenere quelle persone che nel terremoto hanno perso tutto.
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Il gioco furbo del M5S sul conto del Comune di Roma per Amatrice

Donare è semplice, basta fare un bonifico sul conto intestato a Roma Capitale con causale ROMA ADOTTA AMATRICE sul conto  IT 94 F 02008 05117 000104430239. In pochi giorni sono già stati superati i 100 mila euro di donazioni, soldi che – ha spiegato la sindaca – “verranno destinati a progetti che valuteremo insieme ai sindaci dei paesi colpiti dal terremoto e che saranno scelti con il contributo on-line di tutti i cittadini“. Benissimo, anche se non è molto chiaro il ruolo di “tutti i cittadini” se i progetti verranno valutati insieme ai sindaci delle aree terremotate (né quali siano questi cittadini: quelli delle zone colpite o tutti i cittadini italiani?). Il conto è del Comune di Roma, i soldi invece sono di tutti quelli che li doneranno, senza distinzione di appartenenza politica. Succede però che da qualche giorno alcuni portavoce a Cinque Stelle stiano invitando a donare sul conto intestato a Roma Capitale poiché considerato “a Cinque Stelle” e quindi considerati “sicuri”. Una certificazione data basandosi sul fatto che la giunta romana è a Cinque Stelle. Ad esempio Alice Salvatore, consigliera regionale ligure, che domenica invitava a recarsi nei musei delle città amministrate dai 5 Stelle spiegando che “lì siamo sicuri che la donazione andrà a segno”.
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Peccato che la decisione di devolvere il ricavato dei musei statali (non dei musei civici) alle popolazioni terremotate sia stata presa dal Ministro Dario Franceschini. Certo, a museums4italy hanno aderito anche alcuni musei civici e privati ma dire che il ricavato dei biglietti strappati nei musei statali nelle città governate dal Movimento andrà a segno (lasciando intendere che altrove non sarà così) è una mossa di propaganda politica sulla pelle dei terremotati. I Comuni infatti non entrano nel merito della gestione economica del musei statali, che dipendono dal Ministero (quello retto da Franceschini). In un altro post la Salvatore invece ribadiva che l’IBAN del Comune di Roma era un “IBAN sicuro, un IBAN a 5 Stelle”.
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È evidente l’intento, al di là della raccolta delle donazioni, di alcuni esponenti del Cinque Stelle di far passare il concetto che loro sono gli onesti, gli unici di cui ci si possa fidare, e quindi qualsiasi cosa viene anche per un attimo sfiorata dal Movimento diventa Onestà- onestà – onestà. Eppure c’è anche un aspetto non secondario che sta emergendo, in special modo dopo alcuni post dei big del Movimento. Alessandro Di Battista ieri ha annunciato di aver versato sul conto corrente del Comune di Roma quasi cinquemila euro raccolti dagli attivisti di Nardò e Soverato.
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Anche Luigi Di Maio ieri invitava a sua volta tutti i cittadini a donare sul conto del Comune di Roma. Mettiamolo subito in chiaro: è una cosa importante che Di Maio e Di Battista, che molti italiani associano al concetto di “onestà e trasparenza”, utilizzino la loro immagine pubblica per poter convincere quante più persone possibile a fare beneficenza a favore dei terremotati. Quei soldi sono importanti tanto quanto quelli raccolti con gli SMS le donazioni alla CRI o quelle sui conti correnti di altre associazioni e ONG che operano sul territorio.
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Certo, se parallelamente a questa meritoria opera di convincimento degli indecisi e dei dubbiosi il M5S non si fosse imbarcato in quella di screditare quelli che non hanno la “certificazione dell’IBAN a 5 Stelle” forse sarebbe stato meglio. E la domanda, maliziosa, sorge spontanea, non è che succederà che i soldi donati dai cittadini (romani, italiani, non necessariamente elettori del 5 Stelle) sul conto di Roma Capitale verranno poi presentati come “la donazione del M5S” alle popolazioni terremotate? Dove verrà presa la decisione “online” annunciata dalla Raggi? Su qualche sito del Movimento? Ma il M5S non è titolare di quel conto. La Raggi, in quanto sindaca di Roma ha tutta l’autorità necessaria per poter disporre di quel denaro come meglio riterrà opportuno, ma quel denaro è raccolto dal Comune di Roma, ovvero da tutti i romani. Attenzione, perché la storia potrebbe finire così, e ci sarebbe da ridere. In in passato i Cinque Stelle sono riusciti a donare denaro in situazioni analoghe senza fare trucchetti, una caduta di stile del genere sarebbe davvero controproducente.