Opinioni

Da Rousseau a Giarrussò

Il ViceMinistro dell’Università ha scelto tal Dino Giarrusso ex-iena televisiva, riciclatosi in politica e ivi trombato, per una funzione delicata: assicurare trasparenza e meritocrazia nei concorsi universitari. La motivazione, come riportato (senza apparente ilarità) sui giornali, è la seguente: “Dino è laureato in Scienze della Comunicazione e ha insegnato per vari anni all’Università di Catania, prima di diventare noto in tutto il Paese come giornalista investigativo (sic!) per lo show televisivo Le Iene. Oltre che svolgere il ruolo di manager della comunicazione e mantenere i rapporti istituzionali tra il mio ufficio, il Parlamento e gli altri ministeri, Dino dirigerà il nostro osservatorio sui concorsi nell’università e negli enti di ricerca”.

dino giarrusso miur curriculum fioramonti - 3

Non è dato conoscere se il metodo di valutazioni comparative prossime e venture dell’università si baserà su interviste doppie col vincitore deciso dai like dei troll fake (che vista la pratica dei concorsi truccati forse darebbe risultati migliori). Pertanto un paio di domande sorgono spontanee.

1) La prima riguarda il curriculum. Quali sono le esperienze dell’ex-iena nella valutazione della correttezza dei concorsi nell’università e negli enti di ricerca? Sarebbe opportuno che le competenze (se esistono) fossero messe adeguatamente in luce, altrimenti la nomina evoca la Boschi paracadutata a Bolzano perché amava fare le vacanze in Tirolo. Insomma non basta che Giarrusso sia laureato in Scienze della Comunicazione e insegnante all’Università di Catania per essere paracadutato in un posto delicatissimo di altissima responsabilità (evitare la pastetta nei concorsi universitari). Dal curriculum estratto da Wikipedia non risulta alcuna esperienze di docenza e non risulta nessun dottorato o titolo superiore, condizione sine qua non per aspirare ad una carriera universitaria. Vogliamo augurarci che su Wikipedia manchino informazioni cruciali, altrimenti non si vede la discontinuità rispetto ai governi precedenti in cui predominava la nomina di fedeli incompetenti (a partire dal Ministro della Pubblica Istruzione). Insomma per farla breve uno che deve occuparsi di trasparenza, tale trasparenza deve applicarla innanzitutto a se stesso.

2) La seconda domanda è ancora più imbarazzante. La iena Dino Giarrusso è stato il paladino del pensiero (per usare un eufemismo) alternativo. Ha fatto reportage (si fa per dire) sui vaccini, sul metodo Stamina e sul veleno di scorpione cubano dalle proprietà antitumorali. Orwell in 1984 sosteneva che la libertà si basava sul poter affermare, senza essere smentiti, che 2+2 fa 4. In “Memorie del Sottosuolo” Dostoevskij sosteneva che l’uomo non deve rassegnarsi al fatto che 2 per 2 faccia 4, ma andare contro le leggi di natura e contrapporre il 2 x 2 = 5, che è il trionfo della volontà individuale contro la banalità e la fissità della legge matematica.

Allora, se l’autore de “l’Idiota” è il faro scelto per illuminare l’azione di governo, si abbia almeno il coraggio di andare fino in fondo senza tentennamenti. Si nomini Vannoni Ministro della Salute, si nomini un urinoterapeuta all’Agenzia del Farmaco (la Presidenza è giustappunto vacante), si nomini Renzo Bossi alla supervisione bancaria. Senza dimenticare Vanna Marchi alla protezione del consumatore.

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