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Gianluca Bardelli, l’influencer grillino ai domiciliari per traffico di influenze

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Nell’ambito dell’inchiesta che ha portato oggi all’arresto di Marcello De Vito con l’accusa di corruzione e traffico di influenze è coinvolto anche Gianluca Bardelli, giornalista, influencer e social media popularizer come si definisce su Twitter. Bardelli – che è agli arresti domiciliari – è uno storico attivista del M5S ed è accusato di traffico di influenze illecite assieme De Vito, all’avvocato Camillo Mezzacapo e all’architetto del gruppo Statuto Fortunato Pittitto.

Chi è Gianluca Bardelli

Nell’ordinanza emessa dal GIP si legge che Bardelli, De Vito e Mezzacapo in concorso tra loro«sfruttando le relazioni esistenti con soggetti chiamati ad intervenire nell’iter amministrativo per il rilascio del permesso di costruire con cambio di destinazione d’uso ed ampliamento di un edificio sito in Viale Trastevere Piazza Ippolito Nievo nell’area dell ex Stazione Trastevere di interesse della Ippolito Nievo S r l società del gruppo Statuto». Bardelli e De Vito, il primo sfruttando la conoscenza “con un pubblico ufficiale imprecisato” che non è stato ancora identificato, il secondo tramite la conoscenza personale con l’assessore all’Urbanistica Montuori (non indagato) si sono fatti promettere da Pittitto il pagamento di 20mila euro e di ulteriori 160mila euro in caso di conseguimento del risultato. Il denaro era da corrispondere «quale corrispettivo di incarico professionale conferito allo studio legale di Camillo Mezzacapo».

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Il compito di Bardelli, di recente incaricato dal Gruppo Uffici stampa nazionale di seguire i rapporti con i movimenti politici rappresentati al Parlamento italiano, era quello di contribuire con le sue conoscenze a superare certi ostacoli burocratici per l’ottenimento delle autorizzazioni per la costruzione di una struttura alberghiera da realizzarsi al posto del fabbricato che ospitava l’ex stazione ferroviaria Trastevere. In particolare Bardelli avrebbe organizzato all’inizio di febbraio scorso presso una concessionaria automobilistica un incontro clandestino tra Mezzacapo e De Vito con la scusa di prelevare un’auto (una Range Rover) che era appena arrivata. Ad un certo punto della vicenda – dopo l’esplosione dell’inchiesta sullo Stadio della Roma – Mezzacapo e De Vito si erano fatti molto più attenti.

Il ruolo di Bardelli nell’inchiesta Congiunzione Astrale

Nelle conversazioni tra De Vito e Mezzacapo Bardelli viene definito “l’amico Fritz”, ed ha il compito di aiutare i due a risolvere quella che gli inquirenti definiscono “vicenda Statuto” per coadiuvare il presidente dell’Assemblea Capitolina “nell’attività di interferenza”. Ed anche a Bardelli Mezzacapo riserva quello che sembra essere una sorta di discorso motivazionale: quello sulla congiunzione astrale che ha portato il M5S contemporaneamente (anche se solo per due anni ancora) al governo di Roma e del Paese.

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Secondo il giudice a dare per così dire mandato a Bardelli di attivarsi per trovare una soluzione alla questione del progetto di ristrutturazione della ex Stazione di Trastevere presentato dal gruppo Statuto. Non è però chiaro in base a quali canali Bardelli abbia potuto esercitare le proprie influenze perché nelle intercettazioni non viene mai menzionato il nome del pubblico ufficiale e ignoto contatto politico sul quale Bardelli doveva agire. Lo schema poi “è il solito” già visto per gli affari di De Vito con il costruttore Luca Parnasi ovvero il conferimento di un incarico professionale all’avvocato Mezzacapo (considerato l’intermediario di De Vito) per giustificare gli eventuali e futuri passaggi di denaro. Mandato che era in scadenza e costituiva motivo di preoccupazione e rendeva necessario un intervento al più presto. Dall’ordinanza non emerge con precisione il ruolo attivo di Bardelli ma gli inquirenti sono convinti che – su sollecitazione di De Vito – l’influecer grillino abbia avuto modo di agevolare, in maniera parallela, lo schema corruttivo posto in essere dal presidente del Consiglio Comunale.

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