Cultura e scienze

Il Ferragosto in yacht di Beppe Grillo

Beppe Grillo ospite a Porto Cervo dell’Aldebaran, lo yacht da 42 metri dell’imprenditore Enrico De Marco, re della simil-pelle, fa chiacchierare un po’ sotto gli ombrelloni. Pur avendo fondato un movimento “francescano”, infatti, Beppe non disdegna mete di vacanza ambite dai più ricchi e comparsate sulle barche dove si ormeggia l’Alta Società, come da sua personalissima tradizione. Che un po’ stonano con l’immagine di Di Battista in motocicletta (10 accapì, è tua se dici sì) per la difesa della Costituzione. Racconta Andrea Carugati su Repubblica:

Il leader del M5S è stato la vera guest star, coccolatissimo dai blasonati ospiti, tra i quali spiccavano il sindaco renziano di Bergamo Giorgio Gori, l’ad di Mondadori (e amico di Berlusconi) Ernesto Mauri, il finanziere svizzero Sergio Mantegazza (anche lui in rada con lo yacht Lady Marina da 64 metri), il fondatore di Play Watch e amico dell’attrice americana Lindsay Lohan Marco Mavilla e il patron di Confapri Arturo Artom. Champagne, antipastini di pesce e gran risotto di scampi il menù per la settantina di invitati. Grillo è apparso molto a suo agio, scortato dalla moglie Parvin che si è intrattenuta a lungo con Cristina Parodi.
Gori invece ha chiacchierato proprio con lui: di esperienze amministrative, in primo luogo. «Grillo era molto soddisfatto delle prime mosse delle sindache Raggi e Appendino», racconta l’ex patron di Magnolia. E i passi falsi del movimento sui maxi-stipendi? «Ha detto che nella Capitale qualcosa sta già cambiando sui rifiuti», spiega Artom, alle spalle una luna frequentazione con Gianroberto Casaleggio, considerato un pontiere tra il M5S e il mondo delle imprese. «Abbiamo parlato molto di Gianroberto, di quanto gli sarebbe piaciuto vedere i successi a Roma e Torino…».

Repubblica, già che c’è, rimembra le precedenti vacanzone estive del comico che negli anni scorsi chiese anche di rimandare un incontro al Quirinale causa ferie:
beppe grillo yacht giorgio gori
Ma la parte più interessante in commedia la recita il renzianissimo Giorgio Gori, che nell’articolo di Dagospia veniva dipinto a colloquio con il Beppe della decadenza del premier, e che quindi al Corriere della Sera ha tutto l’interesse a smentire:

«Perché vi interessano queste bischerate? Con Beppe ci conosciamo dall’anteguerra — spiega Gori, confermando l’incontro — anche se questa volta ci siamo visti per caso, perché abbiamo un amico in comune. Abbiamo chiacchierato cinque minuti. Lui mi ha chiesto di Bergamo, io di Parma e dei nuovi sindaci di Roma e Torino. Lui mi ha detto che vanno alla grande e che non hanno alcun problema». Le indiscrezioni riportano anche un dialogo su Renzi e sul referendum, ma Gori smentisce: «Nessun accenno a questi argomenti».
Con il sindaco di Bergamo c’era la moglie Cristina Parodi che secondo Dagospia avrebbe chiesto alla moglie di Grillo, Parvin Tadjk, ricette iraniane da passare alla sorella Benedetta, per le sue rubriche di cucina. Nulla di tutto questo, tiene a precisare Gori: «Mia moglie ha salutato la sua ma non ha chiesto alcuna ricetta».

Una vitaccia, insomma. Intanto Alberto Dandolo di Dagospia si arrabbia con Repubblica per una mancata citazione:
beppe grillo yacht 1

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