Opinioni

Lo spot elettorale di Fabrizio La Gaipa: «Il M5S? Una scelta di cuore»

“Ho scelto di candidarmi con il M5S ed è una scelta che faccio veramente con il cuore. Il M5S incarnava le cose che già pensavo e così è stato naturale inserirmi in questo mondo meraviglioso”. Iniziava con queste parole lo spot elettorale che Fabrizio La Gaipa, 42 anni, il candidato del M5S di Agrigento arrestato all’alba di oggi per estorsione, aveva fatto a ottobre per le elezioni regionali, dove si è piazzato, nella provincia di Agrigento, primo dei non eletti con oltre quattromila voti, subito dopo Matteo Mangiacavallo e Giovanni Di Caro. “Sono desideroso di dare il mio contributo – aveva poi aggiunto La Gaipa, che è agli arresti domiciliari – Vorrei far parte di coloro che andranno a spendersi per le regionali per creare una Sicilia migliore. Vi chiedo la fiducia per rappresentarvi al Parlamento regionale”. E concludeva: “Comunque vadano le cose, viva il M5S”.

L’indagine che ha portato all’alba di oggi all’arresto del candidato M5S di Agrigento, l’imprenditore La Gaipa, “ha per oggetto una duplice estorsione perpetrata dagli indagati (i due fratelli la Gaipa ndr) ai danni di due dipendenti costretti, dietro la minaccia del licenziamento, ad accettare un salario inferiore a quello risultante in busta paga”. E’ quanto dice il Procuratore capo Luigi Patronaggio, che coordina l’inchiesta con il pm Carlo Cinque. “I dipendenti, parti offese del reato – dice – hanno offerto riscontri documentali ed audio alle loro dichiarazioni accusatorie nei confronti degli indagati“. “Il fenomeno delle ‘false buste paga’ – aggiunge Patronaggio – è particolarmente diffuso nell’agrigentino e oggetto di particolare attenzione investigativa da parte dell’Ispettorato del Lavoro oltre che delle forze di polizia”.

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