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Il caso di Fabrizio La Gaipa spiega perché il M5S non può garantire candidati «puliti»

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Il caso di Fabrizio La Gaipa spiega più di mille libri e articoli cosa è oggi il MoVimento 5 Stelle. I vertici grillini hanno voluto chiudere la vicenda del candidato M5S di Agrigento sospeso dopo essere stato arrestato per estorsione con un post su Facebook nel quale si sono lasciati scappare una dichiarazione ben precisa, parlando di una segnalazione ricevuta sul suo conto prima delle elezioni che però non ha trovato riscontro nel certificato 335 che segnala le iscrizioni nel registro degli indagati di chi lo richiede.

Fabrizio La Gaipa e il problema di fondo del M5S

Ma quel certificato, e i grillini non possono non saperlo visto che accadde la stessa cosa con Paola Muraro a Roma, non riporta tutti i fascicoli ancora in fase di indagine preliminare perché ad esempio il pubblico ministero, in caso di richiesta d’arresto – come è successo a La Gaipa – può tenerli secretati (ed è evidente il perché: qualcuno che sa di una richiesta d’arresto pendente davanti al GIP nei suoi confronti può darsi alla fuga). Quindi ecco spiegato come è andata nel caso di La Gaipa e perché nessuno poteva prevedere cosa sarebbe accaduto, giusto? Sbagliato.
movimento 5 stelle sicilia
Perché da ieri sui giornali online siciliani si racconta un’altra storia, completamente diversa, oggi confermata dall’edizione palermitana di Repubblica. A denunciare Fabrizio e Salvatore La Gaipa sono stati infatti due suoi dipendenti, G. M. e Ivan Italia, che è un attivista grillino di Agrigento.
 

Perché il M5S non sa garantire candidati “puliti”

Italia, racconta oggi Repubblica Palermo, dice di non aver fatto alcuna segnalazione allo staff del MoVimento ma al suo posto si è mosso l’amico Emanuele Dalli Cardillo, avvocato e candidato sindaco per il M5S ad Agrigento nel 2015: «Sì, a luglio ho inviato un’email ai probiviri in cui denunciavo l’inopportunità della candidatura di La Gaipa. Riportando anche le voci sui problemi giudiziari dell’imprenditore. Ma le segnalazioni, sul conto di La Gaipa, sono state decine».
fabrizio la gaipa arrestato

E c’è il mistero di un’email, che oggi gli attivisti agrigentini fanno circolare su WhatsApp, che sarebbe stata inviata durante la campagna elettorale al blog di Grillo e avrebbe avuto in allegato proprio i file audio di Italia. Di certo, nel testo di questa email ci sono riferimenti puntuali — con tanto di timecode — al contenuto delle intercettazioni, proprio come vengono riportati negli atti giudiziari. Difficile, se non impossibile, che si tratti di un fake costruito nelle ultime ore sulla base di informazioni riservatissime. Più probabile che si tratti di un documento vero.

Cosa è successo nel caso La Gaipa?

Insomma, anche se il 335 era pulito i grillini avevano buone possibilità di andare in fondo alla questione se soltanto avessero voluto. Anche perché nelle segnalazioni si sosteneva anche che La Gaipa non fosse un attivista “storico” di Agrigento ma fosse spuntato di colpo nella lista sorpassando chi andava avanti da anni con l’attivismo in zona. E allora cosa è accaduto di preciso? È accaduto che il M5S ha tentato di troncare, sopire la vicenda perché l’allontanamento di un candidato in piena campagna elettorale – i file con le registrazioni in cui Italia e La Gaipa parlano dello stipendio sono stati consegnati in procura il 13 ottobre – avrebbe suscitato sconcerto e polemiche. Hanno deciso di non approfondire le segnalazioni – magari ascoltando Italia o gli altri attivisti – per ragioni “politiche”.

La stessa cosa sta succedendo oggi, ma per ragioni diverse, ad Anguillara dove c’è una sindaca eletta della quale si è scoperto successivamente che era stata condannata per calunnia, ma la condanna non era menzionata nel suo certificato penale ed era stata anche condonata. Sabrina Anselmo, a rigor di logica, avrebbe dovuto essere sospesa dal M5S ma a quattro mesi di distanza dalla scoperta del caso non è successo nulla, anche perché il M5S locale ha detto che ha intenzione di andare avanti nella consiliatura anche senza simbolo. Questo caso, come quello di La Gaipa, può ripetersi infinite volte anche alle prossime elezioni politiche. Ecco perché chi grida agli “impresentabili” altrui (spesso chiamando in causa addirittura parenti di gente condannata) non può a sua volta e in nessun modo garantire candidati puliti.