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Fabio Gaiatto: l’arresto del manager di Venice Forex Investment Group

fabio gaiatto venice investment group

Fabio Gaiatto, 48enne promotore finanziario di Portogruaro, è stato arrestato ieri per l’accusa di truffa sollevata dalla procura di Pordenone. La storia di Gaiatto è quella della Venice Forex Investment Group, con la quale ha convinto 3mila clienti a investire 15mila euro in media (e un imprenditore gli ha dato 8 milioni) per investire in Forex.

Fabio Gaiatto: l’arresto del manager di Venice Forex Investment Group

L’ordinanza della procura di Pordenone ha mandato agli arresti domiciliari la moglie di Gaiatto, Najima Romani, Massimiliano Vignaduzzo di Latisana (Ud), Claudia Trevisan di Fossalta di Portogruaro (Ve) e Giulio Benvenuti di Vicenza (un’altra persona risulta irreperibile) che avrebbero attirato nella rete i clienti. Altre undici persone hanno l’obbligo di dimora, mentre sono stati sequestrati ai fini della confisca beni e disponibilità degli indagati fino a 47 milioni di euro. Il procuratore Raffaele Tito e il sostituto Monica Carraturo hanno ipotizzato le accuse di associazione a delinquere, truffa aggravata, abusivismo finanziario e autoriciclaggio. “Gaiatto & Co” avrebbero raccolto abusivamente 72 milioni di euro, promettendo investimenti ad altissimo reddito. L’indagine è andata avanti, dopo le prime notizie sulla vicenda che risalgono al giugno scorso: 279 tra i clienti di Gaiatto hanno deciso di sporgere querela o denunciare, dando così l’avvio all’inchiesta della procura.

fabio gaiatto venice forex investment group 1

Il meccanismo utilizzato consisteva nell’offerta di investimenti nel mercato “Forex” ad altissimo e immediato rendimento. Nel marzo scorso Venice Investment Group aveva pubblicato una lunga nota su Facebook in cui prendeva le difese di Gaiatto e minacciava querele per tutelare l’immagine dell’azienda. I capitali raccolti, che si stimano in 72 milioni di euro, sono stati poi in parte utilizzati per pagare gli interessi e rimborsare i primi, vecchi investitori (in parte sono stati invece dirottati sui conti correnti italiani e stranieri degli indagati) per rassicurare così loro e i nuovi secondo il classico Schema Ponzi.

Il sito internet Venice Investment Group

Il Gazzettino racconta oggi che era stato anche creato un sito internet, riservato ai clienti e accessibile con credenziali personali, nel quale venivano caricati manualmente dati completamente falsi sulle percentuali di resa del capitale. E per non cadere nel mirino delle autorità di vigilanza finanziaria, il sodalizio ha utilizzato una serie di società estere con sede in Slovenia,Croazia e Gran Bretagna. I soldi provento della truffa sono stati poi riciclati attraverso l’acquisto di numerosi immobili in Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna.

La CONSOB aveva aperto un’indagine nel 2016 su Gandolfo, che aveva portato a una sanzione amministrativa di 15mila euro per attività illecita. In quei nove mesi il gruppo Venice ha conosciuto il suo periodo più florido, articolando la struttura in varie società estere, dal Delaware (Usa) a Londra, dalla Slovenia alla Croazia. Dopo la multa sono sorti i problemi. I clienti che chiedevano la restituzione del capitale investito hanno cominciato a fare i conti con continui rinvii. Fino a rivolgersi ai loro legali. Il quotidiano veneto dice che tra i truffati ci sono anche alcuni parenti dello stesso Gaiatto.

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