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Elezioni politiche 2018, come funzionerà lo spoglio dei voti al Viminale

Categorie: Politica, Q&A

Il ministero diffonderà per primi i risultati del voto per i candidati nei collegi uninominali e la somma nazionale dei loro voti: questo porterà a sapere da subito i risultati delle coalizioni, ma per quelli dei singoli partiti ci vorrà molto di più

Se volete seguire lo spoglio dei voti per le elezioni politiche 2018, mettetevi comodi. Specialmente se volete sapere se il vostro amico candidato nel listino proporzionale è stato eletto. La ripartizione vera e propria dei seggi, e quindi la possibilità di formare maggioranze e con chi, si conoscerà probabilmente solo dopo molte ore dalla chiusura dei seggi. Il Viminale ha infatti spiegato come funzionerà lo spoglio con il Rosatellum: il ministero diffonderà per primi i risultati del voto per i candidati nei collegi uninominali e la somma nazionale dei loro voti: questo porterà a sapere da subito (si fa per dire: visto che le urne chiudono alle 23, molto probabilmente i risultati attendibili arriveranno alle 5 del mattino) i risultati delle coalizioni che compongono gli schieramenti elettorali e i risultati dei collegi dell’uninominale.

Ma bisognerà invece attendere più a lungo per conoscere i pesi dentro alle coalizioni, cioè quanto hanno preso, ad esempio, PD, FI o Lega. E lo scrutinio sarà complesso. Spiega oggi Repubblica che con il nuovo sistema elettorale un terzo dei seggi viene assegnato col sistema maggioritario e due terzi con il proporzionale. I candidati dell’uninominale possono essere collegati ad una sola lista (e allora il voto sul nome sarà subito assegnato dalle sezioni anche alla lista), oppure ad una coalizione. In questo caso dovrà essere ripartito proporzionalmente tra le forze che compongono l’alleanza, ma per farlo bisognerà prima attendere i dati di lista di tutte le sezioni del collegio (operazione che spetterà, collegio per collegio, agli uffici elettorali presso le Corti d’Appello).

Inevitabilmente, quindi, per conoscere i rapporti di forza interni alle coalizioni – e quindi sapere, ad esempio, chi sarà il primo gruppo al Senato – bisognerà attendere molto. Per questo sarà difficile sapere se, ad esempio, la Lega è davanti o dietro a Forza Italia nel centrodestra. Senza contare che gli exit poll non ci daranno indicazioni valide su chi ha vinto i collegi nel maggioritario. Ci attende una nottata di emozioni, sorprese e rettifiche. Oltre che di grossi complotti.

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