Politica

Daniele Piva: il M5S Roma contro l’avvocato indagato vicino a Di Maio

daniele piva mauro vaglio m5s camera inchiesta tor di valle - 9

Daniele Piva, avvocato ed ex candidato alle elezioni politiche con il MoVimento 5 Stelle, è indagato nell’ambito dell’inchiesta su Luca Parnasi e Luca Lanzalone per una fattura da 16mila euro: durante una conversazione con Parnasi nei giorni successivi alle elezioni Piva dice all’imprenditore di non aver utilizzato i fondi erogati per la campagna elettorale perché “arrivati troppo tardi” e chiede all’interlocutore di poterli trattenere per alcuni impegni economici che erano sopraggiunti nel frattempo. Parnasi accetta di lasciare a Piva tutta la somma ma rimane il problema di come giustificare l’erogazione.

Daniele Piva: il M5S Roma contro l’avvocato indagato vicino a Di Maio

In una successiva conversazione telefonica Parnasi definisce Piva “braccio destro di Di Maio” (si tratta di uno dei candidati all’uninominale che il M5S ha “pescato” dalla Link Campus University) e spiega la sua importanza per l’operazione. Ma Piva è anche qualcosa di più. In questo momento è infatti  al timone dell’organismo di vigilanza dell’Auditorium. Ma su di lui gira anche una interessante comunicazione del M5S Roma, di cui parla oggi Repubblica Roma:

Una mail di cui Repubblica è in possesso — e che ieri è ripresa a circolare tra i grillini — dimostra che il caso era stato sollevato per tempo. A firmare la lettera e a inviarla il 21 giugno ai consiglieri, compreso il neocapogruppo Giuliano Pacetti, è un dipendente del Parco della Musica di fede 5S: «Cari, scusate. Siccome il Comune è socio di maggioranza della Fondazione Musica per Roma, mi chiedevo: non è il caso di far dimettere l’avvocato Daniele Piva visto che è presidente dell’organo di vigilanza? Questo penso sia il minimo». Chiusura con un post scriptum sarcastico: «Uno che ha preso 16 mila euro da Parnasi non può rappresentare l’organo di vigilanza. Avoglia a denuncia’».

daniele piva mauro vaglio m5s camera inchiesta tor di valle - 7

La mail ha movimentato la vita dei consiglieri romani a un passo dal mare, perché hanno scoperto che secondo lo statuto dell’Auditorium la nomina di Piva non può essere revocata. Dovrebbe essere lui a dimettersi.

Le dimissioni di Piva?

Ma lo stesso avvocato Piva, a colloquio con Repubblica, fa sapere che lui non ha la minima intenzione di dimettersi:  «Sono sereno — spiega il legale — ho appreso tutto dai giornali, non mi è stato mai notificato nulla. Ho scritto subito all’Auditorium e ho chiarito la mia posizione, portando tutti i documenti in procura. Per me l’addebito è infondato. Ma ora attendo l’esito delle indagini, con la massima fiducia nel lavoro della magistratura». E ancora:  «Non ravvedo alcuna questione di opportunità. Il mio è un incarico tecnico e non politico. Il Movimento non è stato coinvolto in questo incarico e non ci sono motivi di incompatibilità. Peraltro parliamo di un emolumento ridicolo, 5 mila euro all’anno. Peraltro lordi. Lo faccio per spirito di servizio. Fossi stato nominato dal Campidoglio, mi sarei autosospeso. Ma sono stato scelto dal Parco della Musica solo in base al mio curriculum. Cercavano un bravo e giovane professionista e io ho trovato subito interessante l’incarico».

Piva, insomma, rimane in sella. E il M5S Roma non può farci niente.

Leggi sull’argomento: La storia dei soldi offerti da Parnasi ai candidati M5S