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Atac, autisti e manager: cosa c'è di vero nel video di Christian Rosso

Christian Rosso è l’autista ATAC diventato famoso in questi giorni per i suoi video-denuncia della situazione del trasporto pubblico romano. Gli utenti e i cittadini sono infuriati, e Christian non ci sta a sentirsi dire che la colpa è solo degli autisti. La situazione dell’Azienda dei trasporti pubblici capitolina è drammatica e il video mette in luce alcuni aspetti importanti del problema. Ma davvero la colpa dei disagi di questi giorni è tutta dei vertici aziendali?

Qualche giorno fa Christian Rosso aveva caricato un breve video in cui spiegava perché gli autobus degli ATAC non passano. La colpa secondo lui non è degli autisti ma del fatto che l’azienda non avrebbe un numero sufficienti di mezzi in grado di circolare e servire le oltre trecento linee di autobus della Capitale. Nel video infatti Christian dice che avrebbe dovuto prendere servizio alle 14.00 ma dal momento che al deposito non c’erano autobus avrebbe iniziato il suo turno quattro ore dopo, alle 18.00.
 
christian rosso numero dipendenti atac
 
CI SONO POCHI AUTISTI
Uno dei problemi principali è che ci sono pochi autisti rispetto al numero totale di dipendenti dell’ATAC. Ad esempio per riuscire a garantire il servizio durante i periodi di ferie dei dipendenti l’Azienda è costretta ad assumere trecento autisti a tempo determinato ai quali fare coprire i turni dei dipendenti in ferie. Ed in effetti nel 2014 l’azienda aveva aperto un bando per la selezione di 350 autisti al fine di costituire un “elenco di candidati dal quale attingere per eventuali assunzioni a tempo determinato”. Ed è probabilmente a questi autisti che fa riferimento Christian Rosso quando dice che dei mille autisti che ATAC avrebbe bisogno per poter garantire il servizio quattrocento sarebbero “già pronti e a disposizione”. In realtà però proprio a fine 2014 l’azienda aveva annunciato di non voler riconfermare le assunzioni dei 350 autisti a tempo determinato. Insomma le cose non sarebbero così semplici e soprattutto la soluzione non sarebbe così a portata di mano come fa intendere Christian.
christian rosso dirigenti atac
 
LA COLPA È DEI DIRIGENTI
Tra le tante cose che non funzionano all’interno dell’ATAC senza dubbio la gestione delle posizioni manageriali è quella che ha suscitato più scandalo. Manager stra-pagati che non sono stati in grado di gestire un’azienda che all’epoca dell’arrivo dell’Ad Danilo Broggi aveva quasi sei miliardi di euro di debiti. Sbaglia però Christian quando dice che l’Azienda capitolina avrebbe ben 70 dirigenti. In realtà i manager in organico all’azienda sarebbero 54, dei quali una decina sarebbe in procinto di essere licenziata.
atac dirigenti autobus
 
Da parte sua l’ormai ex-Amministratore Delegato Danilo Broggi in un’intervista al Tempo sostiene di averne licenziati, durante la sua gestione, altri ventisei. È vero però che alcuni “super-manager” della municipalizzata guadagnano “più di Obama”, non tutti però: sono in dodici infatti i dirigenti con uno stipendio superiore ai duecentomila euro. Un vero record tra le municipalizzate romane ed infatti Marino ha pensato bene di azzerare i vertici dell’azienda.
atac sciopero
E DIPENDENTI?
Secondo Christian è frustrante e umiliante lavorare in questa situazione. L’azienda non ti mette in condizione di svolgere il tuo lavoro, fa caldo e i cittadini e gli utenti non perdono l’occasione per insultarti. Per Christian le responsabilità sono tutte esclusivamente dei dirigenti e dei manager che non danno ai meccanici il materiale per poter riparare i mezzi (perché non ci sono soldi) e nel frattempo incassano stipendi stellari. In realtà però anche i dipendenti hanno le loro responsabilità, secondo Broggi uno dei problemi ad esempio è la scarsa produttività del personale oggetto della ricontrattazione del piano industriale presentato a fine 2014:

Non si poteva più andare avanti così: i macchinisti lavoravano 736 ore contro le 850 ore di Napoli e le 1200 ore di Milano. Con un livello di produttività così l’azienda non puiò essere efficiente sui costi

In realtà c’è da dire che i cittadini sono infuriati anche perché i disservizi di questi giorni sono causati dallo sciopero bianco di questi giorni (che fa seguito ad un altro sciopero bianco della metro ed è solo l’ennesimo sciopero del 2015). Secondo l’ATAC durante lo sciopero bianco della metro alcuni mezzi sarebbero stati sabotati oppure i dipendenti avrebbero segnalato guasti inesistenti per inviarli alla manutenzione e impedire ai mezzi (e ad altri dipendenti) di entrare in servizio. anifestazione sotto il Campidoglio prevista per mercoledì 29 su Facebook va in scena l’orgoglio degli autisti che sul gruppo “io sto con Christian” postano brevi video di solidarietà nei confronti del collega che ha osato denunziare la dirigenza.
 
E GLI UTENTI?
D’accordo, i vertici aziendali non sono stati in grado di risollevare le sorti dell’ATAC. È vero, ai dipendenti non vanno bene alcuni aspetti del piano aziendale e hanno deciso di scioperare. Ma le responsabilità di questa situazione non si esauriscono qui. C’è un terzo soggetto, quello a cui Christian Rosso spera di poter tornare a dire buongiorno “come una volta”: gli utenti del trasporto pubblico romano. È innegabile infatti che i cittadini (ma anche i turisti che si adattano rapidamente alla situazione) spesso e volentieri non paghino il biglietto, o lo obliterino solo quando vedono salire a bordo i controllori. Un atteggiamento che contribuisce ad esasperare i problemi finanziari dell’Azienda (e quindi i soldi per gli stipendi e le assunzioni, e quindi i soldi per le riparazioni). I super-manager hanno dalla loro la responsabilità di non essere stati in grado di trovare una soluzione ma nel frattempo gli utenti potrebbero limitarsi a rispettare le regole e a convalidare il biglietto quando salgono sull’autobus.