Cultura e scienze

Chi sono i nuovi direttori dei musei italiani (e perché non dovremmo lamentarci se vogliamo meritocrazia)

C’è chi dice che così si mortifica il genio italiano. C’è chi dice che gli italiani sono sottostimati nelle nomine. E c’è semplicemente chi, con molta fantasia, riesce a far sembrare il tutto un complotto in cui c’entra l’euro.
direttori musei 1
A parte le facezie, però, la polemica che sta accompagnando l’annuncio, da parte del ministero dei Beni culturali, di aver assunto ben sette (diconsi sette) stranieri su venti nuovi direttori dei musei italiani ha fatto partire una lagna di proporzioni bibliche.
 
CHI SONO I NUOVI DIRETTORI DEI MUSEI ITALIANI
E se fa particolarmente ridere che la Lega, ovvero quelli del “prima il Nord”, sia diventata, per raccattare qualche voto, il difensore d’ufficio del prodotto italico ( “Non sentiamo mai parlare del ministro Franceschini tranne quando in ballo ci sono le nomine. Ci pare parecchio strano, per altro, che il ministro non sia stato in grado di premiare gli italiani appaltando la gestione di molti dei musei piu’ importanti d’Italia a degli stranieri. Non mettiamo in dubbio le competenze di questi altissimi e stimati professionisti, ma quello del governo è uno spregio agli esperti d’arte italiani di caratura internazionale e che possono benissimo ricoprire incarichi prestigiosi oggi assegnati irragionevolmente ad altri”, ha detto Gian Marco Centinaio, capogruppo della Lega Nord in Senato), preoccupa che anche Cristina Acidini, già soprintendente del Polo museale di Firenze, critichi il ministero: “Queste scelte erano nella filosofia della riforma e sono effetto del bando internazionale di cui sono conclusione coerente. Sono persone che in gran parte conosco e di cui ho la massima stima. Però rimango perplessa riguardo a un commento del ministro Franceschini quando parla di recupero di un ritardo di decenni nel sistema museale italiano. Io ho diretto 27 musei nella mia carriera e non penso che ci fosse questo ritardo di cui dice il ministro. Credo che con queste nomine, gli storici dell’arte che lavorano nei musei statali, professionisti di prestigio internazionale, siano stati molto sottostimati”. Non risulta che i francesi siano infatti saliti sulle barricate quando hanno scoperto che Chiara Ferrazzi è stata nominata viceamministratrice generale del Louvre, terza carica per importanza. Eppure in Italia c’è chi non la pensa così. La nomina dei nuovi direttori dei super-musei, tra cui i molti stranieri, “è l’ammissione di una sconfitta del nostro Paese”, secondo Angelo Tartuferi, da oggi ex direttore della Galleria dell’Accademia di Firenze al quale succederà la tedesca Cecile Hollberg, amareggiato soprattutto per il riferimento del ministro per i beni culturali Dario Franceschini al “recupero di un ritardo di decenni” per il sistema museale italiano. “Non so a cosa si riferisca il ministro – dice – questo è un mestiere che abbiamo inventato noi, anche se spesso lo dimentichiamo. Abbiamo inventato in Italia la tutela dei beni culturali e schiere di tedeschi sono venuti a studiarla da noi… Senza risentimento, ma mi pare che questi colleghi non siano idonei a colmare questo presunto vuoto”. Sembra proprio risentimento invece. L’età media dei vincitori e’ di 50 anni. Su 20, 10 sono uomini e 10 sono donne. Gli stranieri, tutti cittadini UE, sono 7: 3 tedeschi, 2 austriaci, 1 britannico e 1 francese. Quanto alle professioni: 14 storici dell’arte, 4 archeologi, 1 museologo/manager culturale e 1 manager culturale. Nominata anche un’interna del ministero. E i curriculum dei direttori stranieri sono di tutto rispetto.
 
VOGLIAMO NOMI E CURRICULUM!
Ecco le loro biografie pubblicate sul sito del ministero:
1) ANNA COLIVA (GALLERIA BORGHESE ROMA): 62 anni, storica dell’arte. Nata a Bologna, si è laureata con Giulio Carlo Argan. Dal 1980 è funzionario del Mibact. Dal 1994 lavora come funzionario storico dell’arte alla Galleria Borghese, prima come direttore-coordinatore e, dal 2006, come direttore. Autrice di oltre 100 pubblicazioni, in particolare su Bernini, Caravaggio, Domenichino, Parmigianino, Dosso Dossi e, in generale, sulla pittura emiliana e romana del ‘500 e del ‘600. Tra i massimi esperti al mondo della Galleria Borghese, ha curato numerose mostre di livello internazionale. Nel 2013 le è stata conferita la Légion d’Honneur dal Presidente della Repubblica Francese.
2) EIKE SCHMIDT (UFFIZI FIRENZE): 47 anni, storico dell’arte. Tedesco, nato a Friburgo in Brisgovia, si è laureato in storia dell’arte medievale e moderna a Heidelberg dove ha conseguito anche un dottorato di ricerca con una tesi su “La collezione medicea di sculture in avorio nel Cinque e Seicento”. Dal 2009 è curatore e capo del dipartimento di scultura, arti applicate e tessili del Minneapolis Institute of Arts. Ha lavorato e vissuto a lungo in Italia, in particolare a Firenze. Nel 1997 ha vinto il premio Nicoletta Quinto della Fondazione Premio Galilei di Pisa. Dal 2001 al 2006 è stato curatore e ricercatore nella National Gallery of Art di Washington, dal 2006 al 2008 curatore nel Dipartimento di sculture e arti decorative nel J. Paul Getty Museum di Los Angeles. Dal 2008 al 2009 ha lavorato a Londra da Sotheby’s come direttore e capo del dipartimento scultura e arti applicate europee. Esperto di arte fiorentina di fama internazionale, ha firmato numerose monografie e saggi.
3) CRISTIANA COLLU (GALLERIA NAZIONALE DI ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA DI ROMA): 46 anni, storica dell’arte. Nata a Cagliari, dove si è laureata in storia dell’arte medievale nel 1993, si è poi specializzata in Spagna, a Madrid, dove nel 1996 ha conseguito il dottorato in Museum studies. Dal 2012 al 2015 ha diretto il Mart di Trento e Rovereto e, nel 2014, ha vinto il premio Art Tribune come miglior direttore di museo. Dal 1996 al 2012 ha diretto il Man di Nuoro. Dal 2009 è curatrice del Premio Terna. Docente di museologia e storia dell’arte contemporanea in diverse università italiane, vanta decine di pubblicazioni.
4) PAOLA MARINI (GALLERIE DELL’ACCADEMIA DI VENEZIA): 63 anni, storica dell’arte. Nata a Verona, si è laureata a Bologna dove si è poi specializzata in storia dell’arte medioevale e moderna. Dal 1994 dirige i Civici musei d’arte e monumenti del Comune di Verona, dove dal 2011 al 2013 ha anche diretto la Galleria d’Arte Moderna-Palazzo Forti. Ha curato numerose mostre di livello internazionale in collaborazione con istituzioni italiane e straniere, pubbliche che private. Dal 1998 insegna museografia e museologia nella Scuola di specializzazione in storia dell’arte dell’Università di Udine. È autrice di decine di pubblicazioni, con particolare riguardo all’arte veneta.
5) SYLVAIN BELLENGER (MUSEO DI CAPODIMONTE NAPOLI): 60 anni, storico dell’arte. Nato a Valognes, in Normandia. Laureato in filosofia, si è poi specializzato in storia dell’arte alla École du Louvre e alla Sorbonne, dove ha conseguito anche il dottorato di ricerca. Dal 2012 è capo dipartimento di pittura e scultura europee medioevali e moderne all’Art Institute di Chicago. Dal 2005 al 2010 è stato curatore capo all’Institut National d’Histoire de l’Art (INHA) di Parigi, dal 1999 al 2005 curatore della pittura e scultura europea al Cleveland Museum of Art, dal 1992 al 1999 direttore e curatore capo del Château and Museums of Blois, dal 1987 al 1991 direttore dei Museums of Montargis, in Francia. Nel 1986 ha conseguito il titolo di Conservateur des Musées de France. Autore di numerose pubblicazioni, ha studiato e lavorato anche alla Getty Foundation, alla National Gallery of Art di Washington, a Yale e a Palazzo Farnese. Nel 2006 è stato insignito della Légion d’Honneur.
6) JAMES BRADBURNE (PINACOTECA DI BRERA MILANO): 59 anni, museologo e manager culturale. Nato in Canada, ma di cittadinanza britannica, ha studiato architettura a Londra e si è poi formato in museologia ad Amsterdam e Los Angeles. Dal 2006 al 2015 è stato direttore della Fondazione Palazzo Strozzi. Dal 2003 al 2006 ha diretto la Next generation Foundation nel Regno Unito, dal 1999 al 2002 il Museum für Angewandte Kunstdi Francoforte. Dal 1994 al 1998 è stato responsabile design, formazione e programmazione al new Metropolis science and technology centre di Amsterdam. Autore di numerose pubblicazioni, insegna museologia in diverse istituzioni.
7) MAURO FELICORI (REGGIA DI CASERTA): 63 anni, manager culturale. Nato a Bologna, dove, laureato in filosofia, si è poi specializzato in economia della cultura e politiche culturali. Dal 2011 è direttore del Dipartimento economia e promozione della Città del Comune di Bologna, dove è dirigente dal 1986 e, ha diretto, tra l’altro, l’Area Cultura, l’Istituzione musei Civici, l’Istituzione Biblioteche civiche e il Settore Cultura e Rapporti con l’Università. Docente di gestione e organizzazione delle imprese culturali nell’Università di Bologna, è autore di numerose pubblicazioni in materia.
8) CECILE HOLLBERG (GALLERIA DELL’ACCADEMIA DI FIRENZE): 48 anni, storica e manager culturale. Tedesca, nata a Soltau, ha studiato storia e scienze politiche a Roma, Göttingen, Monaco di Baviera, Venezia e Trento. Nel 2001 ha conseguito il dottorato in storia Medievale a Göttingen. Dal 2010 è direttore dello Städtisches Museum di Brunswick. Ha lavorato nel settore museale a Lipsia, Dresda e Berlino. Insegna in università tedesche e svizzere.
9) MARTINA BAGNOLI (GALLERIA ESTENSE MODENA): 51 anni, storica dell’arte. Nata a Bolzano, si è laureata in storia dell’arte a Cambridge e nel 1999 ha conseguito il Ph.D. con lode alla Johns Hopkins University di Baltimora. Dal 2003 lavora al Walters Art Museum di Baltimora. Vanta esperienza in musei statunitensi, come la National Gallery of Art di Washington.
10) FLAMINIA GENNARI SANTORI (GALLERIE NAZIONALI DI ARTE ANTICA ROMA) 47 anni, storica dell’arte. Nata a Roma, dove si è laureata e poi specializzata con lode in storia dell’arte alla Sapienza, ha conseguito un Ph.D. in storia all’Istituto europeo di Firenze. Dal 2008 lavora al Vizcaya Museum and Gardensdi Miami Florida, dove è stata vice-direttore e curatore. In precedenza è stata research fellow al Metropolitan Museum of Art di New York e in altri musei Usa. statunitensi.
11) PETER AUFREITER (GALLERIA NAZIONALE DELLE MARCHE URBINO): 40 anni, storico dell’arte. Austriaco, nato a Linz, si è laureato a Vienna in storia dell’arte e filologia germanica. Dal 2010 è direttore del Dipartimento mostre, prestiti, depositi e dell’Artoteca del Museo Belvedere di Vienna, dove dal 2008 al 2010 ha diretto l’Ufficio mostre. Nella capitale austriaca ha in precedenza lavorato presso il Kunsthistorisches Museum e il Sigmund Freud Museum. Ha studiato e vissuto anche in Italia.
12) MARCO PIERINI (GALLERIA NAZIONALE DELL’UMBRIA PERUGIA): 49 anni, storico dell’arte e filosofo. Nato a Siena, dove si è laureato in estetica, si è specializzato in Archeologia e Storia dell’arte e in Estetica. Dal 2010 al 2014 ha diretto la Galleria civica di Modena, dal 2002 al 2010 il Palazzo delle Papesse di Siena, dal 1998 al 2007 il Museo Diocesano di Pienza. Dal 2010 insegna Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Carrara.
13) PAOLA D’AGOSTINO (MUSEO NAZIONALE DEL BARGELLO FIRENZE): 43 anni, storica dell’arte. Nata a Napoli, dove si è laureata e ha conseguito il dottorato in storia dell’arte moderna, ha studiato a Londra, al Courtauld Institute of Arts e allo University College. Dal 2013 è Nina and Lee Griggs Assistant Curator di arte europea nella Yale University Art Gallery. Dal 2009 al 2013 è stata Senior ResearchAssociate nel Dipartimento di sculture e arti decorative europee del Metropolitan di NY.
14) PAOLO GIULIERINI (MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI NAPOLI): 46 anni, archeologo. Nato a Cortona, si è laureato in archeologia e specializzato in etruscologia nell’Università di Firenze. È direttore del Museo dell’Accademia Etrusca e della città di Cortona, dove lavora dal 2001. Ha maturato una lunga esperienza nella direzione museale.
15) CARMELO MALACRINO (MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI REGGIO CALABRIA): 44 anni, archeologo e architetto. Nato a Catanzaro, si è laureato in architettura a Firenze e specializzato in Archeologia e architettura antica ad Atene. Dal 2010 è ricercatore di storia dell’architettura nel Dipartimento di architettura e territorio dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Nel 2005 ha conseguito un dottorato in Storia dell’architettura a Venezia.
16) EVA DEGLI INNOCENTI (MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI TARANTO): 39 anni, archeologa. Nata a Pistoia, si è laureata a Pisa in conservazione di beni culturali, indirizzo archeologico, dove ha frequentato anche la Scuola di Specializzazione di Archeologia; ha poi conseguito il dottorato di ricerca europeo presso l’Università di Siena in Storia, archeologia e archivi del Medioevo. Dal 2013 è Direttrice del Servizio dei beni culturali e del museo/centro d’interpretazione Coriosolis della Comunità dei Comuni Plancoët Plélan in Bretagna. Dal 1995 al 2008 ha condotto scavi archeologici in Italia e in Tunisia.
17) GABRIEL ZUCHTRIEGEL (PARCO ARCHEOLOGICO DI PAESTUM): 34 anni, archeologo. Tedesco di Weingarten, si è laureato in Archeologia classica, preistoria e filologia greca alla Humboldt-Universität di Berlino e ha poi conseguito il Dottorato di ricerca in Archeologia classica a Bonn. Ha condotto scavi in Italia e all’estero e ha collaborato con istituzioni nazionali e straniere. Professore a contratto di Archeologia e storia dell’arte greca e romana nell’Università della Basilicata.
18) PETER ASSMAN (PALAZZO DUCALE DI MANTOVA): 61 anni, storico dell’arte. Austriaco, nato a Zams, nel Tirolo, si è laureato a Innsbruck, dove ha conseguito il dottorato in storia dell’arte. Ha studiato e lavorato anche a Firenze, presso il Deutsches Kunsthistorisches Institut. Dal 2002 al 2012 è stato Presidente della Associazione dei musei austriaci (Museumsbund Österreich). Ha diretto l’Oberösterreichischen Landenmuseen di Linz e il Museo Angerlehner in Thalheim bei Wels e ha curato numerose mostre. Insegna alla Johannes Kepler Universität di Linz e alla Università di Vienna. Dal 2011 è nel Comitato scientifico del Museo del Castello del Buonconsiglio di Trento.
19) SERENA BERTOLUCCI (PALAZZO REALE DI GENOVA): 48 anni, storica dell’arte. Nata a Camogli (Genova), si è laureata in Lettere a Genova, per poi specializzarsi in Storia dell’arte e delle arti minori dell’Università Cattolica di Milano. Dal 2010 è direttore di Villa Carlotta, Museo e Giardino Botanico sul lago di Como. Ha lavorato in Germania e negli Stati Uniti.
20) ENRICA PAGELLA (POLO REALE DI TORINO): 58 anni, storica dell’arte. Nata a Ivrea, si è laureata in storia dell’arte a Torino e ha conseguito il dottorato in storia e critica dei beni artistici e ambientali a Milano. Lavora per la Fondazione Torino musei, dove è Direttore del Palazzo Madama e Borgo Medievale. Dal 1988 al 1999 ha diretto il Museo civico d’arte di Modena.
Insomma, è facile notare che i curriculum più prestigiosi, a parte qualche eccezione, nel campo della cultura sono proprio quelli degli “stranieri”. Uno strano paese, l’Italia. Si invoca spesso la meritocrazia, a patto che nessuno si azzardi a seguirla.