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Beppe Grillo e il terrore del Direttorio

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Un post scarno, in pieno stile Grillo. Che serve a smentire le voci che volevano in atto un ripensamento nella struttura del MoVimento 5 Stelle e un passo indietro del Direttorio. Ma c’è un dettaglio: la smentita non è una smentita. Anzi. Più che altro è una conferma che si lavora ad “evolvere ed allargare la struttura di coordinamento“. Secondo l’ADN Kronos il post nasce proprio dopo l’articolo del Corriere della Sera che parlava di un addio al direttorio. E su richiesta di chi tra i cinque non sente più salda la poltrona. Ma anche se le richieste sono andate avanti per tutta la mattina, il post pubblicato nel pomeriggio non contiene nessuna smentita.
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Beppe Grillo e il terrore del Direttorio

Storicamente è il Direttorio che mise fine al Terrore. Qui invece di terrore ce n’è tanto in giro: ad esempio c’è quello di fare la fine del minidirettorio romano, le cui teste sono state tagliate dopo la crisi della giunta Raggi e senza spiegarne il motivo. O meglio, si è detto che visto che la macchina amministrativa romana si è messa in moto non c’era più bisogno di uno “staff”: la motivazione pare più ironica che altro. Ora quello che si teme da parte del Direttorio è di fare più o meno la stessa fine: già un allargamento dei componenti, chiesto da senatrici come Barbara Lezzi e dopo la sincerità di Roberta Lombardi, porterebbe in ogni caso a dividere responsabilità e potere da parte dei “magnifici 5”. Ma quello più in bilico sembra Luigi Di Maio, che oggi ha tradito un certo nervosismo rispondendo «Sammarco? Non ho letto nulla, non ne so nulla. Comunque per il vostro lavoro dovete cambiare il fulcro, dovete chiedere al Campidoglio: sapete chi è il sindaco di Roma» a chi gli chiedeva conto dell’interessamento degli avvocati da cui lavorava la Raggi riguardo il pedinamento subito dalla sindaca all’epoca delle elezioni che le è costato l’assegnazione della tutela.  “Non c’è nessun azzeramento del direttorio – spiegava pochi minuti prima dell’uscita del post lo stesso Di Maio – su questo non ho nulla da dire perché non si commenta una non notizia”. Ma a questo punto è chiaro che negli assetti del Movimento ci saranno cambiamenti. Oltre ad un allargamento delle strutture che si riconoscono nel cosiddetto ‘direttorio’, al comitato di responsabili delle funzioni di Rousseau, all’allargamento dell’associazione stessa e alla squadra di supporto ai Comuni, potrebbero arrivare nelle diverse funzioni nuovi portavoce, anche dalle strutture territoriali, e forse una sorta di Comitato di Saggi che potrebbe vedere l’ingresso di personalità come Dario Fo e Ferdinando Imposimato.