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Quando Beppe Grillo aveva la tessera del PD

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«Non sarà mica un reato. Anche io ho avuto la tessera del Pd, non ve l’ho mai detto? Mi sono iscritto ad Arzachena», ha detto oggi Beppe Grillo lasciando la palestra inaugurata oggi a Mirandola, sulla nomina del nuovo assessore capitolino Andrea Mazzillo ex Pd, come si vede in un video pubblicato su Facebook dal M5S.

Quando Beppe Grillo aveva la tessera del PD

La battuta di Grillo naturalmente contiene un fondo di verità. Era il luglio del 2009 quando Beppe si è presentato al circolo del Partito Democratico di Arzachena per chiedere la tessera di iscrizione al Partito Democratico allo scopo di correre per le primarie. L’iniziativa era evidentemente provocatoria, nel senso che Grillo, anche all’epoca in chiara polemica con il PD, avrebbe voluto agire da “guastatore” con la sua candidatura nei confronti di un partito che giudicava ipocrita. All’epoca personaggi come Adinolfi e Marino si schierarono con Grillo, ma la direzione disse no: “Lo Statuto e il regolamento impediscono l’iscrizione, per questo è stata avviata la procedura di restituzione degli euro versati”, aveva comunicato la Commissione regionale di garanzia della Sardegna. Le motivazioni della mancata candidatura alle primarie vennero spiegate dall’allora responsabile organizzativo del PD Maurizio Migliavacca:

“Le regole per iscriversi al Partito Democratico sono chiare e precise. Mi sembra molto difficile che la richiesta di iscrizione al partito di Beppe Grillo contenga i presupposti e abbia i requisiti necessari per il rilascio della tessera del Pd” spiegava Migliavacca. il riferimento è all’articolo 9 comma 3 dello statuto del Pd: “Possono essere candidati e sottoscrivere le candidature alla carica di segretario nazionale e di componente dell’assemblea nazionale solo gli iscritti in regola con i requisiti di iscrizione presenti nella relativa anagrafe alla data nella quale viene deliberata la convocazione delle elezioni”.
Quella data è il 26 giugno, e se Grillo dice di essersi iscritto oggi, è cronologicamente fuori termine statutario. Per il senatore del Pd Stefano Ceccanti ci sarebbe un’altra discriminante. “Secondo lo statuto del Pd la domanda di iscrizione di Grillo non sarebbe accettabile perché lo statuto del partito al comma 8 dell’articolo 2 precisa: ‘Sono esclusi dalla registrazione nell’Anagrafe degli iscritti e nell’Albo degli elettori le persone che siano iscritte ad altri partiti politici’. Grillo non sarebbe candidabile dato che in passato è stato promotore di liste in concorrenza col Pd”.

In più la richiesta di tesseramento andava fatta nel comune di residenza e non in Sardegna, dove Grillo all’epoca era in vacanza.