Economia

Banca Popolare di Bari e gli immobili di Jacobini

La girandola di ville e immobili degli Jacobini, gestori della Banca Popolare di Bari fino all’arrivo di Vincenzo De Bustis. Partendo dal trasferimento di alcuni immobili in un fondo patrimoniale

banca popolare di bari 1

Federico Fubini sul Corriere della Sera oggi racconta la girandola di ville e immobili degli Jacobini, gestori della Banca Popolare di Bari fino all’arrivo di Vincenzo De Bustis. Partendo dal trasferimento di alcuni immobili in un fondo patrimoniale:

In quel maggio 2016 il più giovane dei figli del banchiere Jacobini, il rampollo considerato più abile nelle operazioni finanziarie, deve compierne una delicata: trasferisce sette immobili in un fondo patrimoniale intestato a se stesso e alla moglie Amalia Alicino, che ha sposato cinque anni prima. L’intenzione dichiarata è di «far fronte ai bisogni della famiglia». La natura dei beni è sicuramente in grado di garantire il futuro di questo ramo degli Jacobini.

I primi quattro immobili costituiscono un complesso di circa duemila metri quadri nella splendida cornice di Polignano a Mare. C’è poi la parte di Gianluca della nuda proprietà di un appartamento in un quartiere elegante di Bari che il padre aveva comprato vent’anni prima intestandolo ai figli; e la proprietà pro-quota di un altro appartamento di sette vani non lontano dall’ateneo cittadino.

jacobini banca popolare di bari
I bilanci della Banca Popolare di Bari (Corriere della Sera, 28 dicembre 2019)

Ricorda Fubini che  due settimane prima l’assemblea della Popolare di Bari si era rivelata la più dolorosa nella storia della banca: il bilancio approvato riporta per il 2015 una perdita molto pesante, 295 milioni, mentre i requisiti patrimoniali subiscono un’erosione di circa l’uno per cento. Intanto  l’assemblea era stata il primo innesco del panico fra i quasi 70 mila azionisti della Popolare di Bari: delibera la riduzione da 9,53 a7,5 euro del titolo della banca, dopo che nei due anni precedenti la banca aveva piazzato azioni alla clientela per 330 milioni.

Tutto questo non ha nulla a che fare con la mossa di Gianluca Jacobini per mettere in un fondo patrimoniale i propri beni al sole, almeno sulla carta. Ma il risultato di fatto dell’operazione è che il banchiere rafforza le proprie difese contro eventuali azioni di responsabilità e richieste di risarcimenti – fondate o no, lo diranno i giudici —anche con le mosse successive.

Leggi anche: Il gioco del semaforo rosso a Corso Francia