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ATAC: le dimissioni di Rettighieri e il taglio della Metro che paralizzerà Roma

atac guasti

Mentre ATAC deve affrontare il curioso caso dei mezzi che si rompono due volte, tiene banco il rischio di riduzione delle corse della metropolitana del 30-40% paventato dalla municipalizzata dei trasporti. Anche perché il direttore generale dell’ATAC Marco Rettighieri ha minacciato le dimissioni se non entreranno in azienda i 58 milioni di investimenti – di cui 18 per la manutenzione dei mezzi, che deve iniziare entro Ferragosto – che sono stati dirottati dal prefetto Tronca su Roma Metropolitane e che le banche non hanno voluto garantire.

ATAC: le dimissioni di Rettighieri

Sulle dimissioni di Rettighieri infatti ci sono versioni quantomeno discordanti. Il Messaggero ha scritto stamattina che il DG ha inviato una lettera al Comune dichiarando che «L’amministrazione dovrà trovare una nuova governance se entro Ferragosto non verrà finanziata la prima tranche da 18 milioni di euro per la manutenzione della linea A e se non verrà sbloccata la gara per i 150 nuovi bus». Ovvero ha minacciato le dimissioni. Il Giovane Turco Stefano Esposito, già dimenticabile assessore ai Trasporti nella Capitale con la Giunta Marino, la pensa diversamente e, citando “fonti sindacali” – e quindi senza indicare nessuno in modo preciso, per rendere così non verificabile la sua affermazione – dice che l’amministrazione Raggi invece avrebbe trovato già i soldi ma non li darà senza le dimissioni di Rettighieri.


Non contenta, la componente del direttorio M5S Carla Ruocco ha in qualche modo confermato la versione di Esposito dichiarando a Radio24 che «sono già pronti 20 milioni di investimenti su Atac». E Rettighieri che dice? “Spero che le risorse arrivino entro Ferragosto”, ha detto oggi; e a chi gli chiedeva delle sue dimissioni ha replicato con un laconico: “Vedremo“. In realtà però ci sono più elementi per credere alla versione di un Rettighieri pronto alle dimissioni ed è facilmente intuibile il motivo. Rettighieri infatti non vuole fare la fine di Daniele Fortini: ovvero essere additato come responsabile di un’emergenza della quale ritiene di non avere colpe. La decisione di Tronca infatti, arrivata a giugno, era conosciuta: se non si trova una soluzione il direttore generale, che aveva correttamente offerto le sue dimissioni appena insediatasi la giunta, visto che era stato indicato come DG di Atac proprio da Esposito a Tronca, rischia di diventare il capro espiatorio di una situazione insostenibile per la Roma, già dotata di un trasporto pubblico completamente inefficiente e adesso costretta a subire persino un taglio del 30% delle corse della metro, già appena sufficienti. Nel momento della furia per quello che potrebbe accadere Rettighieri sarebbe un comodo capro espiatorio da sacrificare all’opinione pubblica per le corse in metro, così come Fortini rischiava di esserlo per l’«emergenza rifiuti» più telefonata della storia. Enrico Stefàno, che della questione aveva parlato con franchezza ad Agorà, replica infatti in modo piuttosto pertinente a Esposito:
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Dove sono finiti i soldi di ATAC?

Non bisogna però dimenticare che quei soldi sono stati sacrificati da Tronca per tenere a galla Roma Metropolitane, a causa della grave situazione economica in cui versa l’azienda, a cui la Giunta Raggi deve mettere mano prima di subito. Nel frattempo l’ATAC ha provato a chiederli alle banche, che hanno risposto picche. Così come hanno detto di no all’ipotesi di ridiscussione del debito della municipalizzata chiesta dall’assessore al bilancio Marcello Minenna. Se ovviamente il M5S non ha alcuna responsabilità nella situazione che si è venuta a creare prima del suo approdo in Campidoglio, però, adesso deve trovare rapidamente il modo per risolvere la questione. Possibilmente evitando di andare a prendersela con Rettighieri come ha fatto, sbagliando, con Fortini, e trovando un modo pragmatico per non far precipitare la situazione. Per adesso non sembra che abbia però ad esempio chiesto nessun supporto istituzionale: «Sono certamente preoccupato. Noi siamo a disposizione, quando il Comune di Roma deciderà di parlare ci chiamerà. Al momento dal Campidoglio non ho ancora sentito nessuno» ha infatti detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, incontrando la stampa nella sede del Mit per illustrare i provvedimenti su investimenti per infrastrutture e trasporti deliberati nella seduta del Cipe di ieri. Quando ha lasciato il Campidoglio i giornalisti hanno chiesto a Linda Meleo, assessora alla mobilità, come mai non avesse contattato Delrio e la risposta è stata imbarazzata: «È chiaro che un contatto con lui lo avremo sicuramente. Aspettiamo il momento per fissare un appuntamento e parlarci». Ma l’assessora ha anche aggiunto che c’è una soluzione in arrivo per evitare il blocco: «Riusciremo ad evitare questo rischio. Il nostro obiettivo è garantire il servizio nel miglior modo possibile. Abbiamo trovato una situazione cruciale ma ora è tutto in lavorazione. Se ne sta occupando l’assessore Minenna». In attesa di conoscere la soluzione, ha scherzato la Meleo, lei è passata in ATAC e “Rettighieri c’era“. Speriamo che nessuno ci faccia.
Edit: L’assessore Minenna fa sapere su Facebook che la somma necessaria ad evitare la riduzione delle corse della metro a Roma è stata reperita. Le dimissioni di Rettighieri si fanno più lontane anche perché Minenna conferma la sua fiducia al Dg Atac:

Oggi la Giunta ha approvato la mia proposta di supportare ATAC per realizzare opere infrastrutturali per 18 milioni di euro. La somma è stata reperita grazie all’operazione di pulizia del bilancio che avevo annunciato durante l’assestamento di luglio. La metro A sarà così più efficiente ed in grado di meglio rispondere alle esigenze dei cittadini, derivanti anche dalla riapertura delle scuole in settembre. Un risultato che conferma la mia fiducia al Dg di Atac, Marco Rettighieri. Procediamo a ritmi serrati per migliorare la nostra città.