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Antonio Potenza: il sindaco della Lega arrestato per brogli nelle gare pubbliche

Il sindaco di Apricena, passato da Forza Italia alla Lega esattamente un anno prima delle elezioni che lo avrebbero poi portato a stravincere col 71,52% delle preferenze – e per la terza volta nel piccolo Comune in provincia di Foggia – è finito in manette questa mattina

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Il sindaco di Apricena, Antonio Potenza, esponente della Lega, è stato arrestato e posto ai domiciliari insieme con altre due persone nell’ambito di una indagine della procura di Foggia su presunte irregolarità nelle gare per l’aggiudicazione di commesse pubbliche. Gli altri due arrestati sono un altro amministratore pubblico e un imprenditore.

Antonio Potenza: il sindaco della Lega arrestato per brogli nelle gare pubbliche

L’ordinanza cautelare riguarda in tutto 15 persone: gli altri 12, tra pubblici ufficiali e professionisti, sono stati sottoposti a misure di natura interdittiva. Le indagini, condotte dalla guardai di finanza, sarebbero dopo una denuncia su irregolarità nelle gare d’appalto nelle quali, secondo l’accusa, sarebbe stato favorito un imprenditore molto vicino al sindaco Potenza. Nel corso delle indagini sono stati accertati reati di natura fiscale, fatturazione per operazioni inesistenti, false dichiarazioni di redditi. I militari avrebbero anche accertato un episodio di concussione.

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Foto da: Daniele Cinà su Twitter

Il sindaco di Apricena, passato da Forza Italia alla Lega esattamente un anno prima delle elezioni che lo avrebbero poi portato a stravincere col 71,52% delle preferenze – e per la terza volta nel piccolo Comune in provincia di Foggia – è finito in manette questa mattina, nell’ambito dell’operazione “Madrepietra”. In corsa nella lista “Uniti per Cambiare”, schiacciò l’avversario Michele Lacci, con la lista “Democraticamente”, fermo col 28,41% dei voti. Un primo cittadino acclamato dai suoi già un mese prima della tornata elettorale, quando un bagno di folla lo accolse a Casa Matteo Salvatore, per la presentazione della sua candidatura a Sindaco.

L’inchiesta Madrepietra

Il sindaco di Apricena arrestato oggi, Antonio Potenza, è al suo secondo mandato e, dopo undici anni di militanza in Forza Italia, ha aderito alla Lega di Matteo Salvini nel maggio 2018. Alle ultime amministrative del 26 maggio scorso si è presentato con la lista ‘Uniti per Cambiare’ una civica da lui promossa nel 2012, battendo con una percentuale del 71% dei consensi l’avversario Michele Lacci del Pd. Complessivamente sono 25 le persone coinvolte nell’inchiesta della procura di Foggia che questa mattina ha portato agli arresti domiciliari oltre al sindaco altre due persone e all’interdizione di altre 12. Tutte sono ritenute responsabili, a vario titolo, di reati contro la Pubblica Amministrazione e il Patrimonio. L’inchiesta, denominata “Madrepietra”, è stata condotta dai finanzieri e coordinata dalla procura di Foggia. Tra gli episodi contenuti nell’ordinanza, segnala l’AdnKronos, c’è anche il caso di un collaboratore a cui vengono dati una casa e uno stipendio per vincere le elezioni.

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Secondo l’attività di indagine, che prende le mosse proprio dalle dichiarazioni dell’ex uomo di fiducia del sindaco in merito a presunte irregolarità nelle procedure di assegnazione di appalti di opere pubbliche, Antonio Potenza, ancora esponente di Forza Italia, avrebbe contattato il “collaboratore” insieme a Matteo Bianchi (anche lui ai domiciliari) nel corso dell’anno 2012, prima delle elezioni, affinché desse una mano per la campagna elettorale in suo favore per la carica di sindaco di Apricena in cambio di un posto di lavoro “quale corrispettivo – scrive il Gip nell’ordinanza – dell’ausilio fornito per ‘portare voti’ al Potenza”. Quando lo stesso collaboratore, al quale Potenza aveva già dato 1300 euro in contanti a titolo di compenso per l’aiuto nella campagna elettorale, chiede al neo sindaco di far lavorare tre piccoli artigiani muratori del posto per la ristrutturazione dei loculi cimiteriali comunali, “Potenza manifestava il proprio diniego, motivato sul presupposto che i lavori erano già stati promessi a un consigliere comunale (…) Il sindaco Antonio Potenza, per ‘dare un contentino’ al collaboratore, lo faceva lavorare in qualità di muratore per sette/otto giorni presso la ditta” alla quale aveva assegnato l’appalto.

Sempre secondo l’accusa il primo cittadino avrebbe costretto un componente del proprio staff a rinunciare al posizionamento ottenuto nella graduatoria finale di un concorso pubblico cui aveva partecipato, in modo tale da consentire ad un altro candidato di risultare il vincitore della selezione. Il comportamento di Potenza sarebbe stato mosso “da ragioni di natura politica, risultate prevalenti rispetto al rigoroso rispetto della legalità”, fanno notare gli inquirenti. Le intercettazioni telefoniche e tra presenti e le escussioni testimoniali correlate avrebbero poi dimostrato come il sindaco di Apricena, nel gennaio del 2018, avrebbe impiegato, per sbrigare impegni di natura privata e connessi alla professione di ingegnere, l’autovettura in dotazione al Comune e destinata alle attività istituzionali.

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