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Chi è Antonio Colonna il “sedicente animalista” arrestato per truffa

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Gli agenti del commissariato di Frascati in collaborazione con la Squadra Mobile di Asti hanno eseguito ieri un’ordinanza che dispone gli arresti domiciliari nei confronti di un “sedicente animalista” (così lo definisce il GIP) accusato di truffa nei confronti di allevatori, maltrattamento di animali ed esercizio abusivo della professione veterinaria. L’uomo è Antonio Colonna, già fondatore di EITAL (Ente Italiano Tutela Animali e Legalità) e del “Progetto Zoocrime” nonché ex membro del LEIDAA Colonna è stato anche “braccio destro” dell’Onorevole Michela Vittoria Brambilla (che non è indagata) e “collaboratore” dell’ex deputato pentastellato Paolo Bernini (anche lui estraneo ai fatti dell’inchiesta).

Di cosa è accusato il “sedicente animalista” Colonna

Colonna è un personaggio molto noto nell’ambiente animalista. Non solo per le sue amicizie parlamentari ma anche perché ha partecipato a numerose “inchieste” condotte dall’inviato animalista di Striscia La Notizia Edoardo Stoppa. Nel corso degli anni Colonna ha effettuato numerosi “blitz” all’interno di allevamenti e “canili lager” (che in alcuni casi si è scoperto non essere tali) che hanno portato al sequestro degli animali. Sequestro che veniva sempre presentato come “salvataggio” delle bestiole. Ad ottobre Colonna – presentandosi come guardia zoofila – era riuscito a far sequestrare 35 cani di razza (pechinesi, chihuahua e bulldog francesi) di un allevamento “abusivo” nel frusinate. L’allevatrice ha sporto denuncia riottenendo l’affidamento degli animali.

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Ma in passato le cose sono andate diversamente. Stando agli accertamenti eseguiti dagli inquirenti Colonna durante i suoi blitz esibiva falsi tesserini attestanti la qualifica di Ispettore di Polizia Giudiziaria e convinceva così le forze dell’ordine ad aiutarlo in ispezioni e sequestri. Operazioni illecite che spesso si concludevano con il sequestro degli animali detenuti dagli allevatori anche grazie all’aiuto di veterinari compiacenti che erano presenti sul posto (quando invece avrebbero dovuto intervenire quelli della ASL). I successivi controlli veterinari poi smentivano le dichiarazioni sul cattivo stato di salute degli animali.

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Una volta sequestrati gli animali Colonna ne otteneva l’affidamento e successivamente le bestiole venivano cedute ad associazioni compiacenti. In alcuni casi il sedicente Ispettore di Polizia Giudiziaria avvicinava gli allevatori proponendo loro di “mettersi d’accordo” per evitare il blitz e il sequestro a patto che venissero forniti i nominativi di altri allevatori da controllare. Secondo il GIP Mario Parisi: «la singola vicenda oggetto del procedimento, dunque, si inserisce coerentemente in una ben più ampia e folta sequenza intrapresa e  coltivata ormai da anni dal C., il quale ha ormai ben sperimentato e collaudato, spaziando su tutto il territorio nazionale, un modus operandi particolarmente abile e spregiudicato, imperniato sulla ingannevole spendita di inesistenti qualifiche pubblicistiche fra cui quella di appartenenti alla polizia giudiziaria, sostenuta anche grazie all’impiego di distintivi e tesserino recante siffatta indicazione». In altri casi – riferisce il Tempo – Colonna organizzava l’acquisto di partite di cuccioli provenienti dall’estero per poi procedere al sequestro una volta arrivati in Italia.

Tutte le inchieste a carico di Colonna

Colonna però da tempo risulta indagato in diverse inchieste che puntano a far luce sul peculiare modus operandi della guardia zoofila. Nel nel 2008 Colonna ed altri animalisti spacciandosi per guardie venatorie “sequestrarono” in un negozio di animali  di Pavia 156 uccellini con l’accusa di sospetto bracconaggio. Gli animali vennero poi liberati nel bosco. I titolari del negozio furono poi processati per maltrattamento di animali ed assolti. Successivamente in relazione a quel “sequestro” Colonna è stato condannato per calunnia. Un’altra indagine della Procura di Nocera Inferiore vede Colonna indagato per associazione per delinquere finalizzata a numerosi reati tra cui estorsione, violenza privata, appropriazione indebita e calunnia. C’è da dire inoltre che la figura di Colonna ha goduto (e gode ancora) di ottima stampa. Ad esempio l’uomo vantava di essere in contatto con il paladino degli animali di Striscia La Notizia Edoardo Stoppa. Ed è proprio grazie a questa “pubblicità” che Colonna poteva contare su un’ottima reputazione (televisiva).

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In un caso uno dei tanti “sequestri” effettuati da Colonna si svolse sotto gli occhi di un parlamentare della Repubblica. Nel maggio del 2015 quando a San Genesio (Macerata) Paolo Bernini e Colonna sequestrarono 325 cani di razza destinati ad essere venduti. A quanto pare durante il blitz Colonna si identificò come assistente parlamentare di Bernini. Su Facebook Bernini parlò di “allevamento lager” sottolineando come i cani fossero tenuti in “condizioni inaccettabili a causa di gravi maltrattamenti”.

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Nel frattempo aveva presentato in Procura istanza di affidamento di tutti i cani, da trasportare presso canili di EITAL in varie parti d’Italia. Il giorno del sequestro, fissato il 28 luglio, il provvedimento venne sospeso perché i Carabinieri del nucleo forestale vennero a conoscenza delle denunce a carico del presidente di EITAL e decisero che non era opportuno affidargli gli animali. Nel marzo 2016 infine la denuncia per maltrattamenti a carico della titolare dell’allevamento lager venne definitivamente archiviata.

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