Tutti i falsi allarmi di ieri a Roma

Non solo la mamma di Anastasia. Anche ieri, domenica, Roma è stata funestata da una serie di falsi allarmi che hanno creato disagi ai cittadini. Con risvolti di comicità, anche involontaria, non indifferenti. È il caso ad esempio dell’ennesimo allarme alla metropolitana. Una telefonata anonima fatta da una cabina telefonica ha segnalato alla polizia la presenza di una bomba alla stazione della linea A di Roma Lepanto, avvisando nel contempo che si trattava di uno scherzo. Immediatamente sono scattati i controlli della polizia con artificieri e cinofili nella stazione della metropolitana. Al termine delle operazioni che hanno dato esito negativo il servizio della metropolitana, sospeso tra Termini e Ottaviano per l’intervento delle forze dell’ordine, è tornato regolare.

Tutti i falsi allarmi di ieri a Roma

Ma questo è solo l’inizio. La polizia è intervenuta anche ieri mattina intorno alle 9:30 nella Chiesa del Cristo Re, nel quartiere Prati a Roma, dopo la segnalazione della presenza di una bomba all’interno della basilica. I controlli, svolti anche dagli artificieri e con l’ausilio di cani poliziotto, non hanno trovato alcun ordigno. Famiglie, anziani e bambini presenti nella chiesa in viale Mazzini, a due passi dalla sede della Rai, hanno vissuto momenti di panico. La messa è slittata di mezz’ora, una volta conclusi i controlli. C’è stato un bis anche in Ciociaria, dopo il falso allarme dei giorni scorsi all’autogrill di Anagni sulla Roma-Napoli. È successo nella chiesa di San Giovanni durante la messa. A creare apprensione, in questi giorni di grande allerta terrorismo, è stato un trolley davanti alla chiesa. Le verifiche dei carabinieri hanno appurato che il trolley, lasciato lì da un fedele che era in chiesa, conteneva solo biancheria. L’allarme è così rientrato dopo pochi minuti. Intanto, dopo gli attentati in Francia e in vista del Giubileo straordinario, all’abbazia di Montecassino, uno degli obiettivi sensibili più importanti in provincia di Frosinone, sono scattati controlli più intensi, tutti i giorni, di polizia, carabinieri e agenti della Forestale. Le misure di sicurezza sono state rafforzate per l’intera giornata. Altri falsi allarmi li riportano le cronache cittadine, come quella del Messaggero:

«Presto correte in via Merulana. Ho visto due persone con uno zaino che stavano parlottando fra loro. Non vorrei fossero due terroristi». Agli agenti basta un’occhiata. I due “sospetti” sono due turisti inglesi. E poco dopo a Villa Borghese: un trolley abbandonato davanti al bar della Casa del Cinema,ha innescato la paura tra i presenti. La lista dei falsi allarmi è lunga: «C’è un carrello della spesa in mezzo alla strada. Vi chiamo da piazza Bologna. E se ci fosse un ordigno?». Anche in questo caso scatta subito la verifica. Si tratta del solito carrello usato dai nomadi per prelevare la roba dai cassonetti. Nulla, però, può essere trascurato. «Sono preoccupatissima – dice una donna al 113 – Mi trovo a Spinaceto e c’è uno strano individuo che scatta foto in una piazza. Credo che possa essere un terrorista che sta pianificando attentati». Il fotografo sospetto è un pensionato che sta provando la sua nuova digitale.

attentati terroristici 112

I numeri di emergenza a Roma (Il Messaggero, 19 novembre 2015)

Il carrello della spesa, lo zaino, lo stadio

E mentre in città comincia a diffondersi una tesi maligna, secondo la quale gli allarmi della metro sarebbero diffusi dagli autisti per lavorare di meno, nomenti di paura in tribuna Monte Mario durante la partita Lazio-Palermo per la segnalazione di uno zaino abbandonato sugli spalti. Uno degli spettatori ha avvertito la polizia, che è però riuscita a risalire in qualche minuto al proprietario dello zaino. Era il papà di una bambina che aveva accompagnato la figlia in bagno lasciando lo zainetto come segnaposto momentaneo. Un’altra segnalazione di zainetto sospetto arriva da piazza Cola di Rienzo, stavolta corredata di bottiglia con liquido sospetto. Gli agenti arrivano e trovano il vino del clochard di turno. E ancora, sempre dal Messaggero:

C’è anche chi vede i presunti terroristi già in azione. A Primavalle, per esempio. «Presto correte – dice un ragazzo con tono concitato – C’è un’auto scura con due arabi. Mi pare di vedere anche un’arma lunga». Le pattuglie arrivano sul posto: i due ”arabi” sono cittadini italiani e «l’arma lunga» è un mobile appena comprato da Ikea. Non mancano le bravate, falsi allarmi consapevoli che sfiorano il codice penale. Come quello dell’altro ieri alla metro Battistini dove qualcuno ha creato un falso pacco bomba avvolgendo un cartone nella carta stagnola. E ieri stessa storia alla metro Lepanto. Se venisse rintracciato l’autore risponderebbe di procurato allarme e interruzione di pubblico servizio: per le verifiche la metro è rimasta bloccata. «Correte, in un negozio di via Tuscolana ci sono degli arabi che forse preparano un attentato»: gli agenti nel negozio trovano solo i due lavoranti bengalesi, intenti a vendere frutta e biscotti.

 

Si chiude così il week end “superblindato” della Capitale, ultimo test in vista dell’avvio del piano sicurezza messo a punto da Questura e Prefettura per l’avvio ufficiale del Giubileo. Da oggi, infatti, sarà operativa l’ordinanza che rafforzerà ulteriormente i controlli in città, a due settimane dall’apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro, che inaugurerà ufficialmente quello che lo stesso questore della Capitale ha definito il “Giubileo ai tempi dell’Isis”. Questi quindici giorni rappresenteranno una sorta di “prova generale” per le forze dell’ordine, la cui presenza in città aumenterà notevolmente per garantire la percezione della sicurezza, in particolare dopo i sanguinosi attacchi di Parigi. In città saranno impiegati duemila uomini, a presidiare non solo gli oltre mille obiettivi sensibili e gli eventi considerati a rischio, ma anche autobus e metropolitane. Agenti in divisa saliranno sui mezzi di trasporto per garantire la sicurezza dei passeggeri. Sorvegliati speciali saranno, ovviamente, piazza San Pietro e i principali monumenti della Capitale, dal Colosseo a Fontana di Trevi. Attenzione particolare sarà rivolta anche ai luoghi di ritrovo, in particolare dei giovani, come concerti o manifestazioni.

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Alessandro D’Amato